Salute e benessere – MammeUp https://www.mammeup.it Tutto per le mamme 2.0 Wed, 30 Sep 2020 15:33:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.1 Spazzolini per bambini: come scegliere i migliori https://www.mammeup.it/spazzolini-per-bambini-come-scegliere-i-migliori/ https://www.mammeup.it/spazzolini-per-bambini-come-scegliere-i-migliori/#respond Thu, 10 Sep 2020 08:00:26 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36882 Quando si parla di igiene orale il più delle volte il pensiero va a come fare per sbiancare i denti. Questa può essere una preoccupazione degli adulti, ma il più del lavoro bisogna farlo a partire dai più piccoli. Innanzitutto scegliendo degli spazzolini per bambini adeguati alla loro età e alle loro esigenze. L’igiene orale […]

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Quando si parla di igiene orale il più delle volte il pensiero va a come fare per sbiancare i denti. Questa può essere una preoccupazione degli adulti, ma il più del lavoro bisogna farlo a partire dai più piccoli. Innanzitutto scegliendo degli spazzolini per bambini adeguati alla loro età e alle loro esigenze. L’igiene orale è inoltre fondamentale per prevenire tante infezioni e malattie che possono creare non pochi fastidi e problemi.

Cerchiamo quindi di capire cosa si intende per igiene orale, come comportarsi con i più piccoli e soprattutto rispondere ai dubbi e agli interrogativi intorno agli spazzolini da denti per bambini.

La cura dei denti e l’igiene orale dei bambini

Prendersi cura dell’igiene orale dei bambini è fondamentale, ma come fare quando sono piccoli? Da neonati il consiglio è quello, dopo ovviamente che è spuntato il primo dentino, di spazzolarlo con cura utilizzando uno spazzolino dalla testa soffice. Per quel che riguarda il dentifricio meglio orientarsi verso uno privo di fluoro.[amazon box=”B084NY2KLQ”]

A partire dal secondo anno di età si può iniziare a educare i bambini a prendersi cura direttamente dei propri denti, insegnandogli a utilizzare lo spazzolino e dando loro il buon esempio. La pulizia dei denti e l’utilizzo degli spazzolini per bambini è anche l’occasione per parlare con loro di alimentazione, che è una delle principali cause che incide sull’igiene orale. Crescendo i bambini diventano sempre più autonomi, ma è fondamentale controllare che prendano e mantengano questa abitudine.

Spazzolini per bambini: manuali o elettrici?

Quali sono i migliori spazzolini da denti per bambini? Meglio quelli manuali con i quali prendono confidenza fin da piccoli e che sono meno soggetti a rottura o meglio orientarsi verso quelli elettrici con tutte le loro funzionalità? L’Ospedale Bambino Gesù di Roma interviene sulla questione spiegando che “Lo spazzolino elettrico con tecnologia roto-oscillante è attualmente considerato lo strumento migliore per l’igiene orale nel paziente pediatrico”. Nulla vieta ai genitori di scegliere comunque degli spazzolini tradizionali per i propri bambini, ma in questo caso “è importante che esso abbia una testina medio-piccola con setole artificiali di durezza media”.

Guida all’acquisto degli spazzolini per bambini

Tra i tanti modelli di spazzolini per bambini qual è il migliore tra cui scegliere? Come spesso accade bisogna valutare diversi fattori e alla luce di questi confrontarli con le proprie esigenze. Nello specifico quelle dei nostri bambini. in questo seno un buon criterio di analisi e di scelta riguarda anche l’aspetto estetico di questo strumento. I bambini amano gli oggetti colorati, magari con i disegni dei loro supereroi dei cartoni animati ed è importante non ignorare questo elemento. Gli spazzolini colorati inducono i bambini a utilizzarli più spesso e con maggior entusiasmo. Dal punto di vista tecnico, invece, bisogna valutare la testina, le setole e l’impugnatura.

La testina

La testina deve essere piccola, adeguata alla grandezza della cavità orale del bambino. Una testina troppo grande, oltre a essere scomoda, rischia di essere inefficace per pulire in profondità i denti dei bambini.

Le setole

Le setole degli spazzolini dei bambini, invece, devono essere sempre delicate e morbide, in quanto parliamo di denti sensibili e in via di sviluppo.

L’impugnatura

Anche il manico dello spazzolino è importante e deve essere, così come detto per la testina, a misura di bambino. L’impugnatura, infatti, deve essere controllata comodamente dal bambino che deve inoltre poter maneggiare lo spazzolino con libertà e sicurezza.

Se invece si tratta di uno spazzolino elettrico è fondamentale verificare, oltre a quanto appena detto che resta sempre valido, anche le funzioni disponibili. Qui si entra in un campo molto vasto dove si può trovare tutto e il contrario di tutto. Dagli spazzolini dotati di timer e di vari livelli di intensità a quelli che funzionano con l’applicazione dello smartphone e che aiutano i bambini nella pulizia quotidiana dei loro denti. Qui è doveroso valutare il tutto anche in funzione del costo e dell’età dei bambini, scegliendo uno spazzolino elettrico quando iniziano a essere più grandi e non si avrà la necessità di doverlo sostituire dopo qualche anno[amazon bestseller=”spazzolini denti bambini” items=”5″]

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Mascherine e gel disinfettante: le precauzioni da seguire https://www.mammeup.it/mascherine-e-gel-disinfettante-le-precauzioni-da-seguire/ https://www.mammeup.it/mascherine-e-gel-disinfettante-le-precauzioni-da-seguire/#respond Thu, 28 May 2020 08:00:07 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36809 Che dovremo imparare a convivere con le mascherine e il gel disinfettante sembra essere ormai il prezzo minimo da pagare per poterci muovere più o meno liberamente. Ma è doveroso, anche e soprattutto quando si tratta della salute dei bambini, prestare moltissima attenzione alle conseguenze dell’attuazione di queste prescrizioni. Non perché bisogna andare contro la […]

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Che dovremo imparare a convivere con le mascherine e il gel disinfettante sembra essere ormai il prezzo minimo da pagare per poterci muovere più o meno liberamente. Ma è doveroso, anche e soprattutto quando si tratta della salute dei bambini, prestare moltissima attenzione alle conseguenze dell’attuazione di queste prescrizioni. Non perché bisogna andare contro la legge, ma per evitare che per l’attenzione di proteggerci da un pericolo si spalanchino le porte per molti altri. Come quelli derivati dall’uso prolungato e reiterato di mascherine protettive e gel disinfettante.

Rischi e consigli sull’uso di mascherine e gel igienizzante

Mascherine protettive: monouso o da igienizzare?

Innanzitutto quando si parla di mascherine protettive bisogna distinguere, sulla base delle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, di mascherine chirurgiche e mascherine di comunità. Le prima sono quelle a uso medico e sanitario e hanno una maggiore capacità filtrante. Le altre mascherine, pur non essendo dei veri e propri DPI (dispositivi di protezione individuale) sono a norma di legge per limitare la diffusione del covid-19. Queste sono anche generalmente le mascherine multiuso che è possibile lavare. A questo proposito va ricordato che il lavaggio delle mascherine deve avvenire ad alte temperature (60°) e che quindi il materiale con cui sono realizzate deve essere resistente a queste temperature. Da evitare prodotti spray che potrebbero danneggiare le mascherine e ridurre la loro capacità filtrante.

Mascherine e bambini

I bambini devono indossare la mascherina protettiva solo a partire dai sei anni, avendo cura di sceglierne modelli adatti al loro viso.

I fastidi legati all’uso delle mascherine

In commercio, pur con tutte le difficoltà di reperibilità del periodo, esistono diverse tipologie di mascherine, alcune più filtranti di altri. Il fastidio percepito, soprattutto nel respirare, è legato anche a questo elemento. In molti lamentano anche arrossamenti cutanei, pruriti e fastidi di altro tipo nella zona della bocca e del naso e in quella delle orecchie dove passa l’elastico. Il consiglio è quello di limitare il più possibile l’uso, quindi di stare in luoghi affollati. Quando è strettamente necessario e si sa che dovranno essere portate a lungo si consiglia di applicare una crema che mantenga la pelle asciutta dall’umidità e la protegge dai fastidi spesso lamentati.

Mascherine e sport

Discorso importante è quello legato a chi pratica attività sportiva. Nel caso di sessioni di allenamento presso le palestre è obbligatorio attenersi alle indicazioni del centro. Chi si allena in solitaria non deve invece indossare la mascherina mentre si allena. Questo, infatti, è uno dei casi in cui il danno provocato sarebbe maggiore di quello che si vorrebbe evitare. Correre e fare sforzi con indosso la mascherina provoca la respirazione di una maggiore quantità di anidride carbonica che può provocare diversi fastidi, tra cui fiacca, aumento della pressione, mal di testa e in alcuni casi anche svenimenti.

È buona norma avere sempre con sé la mascherina in modo che possa essere indossata in presenza di altre persone, altrimenti il distanziamento sociale è e resta la prevenzione migliore e più efficace.

Il gel disinfettante per le mani

E per quanto riguarda il gel disinfettante? Oggi capita di dover applicare il gel quando si va all’edicola ad acquistare il giornale, quando si entra in banca, poi al supermercato e in qualsiasi altra attività commerciale. Con l’effetto di igienizzare continuamente le mani. Può essere un problema dermatologico? Prima dell’esplosione della pandemia da Coronavirus erano in tanti a considerare esagerato l’utilizzo dei gel disinfettanti, mentre ora quasi ci si è dimenticati di quelle considerazioni. Come spesso accade gli eccessi non producono effetti positivi ed è quindi doveroso procedere con moderazione. Innanzitutto perché l’utilizzo prolungato del gel disinfettante per le mani può portare all’eliminazione della flora batterica presente sulle mani e che ha lo scopo di proteggere da vari germi patogeni. Il nostro organismo, infatti, ha già dei sistemi di difesa che, se vengono distrutti, si ha il paradossale effetto di essere potenzialmente protetti dal Coronavirus ma non da virus e batteri considerati meno pericolosi.

C’è poi da considerare come l’alcol presente nei gel disinfettanti (tra il 60% e il 95%) elimini l’acqua e i grassi presenti nella cute delle mani. E anche questo non è un bene. Così come detto per le mascherine è fondamentale procedere con moderazione e attenzione. Una buona soluzione può essere quella di utilizzare dei guanti, monouso o no, da igienizzare ogni volta che si vuole, senza provocare danni alla pelle.

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Sport in casa per bambini: le attività da fare https://www.mammeup.it/sport-in-casa-per-bambini-le-attivita-da-fare/ https://www.mammeup.it/sport-in-casa-per-bambini-le-attivita-da-fare/#respond Thu, 21 May 2020 08:00:40 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36805 Nella crescita e nello sviluppo, non solo fisico, dei bambini, l’attività fisica è molto importante. Motivo per cui fare sport per i bambini anche quando si è in casa è estremamente importante. Lo shock delle misure restrittive che hanno costretto le famiglie italiane a stare chiuse in casa per diverse settimane, ha sollevato anche questo […]

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Nella crescita e nello sviluppo, non solo fisico, dei bambini, l’attività fisica è molto importante. Motivo per cui fare sport per i bambini anche quando si è in casa è estremamente importante. Lo shock delle misure restrittive che hanno costretto le famiglie italiane a stare chiuse in casa per diverse settimane, ha sollevato anche questo problema. Sia come impegno per i bambini, anche per consentire ai loro genitori di lavorare in Smart Working, sia per non incidere pesantemente sulla crescita dei ragazzi.

L’importanza dello sport in casa per i bambini

L’attività fisica, infatti, non ha il solo scopo di mantenersi in forma. Anzi questo è un aspetto che emerge più tardi, crescendo, quando la cura dell’aspetto fisico diventa fondamentale anche da un punto di vista sociale. Nei bambini lo sport è importantissimo per permettere loro di sfogare la propria energia, di vivere dinamiche sociali con i propri coetanei e per mantenere attiva anche la mente.

Negli ultimi decenni si è spesso registrato un incremento della sedentarietà e di stili di vita poco attivi, con bambini (ma anche adulti) che vanno dal letto al divano, passando per il sedile dell’automobile e la sedia della scuola (o quella dell’ufficio per i più grandi). Tutto questo produce problemi enormi in termini di metabolismo e obesità, di postura e di sviluppo delle abilità motorie. Per questo in un periodo come quello attuale in cui non è spesso possibile muoversi liberamente all’aria aperta, è fondamentale trovare alternative valide per consentirei ai propri bambini di perseguire questi obiettivi e crescere in maniera sana.

Precauzioni e indicazioni per fare sport in casa con i bambini

Ovviamente molto dipende dall’età dei bambini e se è vero che a nessuno verrebbe in mente di dargli un bilanciere in mano, è altrettanto vero che ci sono enormi differenze tra i primi anni di vita e quelli successi, quando lo sviluppo fisico e le abilità motorie sono sviluppate e per molti aspetti anche acquisite. Prima di passare a vedere quali sport e attività fisiche è possibile fare in casa con i propri bambini è doveroso indicare alcune precauzioni da seguire, anche per non correre rischi inutili.

La prima cosa da fare è, nei limiti del possibile, individuare uno spazio comune della casa nel quale ritrovarsi a fare sport con i bambini. Questo sia per liberare l’ambiente da oggetti pericolosi, ma anche per aerarlo correttamente e ritrovarsi tutti insieme, grandi e piccoli, durante questo appuntamento. L’altra attenzione riguarda il tipo di attività. Al di là di quanto dureranno le restrizioni è fondamentale educare i bambini allo sport e all’esercizio fisico e a fare in modo che possano vivere questa dimensione della loro crescita anche se costretti a stare dentro casa.

Online esistono tanti video e molti centri sportivi organizzano dirette sui social per questo scopo. Entrambe le formule sono lodevoli, ma si può fare anche autonomamente, l’importante è l’organizzazione e la motivazione. Questi appuntamenti, che non devono diventare un’ossessione per i bambini, devono essere desiderati e vissuti con serenità e divertimento. È un’occasione anche per i genitori per mettersi in gioco e trascorrere del tempo con i propri figli.

Lo sport in casa per i bambini di ogni fascia di età

I primi mesi

Forse può apparire esagerato parlare di sport in casa con bambini di pochi mesi, eppure bisogna pensare a cosa faremmo se vivessimo tempi normali. Magari usciremmo a fare delle passeggiate, cosa che ora non è sempre possibile. Il consiglio è quindi quello di muoversi con il bambino, anche di ballare tenendolo in braccio, e sicuramente di non lasciarlo solo nella culla.

Il primo anno

In questa fase è importante permettere al bambino di muoversi liberamente, magari su un tappetino morbido sul quale poter giocare. Questa attività è utile per imparare il contatto con gli oggetti, ma anche per iniziare a sviluppare la propria coordinazione.

Il secondo anno

Crescendo il bambino impara a stare in piedi e a muoversi autonomamente. Qui si possono iniziare a pensare a sport e attività fisiche più specifiche da fare in casa. Corsa sul posto, camminare a quattro zampe, saltelli e altri movimenti possono rappresentare valide soluzioni per molti esercizi. Si possono organizzare delle piccole competizioni (magari con i fratelli), fare delle corse a ostacoli (scatole di legno, tappeti, piccoli oggetti) e stimolare così anche il divertimento dei più piccoli.

Il terzo anno

Acquisite tante capacità si può aumentare il livello di difficoltà oppure attingere ai propri giochi dell’infanzia. Campana, un due tre stella, ruba bandiera, eccetera, possono essere reinventati nei modi e negli spazi senza perdere in divertimento e utilità motoria.

Il quarto anno

Da questa fase, avendo gli spazi disponibili, si può introdurre il salto della corda, così come giochi in cui i bambini devono saltare da uno spazio a un altro. Si possono anche costruire bersagli da abbattere, canestri (cestini) da centrare e qualsiasi altro sporto o gioco, anche utilizzando una palla.

Dal quinto anno in su

Anche sfruttando delle basi musicali o giochi a tema sulle principali console, è possibile mimare diverse attività e movimenti, rendendo ogni attività una nuova avventura. Crescendo i bambini sviluppano non solo dal punto di vista fisico, ma anche di desideri e passioni. In base a queste è possibile capire come fare sport in casa con loro permettendogli di non rinunciare a questa parte importante della propria vita.

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Otite nei bambini: tutto quello che c’è da sapere https://www.mammeup.it/otite-nei-bambini-tutto-quello-ce-sapere/ https://www.mammeup.it/otite-nei-bambini-tutto-quello-ce-sapere/#respond Tue, 18 Feb 2020 15:00:16 +0000 https://www.mammeup.it/?p=33938 I problemi che riguardano la salute dei bambini sono sempre oggetto di preoccupazione per i genitori. Un caso molto comune è quello dell’otite nei bambini, ovvero del dolore all’orecchio che può risultare molto fastidioso. Vediamo quindi di capire cos’è l’otite, quando si manifesta e come trattarla correttamente. Il mal d’orecchio: l’otite nei bambini L’otite è […]

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I problemi che riguardano la salute dei bambini sono sempre oggetto di preoccupazione per i genitori. Un caso molto comune è quello dell’otite nei bambini, ovvero del dolore all’orecchio che può risultare molto fastidioso. Vediamo quindi di capire cos’è l’otite, quando si manifesta e come trattarla correttamente.

Il mal d’orecchio: l’otite nei bambini

L’otite è un’infiammazione dell’orecchio che spesso colpisce i bambini. Il suo decorso può essere acuto o cronico, in base a frequenza e gravità. A seconda della parte dell’orecchio colpita si può presentare come interna, media o esterna e si caratterizza per un fastidioso mal d’orecchio.

L’otite acuta e cronica

In questi casi l’otite può diventare cronica, perché le secrezioni rimangono nell’orecchio a lungo, favorendo la comparsa di episodi ricorrenti di otite media acuta che, a lungo andare, possono anche portare a riduzione permanente dell’udito. Le complicazioni in questo caso, soprattutto nei bambini, possono essere ritardi nello sviluppo psichico e nell’acquisizione del linguaggio.

È stato stimato che più di tre quarti di tutti i bambini presentano almeno un episodio di otite entro i tre anni di vita. Inoltre circa la metà di essi presenta tre o più episodi. Questo accade perché le loro tube di Eustachio sono più corte e più orizzontali di quelle dell’adulto.

I sintomi dell’otite

Per riuscire a intervenire in tempo, è necessario riconoscere al meglio i sintomi dell’otite nei bambini. Nella forma più acuta, l’otite media provoca febbre, dolore e diminuzione della percezione uditiva. Un’altra conseguenza molto fastidiosa è quella di avere l’orecchio tappato e per questo motivo i bimbi spesso si ritrovano a sfregarsi, toccarsi o tirare l’orecchio. I suoni vengono percepiti come smorzati e soffocati, perché i fluidi che si trovano nell’orecchio medio impediscono al timpano di vibrare in modo corretto.

I bimbi molto piccoli affetti da otite possono diventare estremamente irritabili e agitati. Possono, inoltre, perdere l’appetito, scoppiare a piangere all’improvviso e avere disturbi del sonno. Soltanto il medico, comunque, può fare una precisa diagnosi, introducendo nell’orecchio un apposito strumento chiamato otoscopio, che permette di verificare l’arrossamento della membrana timpanica e la presenza di fluido e secrezioni.

Si possono, inoltre, richiedere due accertamenti in aggiunta: audiogramma e timpanogramma. L’audiogramma serve a misurare l’eventuale perdita di udito, mentre il timpanogramma misura la pressione dell’aria nell’orecchio medio e di vedere se le tube di Eustachio funzionano bene.

Otite esterna e media

Otite esterna

L’otite esterna si presenta nella forma di un’infezione localizzata nel condotto uditivo esterno e può essere provocata da numerosi fattori, come eccessiva umidità o secchezza del canale uditivo o, ancora, ricorso a manovre errate per pulire l’orecchio e rimuovere il cerume. La colpa è di germi o funghi, come la Candida Albicans. I sintomi più comuni sono dolore e prurito, febbre, secrezioni di colore bianco o giallastro e diminuzione della percezione uditiva. Quando si presenta questa infezione, un’esame all’orecchio può evidenziarne la comparsa di eritemi, edemi e secrezioni nel condotto uditivo. L’otite esterna si cura con una terapia a base di instillazioni a livello locale di farmaci antibiotici e cortisonici, a volte associati ad antinfiammatori che alleviano dolore ed eventuale febbre.

Otite media

L’otite media può avere un decorso più serio. Interessa l’orecchio medio, quella cavità piena d’aria separata dall’orecchio esterno dal timpano, una sottile membrana. Il timpano è collegato a sua volta a tre ossa sottili (martello, incudine e staffa). L’infezione insorge quando i germi (Streptococco Pnemoniae, l’Haemophilus Influenzae e la Moraxella catarrhalische) penetrano dal naso o dalla gola nell’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio, cioè il canale di comunicazione tra la faringe e l’orecchio medio. Questo accade perché il canale non funziona correttamente.

A scatenare un’otite media può essere un’infiammazione dovuta a raffreddore o a un’infezione della gola o, ancora, un ingrossamento delle adenoidi. I germi producono pus e secrezioni che, non potendo essere correttamente drenante dalle tube di Eustachio infiammate, premono sulla membrana timpanica e causano mal d’orecchio. L’otite media può colpire una o entrambe le orecchie.

I rimedi per l’otite nei bambini

Cosa fare quando si manifesta l’otite nei bambini? Ovviamente, nel caso in cui il bimbo venga colpito da otite è necessario fare ricorso al parere del medico. Nei casi più gravi, infatti, l’otite media può anche portare alla rottura del timpano sottoposto alla pressione delle secrezioni infiammatoria. Qualora, invece, venga a mancare una corretta terapia, pus e muco possono rimanere intrappolati nell’orecchio medio. Questo avviene perché la tuba di Eustachio gonfia e infiammata, non riesce ad aprirsi per permettere il naturale drenaggio delle secrezioni.

I farmaci

Per una corretta terapia dell’otite è fondamentale comprendere l’infezione che l’ha generata. In questo modo si riesce a individuare una cura mirata. Generalmente non occorrono farmaci per curare l’otite nei bambini, in quanto essa passa autonomamente. Solamente sotto prescrizione medica si può procedere con la somministrazione di antinfiammatori, analgesici o antibiotici.

I rimedi naturali

Cercando in rete è possibile trovare moltissimi rimedi naturali per l’otite nei bambini. Molti di questi, a dire il vero, sono buffi o quantomeno pericolosi. Il consiglio è quello di rivolgersi sempre al proprio pediatra. Si evitano scelte azzardate, si riesce a intervenire tempestivamente e si mettono in atto terapie adeguate e risolutive per la cura del male all’orecchio.

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Sessualità e adolescenza: problemi, miti e tabù https://www.mammeup.it/sessualita-e-adolescenza-problemi-miti-e-tabu/ https://www.mammeup.it/sessualita-e-adolescenza-problemi-miti-e-tabu/#respond Wed, 29 Jan 2020 09:00:35 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36766 I temi intorno alla sessualità suscitano sempre molto imbarazzo, soprattutto tra persone appartenenti a generazioni differenti. Un caso esemplare è quello tra genitori e figli, specie quando si arriva nella fase dell’adolescenza e la sessualità dove, al pari di altri discorsi, la comunicazione è profondamente complicata. Perché parlare di affettività e sessualità nell’adolescenza Non si […]

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I temi intorno alla sessualità suscitano sempre molto imbarazzo, soprattutto tra persone appartenenti a generazioni differenti. Un caso esemplare è quello tra genitori e figli, specie quando si arriva nella fase dell’adolescenza e la sessualità dove, al pari di altri discorsi, la comunicazione è profondamente complicata.

Perché parlare di affettività e sessualità nell’adolescenza

Non si tratta di proibire o di imporre una linea educativa, ma è fondamentale che i genitori educhino i propri figli a questa sfera dell’affettività. Non si può pensare che non esista o che sia sufficiente chiudere gli occhi aspettando che il problema passi. Più che un problema è un passaggio inevitabile nella vita di ogni bambino e bambina, di ogni ragazzo e ragazza e di ogni uomo e donna che, in famiglia o fuori casa (scuola, amicizie, eccetera) sono costantemente esposti a questo tema e prima o poi cercheranno delle risposte. Senza contare tutta l’esposizione mediatica che è possibile incontrare sul web, dove il controllo appare sempre molto complicato.

L’importanza dell’affettività

Uno dei punti principali che permette di intercettare diversi problemi è quello della necessità dell’educazione all’affettività. La questione della sessualità è solamente successiva e figlia di quello che si crede e trasmette ai propri figli. Certo, ognuno poi sviluppa una propria identità, ma molto di questa è in rapporto all’educazione ricevuta in famiglia. È fondamentale che i bambini e i ragazzi maturino e imparino l’importanza sia di ciò che provano che delle proprie azioni. Senza sottovalutare l’acquisizione della consapevolezza che le decisioni comportano delle conseguenze. È difficile stabilire qual è l’età giusta per avere un rapporto completo, anche se è evidente come la soglia si sia spesso abbassata nel corso del tempo. Non bisogna crescere bambini e ragazzi traumatizzati o complessati, ma consapevoli dell’importanza del loro corpo e dei loro sentimenti.

Uno dei maggiori problemi che le nuove generazioni si trovano a vivere è legato allo sviluppo della propria identità. Spesso sono portati a vivere con vergogna e imbarazzo ciò che provano e a considerare i propri sentimenti svincolati dalla sessualità (e viceversa). Questa separazione d’intenti porta spesso a svalutare le cose e a provocare una frattura profonda che, crescendo, diverrà fonte di enormi disagi.

L’educazione sessuale

Spesso si parla dell’importanza dell’educazione sessuale, ma questa viene vissuta solamente nell’ottica di fornire informazioni pratiche sull’uso di anticoncezionali e sul rischio dei rapporti non protetti. Aspetti importanti, certo, ma l’educazione dovrebbe mirare a qualcosa di più grande, non solamente delle “istruzioni per l’uso”.

5 consigli utili per i genitori

Consapevolezza del fenomeno

Cosa possono fare, quindi, i genitori? Sicuramente prendere consapevolezza dell’urgenza del fenomeno della sessualità nell’adolescenza e accompagnare i propri figli nella crescita. Innanzitutto comprendendo il carattere e la sensibilità di ognuno. Il fatto che siano figli non li obbliga a dire tutto ai genitori, soprattutto se non sono mai stati abituati a farlo. Allo stesso tempo è importante anche considerare le differenze che ci sono (anche a partire dal dato biologico degli organi riproduttivi) tra maschi e femmine. La sessualità, infatti, non è solo avere o non avere un rapporto, ma la presa di coscienza del proprio corpo. E di come questo comunichi, reagisca e abbia degli istinti.

Una sessualità non uguale per tutti

La distinzione tra maschi e femmine è più importante di quanto si possa credere e serve ad aiutare i propri figli a crescere in maniera sana. Per i maschi il rischio è quello di banalizzare l’atto, mentre per le femmine di subirlo. Nelle ragazze c’è anche una maggiore pressione per quel che riguarda l’immagine che hanno di sé e l’idea di sentirsi brutte, quando magari sono semplicemente non adeguate agli standard del momento.

Controllo e protezione

I genitori devono quindi monitorare gli eventuali segnali di una pubertà precoce, ma anche accompagnare i propri figli nella comprensione del corpo che cambia. La presenza dei genitori è fondamentale anche per evitare i sensi di colpa (qualunque essi siano) che, una volta innestati, diventano difficili da rimuovere. La sessualità nell’adolescenza inizia con comportamenti quali baci, abbracci, carezze e atteggiamenti sempre più sensuali. È un processo che parte da lontano e molto lontano può portare, motivo per cui è fondamentale stare attenti, per intervenire (dove possibile e come possibile) per proteggere i propri figli.

Contro i miti di potere, prestazione e bellezza

Un altro consiglio per i genitori per imparare a educare i propri figli a una sana sessualità nell’adolescenza è quello di rimuovere tutti i falsi miti ancora oggi presenti. Ovvero quelli relativi alle prestazioni, al numero di partner, alla facilità di consumare rapporti e, ancora, alla banalizzazione dell’altro. Questo è un fenomeno rischiosissimo che nuoce non solamente chi lo subisce. Uno dei problemi oggi più frequenti è proprio quello di considerare la sessualità solamente come un’attività fisica, ignorando tutte le implicazioni affettive e cognitive che questa ha. La sessualità viene vissuta nell’adolescenza in funzione della crescita di ogni ragazzo e ragazza. Questi passano diverse fasi e a ognuna di queste corrisponde un’idea sulla propria persona e, quindi, sulla sessualità.

Non avere paura di avere paura

È utile che i genitori non demonizzino tutto e non si spaventino di fronte alla difficoltà del loro compito. Se necessario possono chiedere aiuto a qualche centro specializzato, ma senza mai far passare il proprio figlio come un malato. Questo atteggiamento, infatti, è spesso la condizione migliore per cui nell’adolescenza si sviluppi una sessualità disordinata e rischiosa che provoca profonde ferite che è sempre estremamente difficile curare.

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Perdite bianche: perché compaiono? https://www.mammeup.it/perdite-bianche-perche-compaiono/ https://www.mammeup.it/perdite-bianche-perche-compaiono/#respond Tue, 10 Dec 2019 16:30:59 +0000 https://www.mammeup.it/?p=985 Le perdite bianche sono delle secrezioni vaginali che in linea di massima coinvolgono tutte le donne. In definitiva, a chiedersi cosa sono le perdite bianche per cercare di avere un’idea dettagliata e lontana da qualsivoglia fraintendimento sono praticamente tutte, giovani e meno giovani. La domanda che, a questo punto, balena più di tutte nella mente […]

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Le perdite bianche sono delle secrezioni vaginali che in linea di massima coinvolgono tutte le donne. In definitiva, a chiedersi cosa sono le perdite bianche per cercare di avere un’idea dettagliata e lontana da qualsivoglia fraintendimento sono praticamente tutte, giovani e meno giovani. La domanda che, a questo punto, balena più di tutte nella mente è semplicissima: le perdite vaginali, in generale, devono necessariamente essere sintomo di qualcosa di preoccupante? E ancora: le perdite vaginali di colore bianco vanno monitorate e richiedono una visita specialistica urgente, senza perdere troppo tempo? Cerchiamo di fare ordine diradando i vari dubbi.

Perdite bianche e ovulazione

Perdite di colore bianco e ovulazione, sono un binomio spesso indissolubile. È pacifico, ormai, che esistano giorni più fertili degli altri durante il ciclo mestruale, l’ovulazione appunto. Sintetizzando molto, si verifica una maggiore secrezione di muco cervicale, tra il biancastro e il trasparente, per intenderci.

Qual è la sua funzione? Aiutare il lavoro di risalita degli spermatozoi per la fecondazione. Il muco, in sostanza, fa da ponte. In altre parole, le perdite bianche, ancorché sovente non visibili, sono fisiologiche, fondamentalmente necessarie. Le perdite bianche non rappresentano un problema per l’ovulazione, ma ne favoriscono la riuscita.

Perdite bianche: cosa c’è da sapere

Perdite prima del ciclo

Un altro punto da tenere ben presente riguarda le perdite bianche prima del ciclo. Dopo l’ovulazione, gli ormoni subiscono delle modifiche che alterano l’equilibrio della vagina. Risultato? Le perdite bianche, per l’appunto, visibili in particolare a chi assume la pillola: per tutto il periodo di assunzione ci sono perdite da assunzione di estroprogestinici, che scompaiono nella settimana di sospensione per poi fare di nuovo capolino insieme alla nuova confezione di pillole. Le perdite bianche prima delle mestruazioni servono a ripulire i canali vaginali e sono espulse facilmente. Molte donne credono di essere incinta se il ciclo non arriva e al suo posto ci sono delle perdite di colore bianco. Se le perdite bianche prima del ciclo non sono molto dense e rimangono per diversi giorni è opportuno informare il proprio ginecologo ed, eventualmente, effettuare un test di gravidanza.

Perdite e pillola

In alcuni casi le perdite bianche sono abbondanti e si manifestano come macchie inodore e molto dense e sono causate dall’assunzione della pillola. Anche in questo caso non si dovrebbe temere conseguenze preoccupanti, in quanto si può trattare dello squilibrio ormonale provocato dall’assunzione della pillola stessa.

Le perdite bianche all’inizio di una gravidanza

Molte donne testimoniano come l’inizio della gravidanza sia accompagnato con il manifestarsi di alcune perdite bianche. Anche in questo caso le perdite bianche dense in gravidanza non costituiscono un motivo di preoccupazione. Esse hanno lo scopo sia di pulire che di difendere l’utero dalle varie aggressioni esterne. Le perdite bianche prima del ciclo che portano le donne a pensare che sono rimaste incinta, non sono un sintomo certo della gravidanza. in caso di una gravidanza le perdite bianche sono più acquose e meno cremose, ed è bene non generalizzare.

Perdite in gravidanza

Procedendo con ordine, soffermiamoci adesso sulle perdite in gravidanza, e in particolare sulle perdite bianche in gravidanza. Anzi, in principio furono le perdite di inizio gravidanza. Sembra quasi uno scioglilingua o un particolare esercizio retorico, ma i concetti vanno a braccetto. Quando inizia la gravidanza, spesso e volentieri le perdite scompaiono. Tutto normale e da addebitare agli estrogeni.

Si tratta, semplificando, di un modo predisposto dall’organismo per difendersi dagli eventuali pericoli esterni. Anche perché nella vagina vivono diversi microrganismi, alcuni buoni e altri meno buoni. Ad ogni modo, non è solo la barriera difensiva a causare perdite; le ghiandole cervicali contribuiscono alla diluizione delle normali perdite dovute all’azione dei lattobacilli.

Tutto questo sfocia in una perdita bianca liquida e continuativa, di quantità variabile a seconda del singolo soggetto. La perdita supporta la reazione dei lattobacilli per mantenere basso il ph, dunque funge da battericida. Fondamentale il punto di vista del riassorbimento delle mucose: se sono molto cariche di liquidi sarà necessario più tempo per ripulirsi, di conseguenza è fisiologico che compaiano più perdite rispetto a delle mucose più veloci, per così dire. In definitiva, state pure tranquille: si tratta di un processo normale che non deve allarmarvi.

I cambiamenti ormonali

Abbiamo parlato delle perdite bianche dopo l’ovulazione e di quelle che avvengono durante la gravidanza. In realtà c’è anche un’altra possibilità che si formi una sorta di muco prima del ciclo. È il caso delle cosiddette perdite da eccitazione. I cambiamenti ormonali aumentano le condizioni favorevoli per la formazione di molti batteri. Per difendersi il corpo umano emette questo tipo di sostanza. Per evitare questo fenomeno, anche per una questione di pudore, il consiglio è quello di non utilizzare troppo biancheria intima sintetica (meglio il cotone) e di mantenere un’igiene costante.

Perdite dense e cremose

Le perdite bianche dense, nonché le quelle cremose, meritano qualche approfondimento dettagliato in più. Non tutte le perdite bianche sono uguali e se accompagnate da particolari sintomi, dai pruriti ai bruciori passando per i cattivi odori, sarebbe il caso di prenotare una visita ginecologica.

Se le perdite, in un certo senso, ricordano la ricotta per la loro densità, potrebbe trattarsi di alterazione della flora batterica della vagina. La causa, nella maggior parte delle situazioni, è un fungo, la Candida.

Invece, se le perdite somigliano più a una specie di schiumetta, con tanto di odore insolito e non proprio piacevole, non è peregrino pensare a vaginosi batterica all’infezione da Trichomonas vaginalis. Il passo successivo è il tampone vaginale per poi analizzare le secrezioni vaginali. L’ultimo step, una volta individuata con certezza l’origine del problema, è la terapia giusta.

In conclusione, quello delle perdite è un fenomeno che va sempre monitorato, benché rientri nel novero della normalità di ogni donna.

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Masturbazione femminile: quello che devi sapere https://www.mammeup.it/masturbazione-femminile-quello-devi-sapere/ https://www.mammeup.it/masturbazione-femminile-quello-devi-sapere/#respond Wed, 20 Nov 2019 07:45:38 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34034 La masturbazione femminile, oltre a donare vette di grande piacere, può essere uno dei metodi più profondi per conoscere se stesse. Partendo dall’autoerotismo, infatti, si può capire cosa piace davvero per poi incanalare le scoperte verso una vita sessuale più completa e soddisfacente con il proprio partner. La comunicazione in tutte le salse, dalla radio […]

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La masturbazione femminile, oltre a donare vette di grande piacere, può essere uno dei metodi più profondi per conoscere se stesse. Partendo dall’autoerotismo, infatti, si può capire cosa piace davvero per poi incanalare le scoperte verso una vita sessuale più completa e soddisfacente con il proprio partner. La comunicazione in tutte le salse, dalla radio alla tv, dai giornali ai siti internet, piano piano è stata sdoganata; ciononostante, in alcuni frangenti la masturbazione femminile continua tristemente a essere un tabù. Assurdo, se si mettono insieme i progressi culturali e sociali di questi ultimi anni, che giustamente fanno a pugni con grettezze mentali e illogiche frustrazioni.

Al di là della pratica intima tra le mura di casa, molte donne soffrono ancora di qualche ritrosia nel parlarne pubblicamente della masturbazione femminile. Questo fa sì che sopravvivano leggende, falsi miti e perfino la credenza che la masturbazione femminile, e l’autoerotismo in generale, non sia una pratica sana per l’organismo. Invece lo è, eccome.

Masturbazione femminile, alcune curiosità

Una ricerca del 2002 ha fatto emergere come il 44% delle donne abbia rivelato di masturbarsi circa 5 volte al mese. Statistiche a parte, molto più interessante notare come la pratica in alcuni casi possa contribuire a lenire i dolori mestruali. Questo dimostra come masturbarsi fa bene e non solo per una questione di piacere personale. L’orgasmo di una donna con il partner dura di media tra i 12 e i 15 secondi, quello ottenuto con l’autoerotismo circa 20. Non male no? Tutto questo mentre i ricercatori statunitensi della Rutgers University di Newark, che hanno sottoposto a risonanza magnetica il cranio di 9 donne mentre si toccavano nelle parti intime, scoprivano che nel percorso che porta all’orgasmo con l’autoerotismo si attivano addirittura 30 aree del cervello, comprese quelle di tatto, memoria e persino dolore. Sono ben 6 in più di quelle che si attivano con il “normale” rapporto sessuale. Normalità appunto.

Non a caso anche le donne primitive non disdegnavano il passatempo: nella caverna di Hohle Fels, in Germania, nel 2005 fu trovato un fallo di pietra levigata risalente a 28.000 anni fa. Non sarebbe scorretto parlare di sex toy atavico. Ancora, i numeri suggeriscono, in generale, che le donne scoprono l’autoerotismo più tardi rispetto agli uomini: questo avviene perché i genitali femminili sono più difficili da esplorare di quelli maschili.

Gravidanza e opportunità

Un’altra curiosità e mito da sfatare è quello che riguarda la masturbazione delle donne in dolce attesa. Sempre più spesso ci si interroga su come masturbarsi in gravidanza, soprattutto per superare i timori che tale pratica possa essere pericolosa per il bambino. Niente di più sbagliato. L’onanismo in questo particolare periodo può essere sia la risposta a una normale voglia (data anche dagli squilibri ormonali della gravidanza) che una pratica rilassante per affrontare le tensioni e le stanchezze tipiche della maternità. L’autoerotismo femminile, quindi, non solo non è un problema né un rischio, ma è un’opportunità. La masturbazione nelle donne rappresenta, al pari di quella degli uomini (anche se con le dovute differenze), anche un momento di maturazione, crescita e scoperta della propria intimità. Nel masturbarsi le donne scoprono il proprio corpo e le caratteristiche del loro fisico, riuscendo in questo modo a superare tanti preconcetti e tabù che poi, nel tempo, possono anche costituire un disagio nell’affrontare la sessualità con il proprio partner.

Masturbazione femminile, come praticarla

Chiaramente non esistono leggi universali sui metodi di masturbazione femminile, ma consigli concreti per cercare di ottenere il massimo piacere possibile. Le mani, in questo senso, possono diventare scettri del potere. (Ma possono venire in aiuto anche oggetti dalle forme più funzionali) Per cominciare, bisogna sfiorare con la punta delle dita le zone erogene con un’intensità molto leggera, come se si trattasse di preliminari veri e propri. Collo, spalle, poi giù al seno fino ad arrivare ai fianchi. Infine la zona intima, laddove comincerà ad amplificarsi la sensazione di piacere. Nel clitoride, come sappiamo, si concentrano molte terminazioni nervose che lo rendono particolarmente sensibile.

Va da sé che sia assolutamente fondamentale per la masturbazione con tanto di orgasmo clitorideo. Il consiglio è quello di iniziare a sfiorarlo in maniera quasi impercettibile sulla parte superiore, senza necessariamente toccare il glande, e muovere lentamente le dita dall’alto al basso. O, meglio, in maniera circolare. Fisiologicamente aumenterà la lubrificazione vaginale. Il cuscino, in questa pratica, può aiutare. Provate a metterlo tra le gambe, girandovi su un fianco, e muovere lentamente il bacino per stimolare il clitoride. In questo senso si parla, quindi, di masturbazione clitoridea. L’intensità del movimento varierà a seconda del livello di eccitazione. Il cuscino può essere usato per sopraelevare il bacino: questo dà il là a una penetrazione maggiore e al raggiungimento del famigerato punto g, che si trova nella parte anteriore interna della vagina in profondità.

L’obiettivo è il piacere

Se tutto va per il meglio, la masturbazione sfocia nell’orgasmo. Non importa il tempo che impiegherete, quanto il piacere. Se volete, potete anche trattenervi per un paio di secondi quando si sta per giungere all’apice: rimandare dapprima aumenta l’eccitazione, e poi amplifica enormemente il risultato.

Un consiglio finale, molto utile, è quello di scoprire da sé come masturbarsi al femminile. Le donne non devono replicare la sessualità degli uomini, né seguire dei canoni predefiniti. La masturbazione è, per sua natura, un atto intimo e privato e come tale merita di essere vissuto. Per masturbarsi bene non si deve avere l’ansia da prestazione di dover rispettare determinate pratiche. È un piacevole gioco di scoperta e conoscenza di sé. Non solo fisica, ma anche psicologica e intima.

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Nausea in gravidanza: cause e rimedi https://www.mammeup.it/nausea-in-gravidanza-cause-e-rimedi/ https://www.mammeup.it/nausea-in-gravidanza-cause-e-rimedi/#respond Wed, 21 Aug 2019 08:00:51 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36571 Può sembrare poco elegante e molto diretto dirlo, ma la causa della nausea in gravidanza è la gravidanza stessa. Non tutte le nausee hanno come origine la presenza di una gravidanza, ma quasi tutte le gravidanze conoscono questo fenomeno. Di cosa si tratta? Quando si manifesta per la prima volta? E come farlo passare? Vediamo […]

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Può sembrare poco elegante e molto diretto dirlo, ma la causa della nausea in gravidanza è la gravidanza stessa. Non tutte le nausee hanno come origine la presenza di una gravidanza, ma quasi tutte le gravidanze conoscono questo fenomeno. Di cosa si tratta? Quando si manifesta per la prima volta? E come farlo passare? Vediamo più da vicino di analizzare questo fastidio per imparare a gestirlo correttamente.

I sintomi della gravidanza

Esistono casi di gravidanze senza sintomi, ma la stragrande maggioranza dei casi (le statistiche parlano di tre donne su quattro) racconta di avere avuto delle sensazioni di nausea in corrispondenza della gravidanza. La nausea è considerata come uno dei sintomi maggiori dell’essere rimaste incinta, anche perché essa inizia già dopo una settimana dal ciclo saltato. La massima incidenza della nausea in gravidanza si manifesta intorno alle 12-14 settimane e termina solamente al quarto mese.

Non una sola nausea

Il modo in cui la nausea si manifesta durante la gravidanza varia da mamma a mamma. Di conseguenza anche i rimedi alla nausea saranno diversi in base al tipo di fenomeno e di sensazione. In alcune donne il fastidio è più lieve, in altre più pesante e fastidioso. Solitamente si presenta a stomaco vuoto, quindi al mattino, ma non per tutte è così. Molto spesso alla nausea in gravidanza corrispondono attacchi di vomito che possono compromettere un’alimentazione corretta.

Ciò che è doveroso sottolineare è come la manifestazione di questo fenomeno non costituisce un problema per il bambino e per il suo sviluppo.

Come far passare la nausea

Abbiamo anticipato come il fenomeno della nausea in gravidanza non sia identico per tutte le donne, di conseguenza anche i rimedi alla nausea variano in base a tante condizioni. Innanzitutto l’intensità con cui si verifica, ma soprattutto la percezione di ogni donna. Non esistendo un rimedio unico e univoco è doveroso fare delle prove, evitando soluzioni invasive che possano provocare un danno al bambino.

Un primo rimedio è quello di bere molto, preferibilmente a piccoli sorsi. Alcune donne preferiscono bere dell’acqua gassata o altre bevande di questo tipo; l’importante è che siano prive di caffeina. Un’altra possibilità è data dal correggere le proprie abitudini alimentari. Nonostante bisogni prestare molta attenzione al tipo di cibi assunti, i pasti non vanno assolutamente ridotti. Anzi, oltre ai tre canonici (colazione, pranzo e cena) è utile introdurre due spuntini a metà mattinata e metà pomeriggio provando a dividere le porzioni e distribuirle nel corso de tempo.

Per prevenire la nausea può essere utile anche mangiare qualcosa appena ci si alza dal letto o ancora prima quando si è ancora sdraiate. Frutta secca, pane secco o cracker, che possono essere preparati la sera prima e collocati sul comodino (o serviti dal proprio partner), si rivelano molto utili a questo scopo. Sempre rimanendo nel campo dell’alimentazione un consiglio prezioso è quello di non bere tanto mentre si sta mangiando.

Esistono poi rimedi e consigli per prevenire la nausea in gravidanza anche non inerenti all’alimentazione. Tra questi per le donne in dolce attesa è fondamentale il riposo; la stanchezza può aumentare la percezione della nausea e in alcuni casi anche renderla insopportabile.

Se la nausea si presente sistematicamente in concomitanza con determinati eventi (viaggi in auto, luoghi affollati, ambienti chiusi, eccetera) è bene evitarli il più possibile. Altre soluzioni riguardano la postura, evitando di mettersi a letto a stomaco pieno o di rimanere per troppo tempo seduta comprimendo di conseguenza lo stomaco.

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Ginnastica in gravidanza: quando è possibile fare sport https://www.mammeup.it/ginnastica-in-gravidanza-quando-e-possibile-fare-sport/ https://www.mammeup.it/ginnastica-in-gravidanza-quando-e-possibile-fare-sport/#respond Fri, 05 Jul 2019 08:00:43 +0000 https://www.mammeup.it/?p=36501 Tra le principali difficoltà che una donna vive durante la gravidanza è quella relativa alla propria forma fisica. Il cambiamento del proprio corpo, per quanto giustificato dalla crescita del proprio bambino, è un aspetto molto delicato. Molte donne scelgono di fare degli esercizi di ginnastica durante la gravidanza, in modo da ridurre le conseguenze estetiche […]

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Tra le principali difficoltà che una donna vive durante la gravidanza è quella relativa alla propria forma fisica. Il cambiamento del proprio corpo, per quanto giustificato dalla crescita del proprio bambino, è un aspetto molto delicato. Molte donne scelgono di fare degli esercizi di ginnastica durante la gravidanza, in modo da ridurre le conseguenze estetiche della maternità. L’attività fisica non ha mai fatto male a nessuno, ma è bene essere consapevoli dell’incidenza che potrebbe avere durante la gravidanza, le precauzioni da prevedere e, soprattutto, i benefici cui aspirare.

Perché fare ginnastica in gravidanza

Partiamo proprio dai benefici. Perché una futura mamma dovrebbe decidere di praticare esercizi di ginnastica? A differenza di quanto spesso si pensa l’aspetto estetico è l’ultimo dei problemi. Riuscire ad avere un’attività fisica il più possibile regolare durante la gravidanza può aiutare a recuperare una certa elasticità dopo il parto. Il corpo, durante questo periodo, viene sollecitato e modificato notevolmente, anche per questo l’esercizio fisico quotidiano aiuta a non subire troppo la gravidanza, ma a viverla in maniera sana e attiva. Inoltre non bisogna sottovalutare l’importanza dello sport durante la gravidanza perché è utile per:

  • ridurre lo stress;
  • preparazione al parto;
  • miglioramento della postura;
  • maggiore efficienza del sistema cardiocircolatorio;
  • maggior apporto di ossigeno al bambino;
  • scaricare la tensione ormonale;
  • prevenzione dei dolori alla schiena;
  • minori gonfiori fisici.

Come possiamo vedere non ci sono motivi per cui una donna non dovrebbe fare attività fisica durante la gravidanza.

Benefici e libertà

In molte località esistono palestre e centri dedicati alla ginnastica in gravidanza, ma molti esercizi è possibile farli comodamente a casa. Ginnastica dolce, pilates, stretching, yoga, eccetera, sono tutte attività che non richiedono l’utilizzo di attrezzature specifiche e che possono essere svolte tranquillamente tra le mura domestiche. Prima di passare a vedere quali esercizi fare è bene ricordare come non esistano tabelle di marcia da rispettare. Ogni donna è una storia a sé e ha un rapporto con il proprio corpo che deve vivere nell’assoluta libertà personale. È vero che la ginnastica aiuta tantissimo la gravidanza, ma non deve essere un obbligo che deve pesare sulla quotidianità della donna.

Inoltre durante i mesi che precedono la nascita del bambino il corpo della donna cambia notevolmente ed è importante anche ascoltare il proprio fisico e scegliere esercizi adeguati. La ginnastica può e deve essere un’occasione di intimità da percorrere per ogni donna, per amare il proprio corpo e non perdere mai di vista la bellezza di essere mamma.

Ginnastica in gravidanza: quali esercizi fare

Il primo dubbio da sciogliere è quello relativo a quando iniziare gli esercizi di ginnastica in gravidanza. In realtà non c’è un tempo minimo o massimo; il segreto sta nell’iniziare da subito anche per abituarsi a questo tipo di attività.

I primi esercizi si possono svolgere rimanendo sdraiate a letto. È sufficiente sgranchire un po’ le articolazioni per riattivare la circolazione ed evitare movimenti bruschi quando si scende dal letto. Dopo questo riscaldamento è possibile passare a degli esercizi veri e propri. Uno di questi prevede di allungare le braccia verso l’alto e distendere le gambe, mantenendo questa posizione per qualche secondo per poi ritornare a una posizione di relax. È possibile ripetere l’esercizio per 2/3 volte. Un esercizio simile da fare a letto è quelle di piegare una gamba alla volta e portare il ginocchio all’altezza del petto. Anche per questo esercizio conviene mantenere la posizione per circa 5 secondi per poi tornare alla posizione di partenza e ripetere l’esercizio con l’altra gamba.

Una volta in piedi, o comunque anche durante il corso della giornata, puoi dedicarti alla distensione della colonna vertebrale. Per farlo è sufficiente stare con le gambe leggermente divaricate e con la punta dei piedi in avanti per poi piegare il busto lasciando le braccia distese e parallele alle gambe. Distenditi fino a quando non senti tirare nella zona dei glutei e quella delle cosce, ma senza forzare troppo.

Un’altra attività da fare il più possibile durante la gravidanza è camminare. Non si tratta di un vero e proprio esercizio di ginnastica, ma aiuta tantissimo a rilassarsi e a mantenersi attive. Uscire di casa e respirare aria fresca, magari andando al parco più vicino, regala notevoli benefici anche dal punto di vista mentale e dell’umore.

Un altro sport da praticare durante la gravidanza è il nuoto. Con il passare dei mesi e con l’aumento del peso della pancia i movimenti in acqua diventeranno più semplici e molto più piacevoli. Entrando in piscina si può decidere di seguire qualche corso, magari assistiti da un insegnante, oppure di dedicarsi al nuoto libero.

Se in casa è presente una cyclette il suo utilizzo si rivela molto utile per migliorare la circolazione delle gambe. Riuscire a dedicare del tempo almeno 2/3 volte alla settimana a questo esercizio, magari rilassandovi ascoltando la vostra musica preferita, è una grande opportunità per il vostro benessere.

5 errori da non commettere

Abbiamo visto come la ginnastica durante la gravidanza sia un’alleata formidabile per il benessere psicofisico di ogni donna. Ci sono una serie di errori da evitare per non vanificare gli sforzi fatti durante gli esercizi, ma soprattutto per non compromettere la propria salute e quella del proprio bambino.

Il primo errore è quello di non consultare il proprio ginecologo. Egli deve essere sempre messo al corrente in quanto è a conoscenza del quadro atletico e fisico e può sconsigliare lo svolgimento di una o più attività.

Il secondo errore da non commettere è quello di pretendere performance atletiche impossibili da raggiungere. La gravidanza non va ignorata e la ginnastica deve essere praticata per supportarla non per ottenere risultati che anche in condizioni normali si farebbe fatica a raggiungere.

Il terzo errore è quello di ignorare dolori e fastidi vari. Questi fenomeni possono capitare in qualsiasi momento, ma sono più frequenti in chi si allena sporadicamente. La ginnastica durante la gravidanza deve essere svolta con regolarità e in presenza di problemi è fondamentale rivolgersi immediatamente al proprio ginecologo.

L’alimentazione. Questo è il quarto errore che solitamente si compie quando si parla di ginnastica. Mangiare bene è una prerogativa che non deve mai venire meno, anche e soprattutto quando ci si dedica all’allenamento fisico.

L’ultimo errore comune è quello di abbandonare l’esercizio fisico subito dopo il parto. È vero che la ginnastica aiuta a vivere meglio la gravidanza, ma mantenere le buone abitudini è sicuramente un vantaggio al quale è meglio non rinunciare.

Per una gravidanza sana e divertente, la ginnastica è una grande alleata per le donne. Stare bene durante questo periodo si può e qualche esercizio fisico quotidiano aiuta anche a stare meglio. Sia durante che dopo la nascita del proprio bambino.

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Emangiomi Infantili: a chi bisogna rivolgersi https://www.mammeup.it/emangiomi-infantili-a-chi-bisogna-rivolgersi/ https://www.mammeup.it/emangiomi-infantili-a-chi-bisogna-rivolgersi/#respond Fri, 29 Mar 2019 16:31:47 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34769 Gli emangiomi infantili sono dei tumori benigni generalmente di piccole dimensioni che appaiono nei primi mesi di vita dei bambini. Alla vista sembrano minuscole macchie di colore rosso che tende però ad intensificarsi col passare del tempo. Questo perché i vasi sanguigni presenti nella zona circostante diventano sempre più scuri, simili a degli ematomi. Nella […]

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Gli emangiomi infantili sono dei tumori benigni generalmente di piccole dimensioni che appaiono nei primi mesi di vita dei bambini. Alla vista sembrano minuscole macchie di colore rosso che tende però ad intensificarsi col passare del tempo. Questo perché i vasi sanguigni presenti nella zona circostante diventano sempre più scuri, simili a degli ematomi. Nella maggior parte dei casi gli emangiomi infantili tendono a scomparire naturalmente entro il settimo anno di età senza alcuna conseguenza negativa.
La cute nella zona colpita torna alla normalità, rimanendo grinzosa o segnata solo nei casi di profonda vascolarizzazione. Generalmente gli emangiomi non apportano alcun sintomo, destando qualche preoccupazione solo se situati in zone adiacenti ad occhi, naso o bocca poiché potrebbe sanguinare.

A quale specialista rivolgersi?

La prima figura a cui rivolgersi è il pediatra che può diagnosticare per tempo l’emangioma spiegando ai genitori l’assenza di sintomatologia o conseguenze negative sul bambino così da tranquillizzare i genitori. Lo stesso pediatra, quando è necessario può indicare un dermatologo
specializzato per una visita ulteriore. Nella maggior parte dei casi non vi è la necessità di intervenire sugli emangiomi infantili e si aspetta che questi regrediscano con gli anni.
Ci sono dei casi in cui il dermatologo reputi necessario l’intervento, nello specifico quando l’emangioma è di dimensioni considerevoli e situato, ad esempio, vicino agli occhi: in tale eventualità è bene intervenire poiché questo potrebbe pregiudicare lo sviluppo visivo del bambino. L’intervento è altresì necessario quando l’emangioma sia vicino alla bocca o al naso e non permette al bambino di mangiare oppure di respirare.
Altri casi in cui viene consigliato l’intervento si hanno quando l’emangioma è posizionato in zone visibili: sul viso, sul collo oppure sulle braccia, generalmente si aspetta ad intervenire fino a che il bambino non compia un anno. Le dimensioni notevoli dell’emangioma e la posizione visibile possono infatti provocare dei disturbi psicologici poiché il bambino si vede diverso dagli altri in una fase molto delicata della propria vita.

A quali centri specializzati rivolgersi per il trattamento degli emangiomi

Se il dermatologo reputa necessario intervenire per rimuovere l’emangioma, indirizza i genitoriverso dei centri specialistici in quanto sonodiverse le figure che devono intervenire. Grazie allenuove scoperte della medicina, è possibile trattare alcuni tipi di emangiomi con una terapiafarmacologica senza la necessità di effettuare un intervento col laser; in questi casi i farmacicortisonici utilizzati in passato sono adesso sostituiti con un medicinale innovativo e più efficiente,il propanorololo, un betabloccante, questa terapia può essere consigliata dal dermatologo stesso.
Nei casi più difficili invece è necessario intervenire con il laser, l’operazione poco invasiva ma allostesso tempo molto efficacie, sarà seguita da diverse figure specializzate, il dermatologo, un chirurgo plastico che sarà il medico che effettua l’operazione ed un radiologo, i risultati sono immediatamente visibili e la zona trattata non presenterà alcuna cicatrice o inestetismo.

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La ludopatia e il gioco d’azzardo in Italia: numeri e analisi di un fenomeno in crescita https://www.mammeup.it/la-ludopatia-e-il-gioco-dazzardo-in-italia-numeri-e-analisi-di-un-fenomeno-in-crescita/ https://www.mammeup.it/la-ludopatia-e-il-gioco-dazzardo-in-italia-numeri-e-analisi-di-un-fenomeno-in-crescita/#respond Wed, 23 Jan 2019 09:05:57 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34724 Il gioco d’azzardo rappresenta un settore dell’economia italiana in forte espansione, oltre a essere un’interessante fonte di introiti per il nostro erario. Tuttavia, non è esente da criticità, prima tra tutte quella inerente il rischio di sviluppare una dipendenza. Per questo motivo il gioco d’azzardo è al centro di numerosi dibattiti di varia natura. Accanto […]

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Il gioco d’azzardo rappresenta un settore dell’economia italiana in forte espansione, oltre a essere un’interessante fonte di introiti per il nostro erario. Tuttavia, non è esente da criticità, prima tra tutte quella inerente il rischio di sviluppare una dipendenza. Per questo motivo il gioco d’azzardo è al centro di numerosi dibattiti di varia natura. Accanto alle posizioni di chi lavora nel settore, come le società sportive, i gestori e gli impiegati, ci sono coloro che vorrebbero un maggiore inasprimento delle già severe norme che controllano questo mondo.

Ma quali sono le novità introdotte dal Decreto Dignità e quante persone giocano effettivamente in Italia?

I giocatori in Italia: i report del Cnr nel dettaglio

In un importante e accurato studio pubblicato a maggio dal Cnr e compilato dall’Istituto di fisiologia clinica di Pisa in base alle informazioni raccolte da ESPAD e IPSAD, si evince come, nel 2017, il 42,8% degli italiani tra i 15 e i 64 anni abbia effettuato almeno una puntata o una scommessa o partecipato a un gioco a premi.

Questo dato ne mette in luce anche un altro: dal 2010 al 2017 c’è stato un importante incremento delle scommesse sportive e del numero dei giocatori. Se i dati relativi al 2014 parlavano di circa 14 milioni di italiani che avevano giocato almeno una volta da gennaio a dicembre, nel 2017 è stato riscontrato che tale somma è salita a quota 17 milioni, di cui occorre sottolineare che ben 1,4 si riferisce a puntate e a giochi online.

Anche il volume delle scommesse è aumentato di 10 punti percentuali, sebbene sia ancora lontano dall’intaccare le posizioni dei leader del settore. Al primo posto rimane inalterato il primato del Gratta&Vinci, preferito da ben il 74% dei giocatori, mentre il Lotto e il Superenalotto appassionano più del 50% di coloro che giocano, sebbene si registri comunque un lieve calo.

Per quanto concerne le fasce più giovani della popolazione, si è assistito invece a una diminuzione degli appassionati, scesi da 1,4 milioni nel 2010 a 1 milione di studenti nel 2017.

Come vengono recepiti i rischi legati all’azzardo

Una fetta piuttosto consistente dei giocatori continua a manifestare un atteggiamento oltremodo ambiguo nei confronti del gioco d’azzardo: ben il 39,1% di loro crede che scommettere possa aiutare a modificare il proprio status economico, mentre gli studenti abbracciano idee prive di fondamento, come quella secondo cui il risultato delle puntate a bingo possa dipendere da una qualche abilità personale del giocatore, tesi portata avanti dal 16,7% dei ragazzi con un’età compresa tra i 15 e i 19 anni.

I gestori che posseggono la certificazione AAMS hanno adottato una serie di iniziative che puntano a promuovere un approccio responsabile al gioco. Grazie a tali misure, oggi solamente uno studente su dieci ignora che i minorenni non possono scommettere. Se le piattaforme online sono totalmente negate ai giovanissimi, esclusivamente uno studente su quattro sarebbe stato ostacolato in un luogo pubblico. Questa analisi dimostra come tabaccherie e ricevitorie siano ancora lontane dal monitorare con la dovuta attenzione i propri clienti, laddove i siti dedicati al gioco impongono che ogni utente debba registrarsi fornendo un documento in corso di validità che attesti il raggiungimento dei diciotto anni di età.

La ludopatia sotto la lente d’ingrandimento: tutti i numeri

Un discorso differente va fatto per i giocatori che manifestano una dipendenza. Parallelamente all’incremento delle scommesse e dei giochi aleatori, sono aumentate le stime concernenti la ludopatia. I soggetti che ne sono affetti sono passati dall’essere 100mila (2010) a sfiorare la soglia del 400mila, con un incremento del 2,4% del totale.

Ma quanto spende ogni mese un giocatore? Chi non manifesta particolari sintomi non scommette più di 10 euro al mese, ma nei soggetti che giocano irresponsabilmente questa cifra lievita fino a toccare le 50 euro in un caso su due. Una porzione pari al 14,9% degli scommettitori arriva a spendere persino cifre superiori ai 200 euro.

Il diffondersi della ludopatia è un problema che non può essere ignorato e affligge la popolazione adulta, ma che fortunatamente risulta in calo tra le fasce più giovani della popolazione, soprattutto nelle regioni del Centro e del Nord Italia.

Per un gioco responsabile: le misure adottate dalle piattaforme online

Fin dal loro esordio nel mercato italiano, i siti dedicati alle scommesse e ai giochi di fortuna sono stati sottoposti al vaglio dell’ex AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Tali misure si ponevano l’obiettivo di inibire l’accesso al mondo dell’azzardo ai minorenni favorendo, allo stesso tempo, la diffusione di una vera e propria cultura del gioco responsabile e legale. Come? Attraverso una serie di strumenti miranti all’autoregolazione.

Al momento della registrazione, il nuovo utente deve fornire una serie di dati personali e impostare un limite di versamento massimo settimanale, una somma che non può essere oltrepassata. A questo parametro se ne affiancano altri, relativi alla singola puntata o al tetto massimo giornaliero che non può essere in alcun modo valicato.

Le piattaforme di scommessa e i casinò sul web permettono ai loro giocatori di autoescludersi in via temporanea o definitiva dal sito. Tale misura di sospensione dell’account impedisce di creare nuovi conti giochi e blocca anche quelli registrati presso analoghi gestori.

Nei portali dedicati al mondo dell’azzardo e certificati AAMS sono indicate una serie di norme volte a incentivare un approccio sano alle scommesse e al mondo dei casinò games, tra cui (da Snai.it):

  • Non trascurare la vita professionale e affettiva per dedicarsi esclusivamente al gioco.
  • Non scommettere cifre non congrue con il proprio status e, in caso di perdite, non puntate ulteriormente nel tentativo di recuperarle.
  • Ricordarsi che giocare equivale sempre a spendere.

Il Decreto Dignità nello specifico e le misure per prevenire la ludopatia

Il mondo del gioco virtuale ha saputo tutelare con accortezza e rapidità i propri utenti ma, come abbiamo visto, il settore legato alla tradizione è più restio a esercitare i giusti controlli. Tra le misure messe a punto dal Decreto Dignità spicca quella relativa ai nuovi apparati da gioco e alle slot machine. A partire dal 1 gennaio 2020, saranno munite di un lettore che verificherà la maggiore età e che funzionerà inserendo la tessera sanitaria, così come avviene già da diversi anni per gli articoli legati al fumo (da Agimeg.it).

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Tutti i benefici e gli usi del limone: il frutto dalle mille risorse https://www.mammeup.it/tutti-i-benefici-e-gli-usi-del-limone-il-frutto-dalle-mille-risorse/ https://www.mammeup.it/tutti-i-benefici-e-gli-usi-del-limone-il-frutto-dalle-mille-risorse/#respond Fri, 19 Jan 2018 11:10:05 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34497 I limoni sono i frutti dell’albero di limone (Citrus limon) una pianta della famiglia delle Rutaceae. Alleati del sistema immunitario, favoriscono la digestione e aiutano la pelle a mantenere benessere e lucentezza. Sono alimenti ricchi di vitamina C, e utili per la salute della pelle e per favorire la digestione. Oltre che essere buono e salutare da mangiare per […]

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limoni sono i frutti dell’albero di limone (Citrus limon) una pianta della famiglia delle RutaceaeAlleati del sistema immunitario, favoriscono la digestione e aiutano la pelle a mantenere benessere e lucentezza.
Sono alimenti ricchi di vitamina C, e utili per la salute della pelle e per favorire la digestione. Oltre che essere buono e salutare da mangiare per una sana e corretta alimentazione, è anche molto utile in molti modi e campi diversi.
Quali sono allora gli usi alternativi del limone? I suoi utilizzi comprendono diversi ambiti come quello della salute e della bellezza.

Combatte il mal di gola

Il limone vanta un’ottima azione battericida ed antisettica, che gli permette di essere indicato quando si soffre di mal di gola. Il succo di limone si usa contro faringiti e tonsilliti, disinfettando la gola con gargarismi di limone ed acqua. Una tisana alla menta può essere un altro rimedio naturale contro il mal di gola

Il limone come digestivo

Il limone è anche un ottimo digestivo: facendo bollire una buccia di limone nell’acqua ed aggiungendo – se preferite – anche una foglia di alloro diventerà un potente digestivo. In alternativa, un semplice bicchiere di acqua e limone sarà di aiuto.

Il limone depura il fegato

Il limone è ottimo anche per depurare il fegato ed eliminare le tossine. Questo prezioso frutto è depurativo e capace di disintossicare l’organismo, aiutando la salute del fegato: basta scaldare dell’acqua e spremervi un limone fresco.

Il limone contro il caldo

Nella calda stagione estiva un drink con acqua fredda e limone è l’ideale. Dissetante, light da sostituire alle bevande gassate piene di zucchero e in aggiunta, un rametto di menta sarà perfetto.

Il limone purifica la pelle

Il limone è un frutto indicato per purificare anche la pelle: aiuta, infatti, la bellezza dell’epidermide, grazie all’acido citrico che contribuisce al rinnovamento cellulare. Come fare? Preparate dello yogurt da mescolare con del succo di limone e del sale fino per un perfetto scrub naturale.

Il limone ottimo per i denti

Il limone è ottimo da bere anche per preservare lo smalto dei denti e come aiuto per la circolazione sanguigna in quanto la migliora, eliminando gonfiori e rafforzando i vasi capillari: potete effettuare un massaggio alle gambe, ad esempio, partendo dal basso verso l’alto.

Il limone accelera il metabolismo

Il limone è un valido aiuto per il metabolismo: facilita la perdita di peso, contrastando gli attacchi di fame. Una dieta alcalinizzante stimola il sistema immunitario, regola il livello di glucosio nel sangue e migliora la funzionalità epatica: tutto ciò aiuta il controllo dell’appetito. Esistono, poi, altre bevande che aiutano a perdere peso e dimagrire.

Il limone contro la forfora

Diluendo del succo di limone nell’acqua, si può combattere la forfora: basta sciacquare i capelli con questa soluzione. Si può, inoltre, aiutare anche la bellezza delle unghie: infilate le dita all’interno di mezzo limone e strofinate per ottenere delle unghie più forti.

Il limone contro l’ansia

Infine, forse, non tutti sanno che il profumo di limone ha delle proprietà energizzanti, in grado di combattere l’ansia e stimolare il buonumore, favorendo la concentrazione e la memoria. Come fare? Utilizzate un brucia-essenze con dell’olio essenziale al limone e la vostra casa sarà immersa in una profumazione fresca ed allegra.

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Gambe gonfie, cattiva circolazione e vene varicose? Ecco tutti i rimedi https://www.mammeup.it/gambe-gonfie-cattiva-circolazione/ https://www.mammeup.it/gambe-gonfie-cattiva-circolazione/#respond Tue, 16 Jan 2018 14:05:30 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34457 Molte donne, dopo i 40,  soffrono di cattiva circolazione nelle gambe e vene varicose. Queste problematica sono causate spesso da una vita eccessivamente sedentaria e scarsa attività fisica. Le gambe sono una zona di scambio di liquidi. Sono il percorso finale delle vene e delle arterie che consentono il ritorno venoso verso il cuore. In questo processo […]

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Molte donne, dopo i 40,  soffrono di cattiva circolazione nelle gambe e vene varicose. Queste problematica sono causate spesso da una vita eccessivamente sedentaria e scarsa attività fisica. Le gambe sono una zona di scambio di liquidi. Sono il percorso finale delle vene e delle arterie che consentono il ritorno venoso verso il cuore. In questo processo intervengono i vasi sanguigni, il sistema linfatico, il plasma e le proteine. Quando quest’ultimo  si vede alterato, il sangue si accumula e non riesce a “tornare al luogo adeguato. E’ molto comune perché di solito teniamo le gambe in basso sia da seduti che quando stiamo in piedi. La forza di gravità esercita pressione verso i piedi e provoca diversi sintomi quali: stanchezza, gonfiore, intorpidimento, vene varicose. La prima cosa da fare è cambiare le proprie abitudini quotidiane così da ridurre il problema. Il segreto è essere costanti per ottenere dei risultati positivi.

Ecco alcuni fondamentali suggerimenti per migliorare la cattiva circolazione nelle gambe:

  • Se fate un lavoro d’ufficio, alzatevi con frequenza dalla scrivania e camminate un po’.
  • -Cercate di tenere le gambe solevate magari mettendo sotto la vostra scrivania una panca o un cestino della spazzatura in orizzontale così da appoggiarvi le gambe e tenerle un po’ sollevate mentre siete davanti al pc. Se al contrario il vostro lavoro vi obbliga a stare tutto il giorno in piedi, cercate di sedervi per qualche minuto ogni ora o di fare qualche passo.
  • Se partite spesso per lavoro in aereo o in treno utilizzate un poggia piedi e cercate di alzarvi il più spesso possibile.
  • Fate attività fisica. Se la vostra routine non vi consente di avere troppo tempo da dedicare allo sport fate delle passeggiate quotidiane, anche quelle sono utili. L’esercizio fisico leggero e prolungato è fondamentale affinché il sistema linfatico e quello circolatorio si attivino.
  • Bevete  molti liquidi che permettono di eliminare le tossine: acqua in primis, succhi naturali, infusi, tisane (ad esempio coda cavallina o rosmarino che sono diuretiche) per raggiungere tale proposito. Evitate di bere alcol, bibite gassate e caffè, perché hanno l’effetto contrario. Non dimenticate di bere 2 litri d’acqua al giorno.
  • Sollevate la gambe anche quando siete a casa. Se vi sedete sul divano per guardare la televisione, potete appoggiare i talloni su una sedia. Anche quando andate a dormire, sdraiatevi con i piedi sulla testiera del letto o sulla parete per qualche minuto. Per dormire, potete collocare qualche cuscino sotto i polpacci. L’idea è quella di far stare le gambe più in alto rispetto al cuore.
  • Mangiate più frutta e verdura. Questi sono alimenti che contengono molta acqua e principi nutritivi, ideali per condurre una dieta sana che riduca la ritenzione idrica e la cattiva circolazione nelle gambe..
  • Eliminate tutti i cibi che “fanno ingrossare” il sangue e che fanno collassare lo scambio di fluidi.
  • Fatevi una doccia fredda. Prima di uscire dal bagno, dirigete un getto di acqua fredda sulle gambe, alternando acqua fredda e calda in continuazione.
  • Usate calze speciali. Si chiamano calze a compressione graduata che evitano la cattiva circolazione così come l’accumulo dei liquidi.
  • Evitate i pantaloni troppo stretti in quanto non permettono il corretto ritorno venoso.
  • Riducete sale e zucchero. Sia il sodio che il glucosio sono due nemici dei sistemi linfatico e circolatorio e, per tale ragione, è di fondamentale importanza ridurli. Il sale aumenta la pressione arteriosa, favorisce la ritenzione idrica e rende difficile la funzione renale. Sostituitelo con erbe aromatiche oppure con il sale marino (in piccole quantità). Lo zucchero altera i livelli di insulina e ci fa aumentare di peso. Scegliete la stevia, il miele o la carruba per addolcire infusi e dolci.
  • Realizzate massaggi. Potete dedicarvi, nel tempo libero, a una sessione di auto-massaggi per migliorare la cattiva circolazione nelle gambe.Dopo la doccia mettete delle gocce di olio essenziale di rosmarino e strofinate energicamente gli arti inferiori dalle punte dei piedi fino alle cosce. 
  • Infine, tenete le gambe sollevate (su un cuscino o sulla parete) per almeno mezz’ora.

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Otto buonissime spezie con le quali sostituire il sale nei vostri piatti https://www.mammeup.it/otto-buonissime-spezie-cui-sostituire-sale-nei-vostri-piatti/ https://www.mammeup.it/otto-buonissime-spezie-cui-sostituire-sale-nei-vostri-piatti/#respond Tue, 16 Jan 2018 11:07:04 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34443 Quante donne soffrono di ritenzione idrica, edema o cellulite? Per combattere questo fastidioso e anti estetico disturbo tra le prime cose da fare è modificare l’alimentazione e assumere uno stile di vita sano. Prediligere frutta e verdura, evitando fritture, condimenti pesanti e farinacei, praticare regolarmente attività fisica e bere molta acqua. Inoltre, una delle prime […]

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Quante donne soffrono di ritenzione idrica, edema o cellulite? Per combattere questo fastidioso e anti estetico disturbo tra le prime cose da fare è modificare l’alimentazione e assumere uno stile di vita sano. Prediligere frutta e verdura, evitando fritture, condimenti pesanti e farinacei, praticare regolarmente attività fisica e bere molta acqua. Inoltre, una delle prime cose da evitare nella dieta se si vuole ridurre la ritenzione idrica è il sale. Il sale è tra i principali condimenti della nostra tavola che insaporisce i cibi, ma in alcune circostanze il suo uso deve essere drasticamente ridotto se non addirittura eliminato.  Il sale è una fonte di minerali che, in minime dosi, aiuta l’organismo ad equilibrare i livelli di elettroliti e che favorisce altri processi importanti per la salute. Il problema è che viene inserito in quantità eccessive e, sottovalutandone gli effetti negativi. Moltissimi cibi che consumiamo giornalmente, infatti, contengono già abbastanza sale. Per questo per evitare di aggiungerne altro si può ricorrere a diverse spezie che oltre a insaporire le pietanze offrono svariati benefici.

Eccone alcune:

L’aglio

L’aglio è una spezia ricca di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti che, una volta assimilate nell’organismo, aiutano a prevenire un’ampia varietà di malattie. E’ un ingrediente dalle proprietà antinfiammatorie e diuretiche i cui effetti riducono la ritenzione idrica e i problemi cardiovascolari.   L’aspetto migliore è che il suo delizioso sapore è perfetto per esaltare alimenti come: carni rosse e bianche, pesce e frutti di mare, stufati e zuppe.

Cipolla in polvere

La cipolla in polvere è un’altra grande alternativa per ridurre il consumo di sale. Anche se in polvere la cipolla perda alcune sue proprietà, i suoi nutrienti la rendono una grande opzione per dare sapore alle ricette.

Pepe nero

Il pepe nero è una spezia dalle proprietà antinfiammatorie e antiossidantic he proteggono i tessuti dagli effetti negativi dei radicali liberi.   Le sue proprietà proteggono l’organismo dall’ipertensione e, di conseguenza, migliorano le funzioni dei reni stimolando l’eliminazione dei liquidi.  Il suo sapore si sposa bene con tutto: carni e pesci; stufati, salse condimenti, verdure e pasta.

Origano

Famoso  per le sue proprietà medicinali, è un alimento delizioso che può sostituire il sale in diverse preparazioni. Ricco di vitamine, minerali e oli essenziali che gli conferiscono proprietà antisettiche, antimicotiche e antinfiammatorie. Il suo consumo regolare migliora l’attività del sistema immunitario e riduce il rischio di problemi respiratori.Traetene beneficio aggiungendolo ad alimenti quali: carni bianche e rosse, pesci e frutti di mare; pizza e ricette col formaggio; stufati; insalate, risotti, salse.

Cumino

Un po’ di cumino nei piatti può dare un sapore molto interessante quando si vuole limitare il consumo di sale raffinato. Esso contiene sostanze antiossidanti che riducono gli effetti negativi dei radicali liberi. Il suo consumo frequente regola i livelli di colesterolo e riduce il rischio di gravi problemi cardiovascolari.

Zenzero

E’famoso  per le sue proprietà antinfiammatorie, digestive e antiossidanti, lo zenzero è un’altra proposta interessante per ridurre l’ingestione di sale.Contiene elevate concentrazioni di una sostanza chiamata gingerolo che, oltre al suo particolare sapore piccante, gli conferisce i suoi principali benefici medicinali. Potete aggiungerlo a: pane e biscotti, frullati di frutta e verdura, insalate, stufati e zuppe.

Curcuma

Questa spezia, che concentra grandi quantità di antiossidanti, è un’ottima opzione per insaporire i cibi senza aggiungere il sale. La curcuma è una spezia molto usata in cucina, non solo per il suo particolare sapore, ma anche per il colore aranciato che dona ai piatti. Le sue proprietà antinfiammatorie, digestive e antibatteriche migliorano la salute e proteggono le cellule dai diversi agenti che causano malattie.

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Ritenzione idrica? Ecco tutti i modi per combatterla con la frutta https://www.mammeup.it/ritenzione-idrica-tutti-modi-combatterla-la-frutta/ https://www.mammeup.it/ritenzione-idrica-tutti-modi-combatterla-la-frutta/#respond Tue, 16 Jan 2018 10:07:04 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34440 La maggior parte delle donne, chi più chi meno, soffre di ritenzione idrica o cellulite. Un instetismo cutaneo, che solitamente colpisce gambe, cose e glutei, temuto e odiato da ogni donna. Per combattere la ritenzione idrica è importante assumere una corretta alimentazione dando la priorità ad alcuni cibi ed evitandone degli altri. Al via frutta e […]

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La maggior parte delle donne, chi più chi meno, soffre di ritenzione idrica o cellulite. Un instetismo cutaneo, che solitamente colpisce gambe, cose e glutei, temuto e odiato da ogni donna. Per combattere la ritenzione idrica è importante assumere una corretta alimentazione dando la priorità ad alcuni cibi ed evitandone degli altri.

Al via frutta e verdura, che aiutano a stimolare la diuresi ed eliminare le tossine. Al bando, invece, farinacei, sale, zuccheri e fritture. E’ importante che tutte le donne che soffrono di questo disturbo sappiano che ci sono determinate verdure e frutti  particolarmente indicati per la ritenzione. Esistono infatti alcuni alimenti diuretici che hanno la capacità di aumentare la produzione di urina e di eliminare l’eccesso d’acqua nei tessuti. Questi, oltre a permettere di smaltire i ristagni di acqua, stimolano il funzionamento dei reni, gli organi deputati a filtrare il sangue ed eliminare le tossine.

Frutta e ortaggi che aiutano a ridurre la ritenzione idrica

Il miglior diuretico in assoluto è, senza dubbio, l’acqua. E’ consigliato, infatti,  consumare almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Oltre a questo, possiamo assumere liquidi in modo naturale e nutriente, attraverso alimenti come la frutta e la verdura.

Se  volete combattere la ritenzione idrica e l’edema, non fatevi mancare i seguenti alimenti:

L’ananas

Un frutto ricco di preziose sostanze nutritive: non solo permette di eliminare i liquidi in eccesso, ma rafforza la salute del fegato, del cuore e dei polmoni. L’ananas è ricco di vitamine (A, B6, B9, C e K) e sali minerali (sodio, potassio, ferro, calcio e magnesio). E’ diuretico, è anche leggermente lassativo, consigliato quindi in caso di stipsi. È, senza dubbio, un alimento depurativo e disintossicante. Mangiate una fetta di ananas al giorno, a colazione, a metà mattina oppure come dessert nei pasti principali.

Il pomodoro

Sempre e spesso presente  nelle nostre tavole, favorisce lo smaltimento dei liquidi e apporta una buona dose di potassio, minerale che bilancia l’azione del sodio (uno degli elementi che causano l’edema). Il pomodoro contiene vitamina C che stimola la funzione renale e la diuresi. È povero di calorie. Per sfruttare appieno le sue virtù, consumatelo crudo.

L’anguria

E’ un frutto che contiene un’elevata percentuale di acqua. Ha un apporto calorico davvero basso ed è pertanto consigliata quando si ha necessità di perdere peso, di disintossicare l’organismo e combattere la ritenzione idrica. Anche l’anguria contiene molta vitamina A e potassio.

Gli spinaci

L’ortaggio a foglia verde per antonomasia è  ricco di magnesio, vitamina B ed ha proprietà diuretiche molto interessanti. Gli spinaci contengono molte fibre, utili per stimolare la funzionalità intestinale e prevenire la stitichezza. Crudi in insalata, potrete beneficiare di tutte le loro proprietà.

Il melone

Si tratta di un altro tipo di frutta composto principalmente da acqua che stimola la produzione e l’espulsione dell’urina ripulendo il nostro corpo da scorie e tossine. Non contiene quasi calorie ed è molto saziante. Apporta potassio, quindi aiuta a mantenere in equilibrio i liquidi nel corpo.

Il carciofo

E’ una verdura che ha numerose  proprietà depurative e diuretiche da non sottovalutare. Esso si può consumare in molti modi, tutti utili per fornire al nostro corpo il potassio che serve a eliminare i liquidi in eccesso.

La mela

Basta dare un morso ad una mela succosa per renderci conto di quanta acqua contenga al suo interno. Ecco perché è un alimento così rinfrescante. Inoltre, è dotata di meravigliose proprietà depurative. Contiene fibre, che migliorano il transito intestinale e tutti i nutrienti necessari a stimolare lo smaltimento dei liquidi attraverso l’orina.

L’ avocado

Ricco di acidi grassi essenziali di ottima qualità, l’avocado può servire come sostituto della maionese o di condimenti simili. Apporta vitamina C, magnesio e potassio, quindi è altamente consigliato in caso di ritenzione idrica.

Il pompelmo

In realtà tutti gli agrumi contengono molta acqua e possono aiutare in caso di edema. Sono utili anche perché forniscono vitamina C, la cui carenza può essere all’origine della ritenzione idrica. Oltre al pompelmo è consigliato il consumo di arance e mandarini in qualsiasi momento della giornata, ma soprattutto a colazione, per offrire al corpo un pieno di vitamine e sali minerali.

La pera

È un frutto dalle molte proprietà (tra queste, proprietà anti-infiammatorie, astringenti, digestive e diuretiche). Aiuta a purificare il sangue e ci fornisce fibra solubile, utile per regolare la funzionalità intestinale e abbassare il colesterolo. Le pere, inoltre, contengono molta acqua e buone quantità di vitamina C.

Altri frutti e ortaggi che aiutano a contrastare la ritenzione dei liquidi sono: la papaia, gli asparagi, le banane, il prezzemolo, l’uva nera e il sedano

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I cibi da mangiare in una dieta disintossicante e depurativa https://www.mammeup.it/cibi-mangiare-dieta-disintossicante-depurativa/ https://www.mammeup.it/cibi-mangiare-dieta-disintossicante-depurativa/#respond Thu, 11 Jan 2018 16:04:38 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34379 Le feste natalizie si sono appena concluse e rimettersi in carreggiata è d’obbligo. Dopo gli eccessi degli ultimi giorni, infatti, in tanti hanno intrapreso un regime alimentare all’insegna del detox per ritrovare la forma perdura. Pranzi, cene, aperitivi, brindisi e feste hanno minacciato la linea di molti di voi che adesso hanno deciso di mettersi […]

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Le feste natalizie si sono appena concluse e rimettersi in carreggiata è d’obbligo. Dopo gli eccessi degli ultimi giorni, infatti, in tanti hanno intrapreso un regime alimentare all’insegna del detox per ritrovare la forma perdura. Pranzi, cene, aperitivi, brindisi e feste hanno minacciato la linea di molti di voi che adesso hanno deciso di mettersi a dieta ferrea.Con il termine “dieta” spesso ci si riferisce, erroneamente, a un comportamento alimentare volto alla sola perdita di peso in un determinato arco di tempo e lo si fa sbagliando, perché con questa parola, invece, si intendono i normali pasti quotidiani che dovrebbero essere all’insegna della sana e corretta alimentazione.

Ma quali sono i cibi dietetici e disintossicanti che dovranno essere i vostri alleati per un regime alimentare sano e sopratutto light?

Ecco la lista degli alimenti perfetti per depurare il fegato dopo le feste e dimagrire:

1. Le verdure

Ideali per purificare il fegato in particolare quelle a foglia verde: via libera, dunque, a spinaci, cavoletti di Bruxelles, rucola, lattuga e tutto il resto. Queste sono l’ideale per la pulizia del fegato e dell’organismo. Sono consigliate 9 porzioni di verdure al giorno, tra cui cavolfiori, broccoli, ravanelli, cavolini di Bruxelles, cavoli, cipolle, radicchio, rucola, lattuga e zucca. Anche la frutta non deve, ovviamente, mancare: limoni, pere e mele sono, ad esempio, indicati per la pulizia del fegato. Da evitare, invece: pomodori, melanzane, patate e peperoni.

2. I liquidi

I liquidi, l’acqua in particolare, sono fondamentali per aiutare reni e fegato. Ma anche il tè verde, tisane e centrifugati di verdure per stare bene,come carote, sedano, cavoli, barbabietole, cetrioli e altre ancora.

Bere molta acqua e fare esercizio fisico è fondamentale. Vanno evitati, invece: caffè, tè nero, alcol e latte, così come la maggior parte dei succhi di frutta.

3. Cereali

Come carboidrati prediligente soltanto: il riso integrale, miglio, quinoa e grano saraceno. Tassativamente vietato il pane bianco, così come la farina bianca, il riso bianco e la farina contenente glutine.

4. Proteine

Per quanto riguarda le proteine, vanno benissimo lenticchie quelle di origine vegetale: piselli, ceci e fagioli, per esempio. Il latte è possibile sostituirlo con latte di riso, di mandorle o di nocciola. Da evitare, invece, i prodotti di origine animale e, temporaneamente, la soia – essendo questa un allergene comune – e il seitan.

5. Avocado

L’avocado è uno dei rimedi naturali utili per dimagrire e depurare il fegato: consumate mezzo avocado al giorno per eliminare le tossine dal corpo. Potete mangiarlo come un normale frutto o inserirlo nelle insalate.

6. Erbe e spezie

Perfette erbe e spezie come la cannella, il cumino, la curcuma, l’anice stellato, lo zenzero, l’origano, il prezzemolo, il rosmarino, il timo, la salvia, il basilico e l’erba cipollina.

 

Per ottenere dei benefici e depurare realmente tutto l’organismo e il fegato è bene provare questo stile alimentare per circa 7-14 giorni.  Ma una volta apprese queste regole alimentari  potreste approfittarne per cambiare del tutto le vostre abitudini e migliorare una volta e per tutte  la vostra salute.  Ricordatevi che dovreste associare a questo stile alimentare anche l’attività fisica svolta regolarmente. Queste sono abitudini che migliorano il vostro stile di vita e la vostra salute. Sia il corpo che la mente godranno di numerosi benefici. Vi sentirete più forti e finalmente più depurati.

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Metabolismo: ecco come funziona e come capire se è lento e scombussolato https://www.mammeup.it/metabolismo-ecco-come-funzione-e-come-capire-se-e-lento-e-scombussolato/ https://www.mammeup.it/metabolismo-ecco-come-funzione-e-come-capire-se-e-lento-e-scombussolato/#respond Thu, 11 Jan 2018 12:19:49 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34369 Vi siete mai chiesti come funziona il vostro metabolismo? Il metabolismo è il processo che si occupa di soddisfare le richieste energetiche del nostro organismo, attraverso l’estrazione e l’utilizzo dell’energia contenuta negli alimenti che mangiamo. Una trasformazione che deve funzionare correttamente: un metabolismo lento, che non lavora bene, rende la perdita di peso molto più difficile. Il metabolismo […]

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Vi siete mai chiesti come funziona il vostro metabolismo? Il metabolismo è il processo che si occupa di soddisfare le richieste energetiche del nostro organismo, attraverso l’estrazione e l’utilizzo dell’energia contenuta negli alimenti che mangiamo. Una trasformazione che deve funzionare correttamente: un metabolismo lento, che non lavora bene, rende la perdita di peso molto più difficile. Il metabolismo è quel complesso di reazioni biochimiche nel nostro corpo essenziale per convertire le calorie in energia.

Come si fa a sapere se il metabolismo funziona come si deve?

È importante, però, capire anche quando il problema è effettivamente il processo metabolico, in modo da concentrarsi su quello.

Ecco i sintomi da non sottovalutare che indicano che il nostro metabolismo va a rilento:

1. Essere sempre stanche. La stanchezza può essere causata da tanti fattori: vita stressante, giornate di lavoro movimentate, mancanza di sonno. Tra queste cause, però, ci sono anche processi metabolici troppo lenti e la difficoltà del nostro corpo a svolgere il processo di conversione del cibo in energia.

2. Pelle e i capelli sempre secchi. La secchezza cutanea e pilifera nasce sia da una scarsa idratazione,  che da un metabolismo non funzionante. Il corpo, infatti, non riesce a mantenere correttamente le cellule della pelle e dei capelli.

3. Voglia costante di zuccheri o amidacei. 

Un forte desiderio di questi generi alimentari è una richiesta del corpo di un pieno di energia. Se avete voglie difficili da controllare, nonostante vi nutriate bene e dormiate abbastanza, probabilmente avete il metabolismo si è inceppato.

4. Ingrassare anche se mangiate in maniera sana. Non è normale mangiare correttamente e contemporaneamente ingrassare. Se succede, fareste meglio a fare accertamenti sul funzionamento della tiroide o del metabolismo.

5. Avete sempre freddo. I processi metabolici, creando energia, generano calore che scalda il corpo. Se siete persone costantemente freddolose probabilmente è a causa di un metabolismo eccessivamente lento.

6. Essere lunatiche. I cambi d’umore possono essere causati da tante ragioni diverse. Tra queste c’è anche un metabolismo che va a rilento. Se riconoscete questo sintomo associato agli altri della  lista, probabilmente, indagate più a fondo con visite specifiche.

Come accelerare il metabolismo

Adottando alcune semplici e sane abitudini si può  accelerare il metabolismo, facendo ripartire in modo corretto anche il processo di dimagrimento.

Mangiare lentamente

La prima digestione avviene in bocca. Mangiare troppo velocemente, non fa masticare bene i cibi e fa accumulare aria nello stomaco causando alcune difficoltà digestive.  In più si assimilano peggio gli alimenti.

Mangiare spesso

Una strategia per riattivare il metabolismo, può essere quella di mangiare poco e spesso. Soprattutto per spezzare la fame tra un pasto e l’altro, sgranocchiando  verdure che aiutano a tenersi in forma, sollecitando il metabolismo e tenendo a bada il senso di fame.

Mangiare in modo vario

Bisogna mangiare di tutto, ma nel giusto equilibrio previsto dalla piramide alimentare della dieta mediterranea, distribuendo correttamente i pasti in 5 piccole porzioni giornaliere.

L’importanza delle proteine

Riattivare il metabolismo può non essere facile. Oltre a mangiare poco e spesso, si devono introdurre una proporzione leggermente aumentata di proteine (ma non per periodi prolungati) e soprattutto variare di 300-500 calorie ogni giorno il tuo apporto calorico. In questo modo si “spiazza” il metabolismo che si adatta con maggiore difficoltà a un regime ipocalorico. In più l’assunzione di proteine, associata all’attività fisica, garantisce una crescita e un mantenimento dei tessuti magri che influenzano positivamente il metabolismo basale.

Fare sport

L’attività sportiva è fondamentale per un metabolismo che funzioni, perché garantisce la crescita e il mantenimento dei tessuti principalmente responsabili del metabolismo basale. Il consiglio è fare un’attività fisica di tipo aerobico per 45-60 minuti consecutivi 2 o 3 volte a settimana.

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Digestione lenta? Ecco tutti i suggerimenti per aiutarla in modo naturale https://www.mammeup.it/digestione-lenta-ecco-tutti-i-suggerimenti-per-aiutarla-in-modo-naturale/ https://www.mammeup.it/digestione-lenta-ecco-tutti-i-suggerimenti-per-aiutarla-in-modo-naturale/#respond Thu, 11 Jan 2018 11:10:10 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34365 Sono tantissime le persone che soffrono, anche sporadicamente, di cattiva digestione: bruciori di stomaco, reflusso, acidità, disturbi gastrointestinali. Questo è un disturbo fastidioso ma che si può facilmente prevenire seguendo delle regole e in maniera assolutamente naturale. Cause digestione lenta Una digestione molto lenta ha come segnale principale il gonfiore. Ecco quali sono le cause di […]

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Sono tantissime le persone che soffrono, anche sporadicamente, di cattiva digestione: bruciori di stomaco, reflusso, acidità, disturbi gastrointestinali. Questo è un disturbo fastidioso ma che si può facilmente prevenire seguendo delle regole e in maniera assolutamente naturale.

Cause digestione lenta

Una digestione molto lenta ha come segnale principale il gonfiore. Ecco quali sono le cause di una cattiva digestione:

  • Elevato consumo di farine bianche: pane, pizza e pasta, sono tra i cibi più buoni, purtroppo, però, il lievito provoca il gonfiore dello stomaco. Sempre più persone infatti hanno difficoltà a digerire queste prelibatezze a causa di questo ingrediente: un aiuto può venire dal consumo di farine integrali, da cui si ottengono prodotti ricchi di fibre, preparati con lievito madre, un particolare tipo di lievito naturale che viene ben tollerato dal nostro stomaco.
  • Eccessivo uso di zuccheri:  spesso sono associati a una digestione molto lenta. Con il termine “zuccheri” non intendiamo semplicemente quelli dei dolci ma anche quelli della frutta! In particolare è bene abituarci a non mangiarla a fine pasto: quando nello stomaco vi sono già altri alimenti da digerire la frutta viene lasciata per ultima; questo fa si che nel frattempo che attende il suo turno per essere digerita, avvia un processo detto fermentazione che non fa per niente bene alla nostra pancia.
  • Consumare frequentemente carne e formaggi: Anche carne e formaggi rellentano la digestione  In particolare ci riferiamo alle carni grasse come vitello, agnello e maiale. Meglio tollerate sono invece le carni bianche che vengono digerite prima e quindi “sostano” meno nel nostro stomaco! I formaggi, invece, contengono una molecola chiamata “lattosio” che richiede enzimi specifici per essere digerita che la maggior parte di noi perde naturalmente con la crescita; quindi negli anni potremmo avere sempre più difficoltà a digerire agevolmente i latticini.
  • Poca Acqua: L’acqua è fondamentale per permettere all’intestino di svolgere al meglio il suo lavoro: la mancanza di acqua rende la digestione molto più lenta e quindi si possono formare accumuli di materiale di scarto o di feci nell’intestino crasso, che possono portare nel tempo alla fastidiosa stitichezza.

I consigli per  evitare di avere una cattiva digestione:

Masticare lentamente per una buona digestione

La prima digestione avviene in bocca per questo mangiare lentamente e masticare bene ogni singolo boccone è fondamentale per agevolare il vostro intestino a smaltire al meglio il cibo.

Questa buona abitudine ha numerosi vantaggi: prima di tutto si assapora meglio il cibo che si sta mangiando, poi impedisce di ingurgitare grandi quantità di aria e infine ci evita di mangiare più cibo del necessario, che è una delle cause principali della cattiva digestione.

Evitare lo stress a tavola

Il momento dei pasti dovrebbe essere un momento di pausa che ognuno di voi si concede lontano dallo stress accumulato durante la giornata. A molti capita di avere la sensazione  di nodo allo stomaco soprattutto durante un periodo particolarmente stressante. L’ansia, la collera contribuiscono ad accentuare questa sensazione e a provocare una cattiva digestione, proprio perchè lo stomaco accumula tensione e va a rilento.

Mangiare con calma

Spessissimo si mangia di corsa davanti al pc, continuando a lavorare senza nemmeno fare caso a cosa abbiamo nel piatto. Un’abitudine sbagliatissima perché è molto importante dedicare un po’ di tempo al proprio pasto concedendosi almeno mezz’ora lontana dal lavoro. Chi ne ha la possibilità, inoltre, può pensare di portarsi il pasto da casa: sarà di sicuro più sano e leggero di un piatto pronto o di un panino.

Fare attività fisica

L’attività fisica è fondamentale e va fatta regolarmente, anche se leggera. Fa bene ad ogni parte del nostro corpo, stomaco compreso. Questa aiuta molto la digestione perchè influisce sul miglioramento dell’attività dell’apparato digerente in generale e aiuta a mantenere sotto controllo il peso corporeo.

Integratori naturali e tisane digestive

Alcuni integratori naturali sono utilissimi per aiutare la digestione. I principi attivi di alcune piante ed erbe officinali, come ad esempio finocchio, liquirizia e anice verde aiutano a combattere tutti i sintomi della digestione lenta e difficile.

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Mestruazioni abbondanti? Ecco come ridurle con alcuni rimedi naturali https://www.mammeup.it/mestruazioni-abbondanti-ecco-come-ridurle-con-alcuni-rimedi-naturali/ https://www.mammeup.it/mestruazioni-abbondanti-ecco-come-ridurle-con-alcuni-rimedi-naturali/#respond Wed, 10 Jan 2018 16:38:59 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34354 Le mestruazioni sono un fenomeno naturale che si verifica ciclicamente una volta al mese in tutte le donne fertili.Queste in molte causano parecchi disagi: dai forti dolori al ventre e alla schiena, al mal di testa, vomito, irritabilità, ritenzione idrica (link). A molte donne capita di avere un flusso di sangue abbondante che dura anche […]

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Le mestruazioni sono un fenomeno naturale che si verifica ciclicamente una volta al mese in tutte le donne fertili.Queste in molte causano parecchi disagi: dai forti dolori al ventre e alla schiena, al mal di testa, vomito, irritabilità, ritenzione idrica (link). A molte donne capita di avere un flusso di sangue abbondante che dura anche dopo i primi giorni dall’inizio. Le mestruazioni abbondanti, una condizione medica nota come menorragia.

La menorragia può essere legata a cambiamenti del tessuto endometriale dell’utero, a uno squilibrio ormonale, a una malattia tiroidea oppure all’assunzione prolungata di alcuni farmaci.Non rappresenta un problema grave di salute, ma è fonte di stress e insicurezza.

Inoltre, se le emorragie sono abbondanti e durano a lungo, ci sono buone probabilità di andare incontro a stati di anemia e di affaticamento.

Rimedi naturali per regolare il ciclo

In natura ci sono diversi metodi naturali che aiutano a regolare il ciclo in modo efficace, senza avere gli effetti collaterali dei farmaci.

Eccone alcuni:

1. Semi di coriandolo

Secondo la medicina ayurvedica, i semi di coriandolo contengono principi attivi in grado di diminuire le mestruazioni abbondanti.

Consumati sotto forma di infuso, riducono l’infiammazione dell’utero e aiutano a riequilibrare l’attività degli ormoni.

Preparo l’infuso è semplicissimo serve soltanto: ½ cucchiaio di semi di coriandolo (5 g), 1 tazza di acqua (250 ml)1 cucchiaino di miele (25 g). Versate i semi di coriandolo in una tazza di acqua bollente; lasciate in infusione per 5 – 10 minuti. Filtrate e addolcitela con un po’ di miele. Bevete questo infuso 2 o 3 volte al giorno, prima e durante le mestruazioni.

2. Latte e semi di senape

E’ un antico rimedio che aiuta il controllo delle mestruazioni abbondanti e irregolari. Le proprietà del latte e della senape riducono l’infiammazione e aiutano a prevenire il malessere e i dolori mestruali.

Ecco cosa occorre per preparalo: 1 tazza di latte caldo (250 ml), ½ cucchiaino di semi di senape in polvere (2 g). Riscaldate la tazza di latte e unitevi i semi di senape in polvere. Bevetene una tazza al mattino e una la sera, prima di andare a letto. Continuate il trattamento per tutta la durata del ciclo.

3. Semi di cardo mariano

L’infuso di semi di cardo mariano aiuta a controllare gli squilibri ormonali che possono influire in caso di flusso mestruale abbondante.

Le sue proprietà diuretiche, inoltre, aiutano a ridurre la ritenzione idrica, disturbo molto comune durante il ciclo.

Per prepararlo serve: 1 cucchiaio di semi di cardo mariano macinati (10 g), 1 tazza di acqua (250 ml).Mettete a scaldare una tazza d’acqua e, quando raggiunge l’ebollizione, aggiungete i semi di cardo mariano.Togliete dal fuoco e lasciate riposare per 10 minuti a temperatura ambiente. Assumetene 2 o 3 tazze di infuso al giorno, fino a miglioramento dei sintomi.

4. Aceto di mele e miele

L’aceto tiene sotto controllo la menorragia, la ritenzione idrica e i crampi. Per prepararlo occorrono:2 cucchiaini di aceto di mele (10 ml), 1 cucchiaio di miele (25 g), 1 tazza di acqua (250 ml). Diluite un cucchiaio di aceto di mele in una tazza di acqua tiepida. Addolcite con il miele e bevete. Bevetene una tazza prima di ogni pasto principale per tutta la durata del ciclo mestruale. Con il suo contenuto di fitoestrogeni, antiossidanti e composti antinfiammatori, la radice di liquirizia è uno dei trattamenti naturali consigliati per alleviare i disturbi legati al ciclo, soprattutto in caso di mestruazioni abbondanti

5. Liquirizia e miele

La liquirizia aiuta a bilanciare i livelli di estrogeni nell’organismo, riducendo il sanguinamento eccessivo e il dolore. Ecco come si prepara: 1 tazza di acqua (250 ml), ½ cucchiaino di radice di liquirizia (5 g), 1 cucchiaio di miele (25 g) (facoltativo). Mettete a scaldare l’acqua in un pentolino.Appena comincia a bollire, versate la radice di liquirizia, abbassate il fuoco e lasciatela bollire per altri 2 / 3 minuti. Trascorso questo tempo, togliete la tisana dal fuoco e lasciatela riposare altri 10 minuti a temperatura ambiente. Infine, filtrate e, se preferite, addolcitela con un po’ di miele. Bevete 2 o 3 tazze di infuso di liquirizia al giorno, due giorni prima dell’inizio delle mestruazioni. Evitate questo rimedio in caso di ipertensione, insufficienza renale o diabete.

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Alitosi: le cause e tutti i rimedi naturali più efficaci https://www.mammeup.it/alitosi-le-cause-tutti-rimedi-naturali-piu-efficaci/ https://www.mammeup.it/alitosi-le-cause-tutti-rimedi-naturali-piu-efficaci/#respond Wed, 10 Jan 2018 15:14:24 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34351 Non sono pochi quelli che soffrono di alitosi. L’alitosi è un disturbo che colpisce la bocca e in particolare indica l’alito cattivo, un’emissione di aria maleodorante dalla bocca. Questo è un piccolo disturbo molto imbarazzante. Cause alitosi Le cause possono essere diverse per prima cosa la scarsa igiene orale, ma anche la dieta scorretta, il fumo e […]

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Non sono pochi quelli che soffrono di alitosi. L’alitosi è un disturbo che colpisce la bocca e in particolare indica l’alito cattivo, un’emissione di aria maleodorante dalla bocca. Questo è un piccolo disturbo molto imbarazzante.

Cause alitosi

Le cause possono essere diverse per prima cosa la scarsa igiene orale, ma anche la dieta scorretta, il fumo e alcune patologie, come quelle epatiche.

Solitamente l’alitosi è dettata dal fatto  che i residui alimentari ristagnano fra i denti. Questi residui vengono degradati dai batteri della placca e, come tutte le sostanze organiche in decomposizione, determinano la produzione di un cattivo odore.

Anche la carie dentaria può influire sull’alito cattivo, così come come il fumo. L’alitosi, inoltre, pur essere legata ai disturbi gastrici e all’ernia iatale, un ruolo di prim’ordine è svolto dal diabete mellito, dall’insufficienza renale cronica, dalle epatopatie, dalle sinusiti e dalle tonsilliti. Esiste l’halimeter, una macchina, che serve a testare il respiro, per riuscire a determinare da dove proviene il cattivo odore, dalla bocca, dal naso o dai polmoni.

L’igiene orale

Una corretta igiene orale è la prima cosa che può contrastare l’alitosi. Dentifricio e spazzolino vanno usati in modo corretto, perché l’obiettivo è quello di eliminare il problema fin dalla base. Il consumo di acqua è essenziale perché è  proprio l’acqua, infatti, che può stimolare la salivazione e contribuire così a mantenere pulita la bocca.

I rimedi naturali

Va sottolineato che ci sono alcuni rimedi naturali molto efficaci per combattere l’alitosi. Sono prodotti che troviamo in erboristeria o che rappresentano i classici rimedi della nonna. Solo in questo modo possiamo portare avanti una cura che possa rivelarsi efficace, attraverso l’uso di determinati ingredienti, che provengono direttamente dalla natura. Le piante dalle proprietà antisettiche e disinfettanti, come l’arancio amaro, il mandarino e il limone. Da queste piante si può ricavare un olio essenziale, che ha delle proprietà antibatteriche e porta a diminuire i microbi orali.

Efficaci anche i chiodi di garofano, che mettono in atto un’azione disinfettante grazie al loro principio attivo, l’eugenolo, che ha proprietà astringenti.

Da non sottovalutare sono, invece, le capacità del mentolo, dell’eucalipto, dell’anice. Tutti sono in grado di regolare la digestione.  Salvia e rosmarino riescono  a combattere l’infiammazione della bocca e la nascita di batteri. Il sedano è ricco di acqua e, quindi, masticarlo è un altro di quei rimedi da tenere in considerazione. Da non dimenticare nemmeno il tè verde e il tè nero, che, secondo alcuni studi, riuscirebbero a fermare la diffusione dei batteri responsabili dell’alito cattivo.

L’alimentazione

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale  un contro l’alitosi e non deve essere trascurata. Alcuni cibi come: le cipolle, l’aglio, i peperoni, le carni affumicate, qualche tipo di pesce, alcune spezie e certi formaggi vanno assolutamente evitati.  Alcune bevande, invece, vanno limitate: caffè, birra, vino e altri alcolici. In generale è importante seguire ogni giorno  una dieta equilibrata, che abbia al suo interno soltanto alcuni cibi come: la  frutta secca, i cereali, gli ortaggi e la frutta e le carni bianche. Andrebbero evitati anche gli alimenti ricchi di carboidrati raffinati.

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Influenza 2018: come prevenirla e combatterla con la Vitamina C https://www.mammeup.it/influenza-2018-come-prevenirla-e-combatterla-con-la-vitamina-c/ https://www.mammeup.it/influenza-2018-come-prevenirla-e-combatterla-con-la-vitamina-c/#respond Wed, 10 Jan 2018 12:26:53 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34347 Ogni anno durante la stagione invernali milioni di persone vengono colpite dall’influenza. Quest’anno più che mai in Italia oltre 672mila italiani  sono a letto con la febbre e il picco è atteso per i prossimi giorni, indicativamente a metà gennaio. Il motivo di questo boom di casi starebbe nel fatto che quest’anno sono in circolo […]

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Ogni anno durante la stagione invernali milioni di persone vengono colpite dall’influenza. Quest’anno più che mai in Italia oltre 672mila italiani  sono a letto con la febbre e il picco è atteso per i prossimi giorni, indicativamente a metà gennaio.

Il motivo di questo boom di casi starebbe nel fatto che quest’anno sono in circolo diversi tipi di virus contemporaneamente. L’influenza 2018 è una delle più aggressive e preoccupanti degli ultimi anni e  vista del picco previsto per questa settimana, ecco quali sono i sintomi caratteristici: riconoscerli  immediatamente è importante per curarsi come si deve ed evitare di diffondere il virus.

Sintomi influenza 2018

Questa influenza ha tre sintomi contemporaneamente: febbre alta, dolori muscolari e mal di gola (o comunque problematiche alle vie respiratorie). Se invece presentate uno solo di questi sintomi e altri disturbi più leggeri, avete probabilmente contratto una delle tante sindromi parainfluenzali: seppur non pericolose come l’influenza vera e propria, sono comunque debilitanti e fastidiose, oltre che altamente contagiose. Il riposo è necessario per  guarire del tutto prima di ricominciare con il lavoro e le attività quotidiane

Vaccino contro l’influenza

Il vaccino è il modo più efficace per prevenire l’influenza.  Esiste il vaccino per proteggersi dai virus A-H1N1, A-H3N2 e B, che può rappresentare un vero e proprio salvavita per le categorie più deboli come anziani, bambini e malati cronici.

Oltre al vaccino antinfluenzale,  i medici suggeriscono alcune accortezze da seguire per evitare l’influenza: avere un’alimentazione ricca di frutta e verdura che apportano vitamine preziose per stimolare il sistema immunitario; lavarsi spesso le mani, coprirsi naso e bocca in caso di starnuti e tosse e restare a casa per qualche giorno dall’inizio della malattia, in modo da evitare di diffondere il virus e contagiare altre persone.

Vitamina C contro  l’influenza

Per combattere l’influenza la vitamina C è fondamentale. Questa stimola le difese immunitarie e, quindi, rende più veloce la guarigione, sia per il fatto che è indispensabile in termini di prevenzione. Stando ad una recente ricerca, in inverno si finisce con il ridurre i livelli di vitamina C che vengono introdotti nel nostro organismo. 105 milligrammi è il fabbisogno di vitamina C di cui ha bisogno l’organismo Bisogna stare attenti, perché si potrebbe incorrere in un vero e proprio deficit di vitamina C. Questo pericolo dovrebbe essere evitato, perché questa vitamina svolge numerose funzioni da non sottovalutare: ci protegge dall’anemia sideropenica, migliora l’umore, stimola il sistema immunitario e svolge un’azione anti invecchiamento.

Alimentazione da seguire

Per non creare nel nostro organismo un deficit di vitamina C è importante avere un’alimentazione varia. d Un regime alimentare corretto ed equilibrato deve basarsi sul consumo di frutta e verdura di stagione, sia a pranzo che a cena. Il consiglio più importante è quello di variare questi vegetali, sia nel tipo che nel colore. In particolare ricordiamoci che abbondano di vitamina C gli agrumi, i kiwi, i pomodori, i peperoni, i cavolfiori, il cavolo e gli spinaci.Mangiare frutta e verdura fa bene, però non dovremmo sbucciarla molto tempo prima di essere consumata. La vitamina C, infatti, è sensibile anche alla luce e all’ossigeno. Ecco perché è importante mangiare la verdura appena pulita e la frutta subito dopo averne tolto la buccia.

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Ritenzione idrica: le cause e tutti i rimedi naturali per combatterla https://www.mammeup.it/ritenzione-idrica-rimedi-naturali-combatterla/ https://www.mammeup.it/ritenzione-idrica-rimedi-naturali-combatterla/#respond Wed, 10 Jan 2018 11:41:07 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34344 Molte donne soffrono di ritenzione idrica. Un inestetismo molto comune che coinvolge generalmente l’addome, i glutei e le cosce, ma non solo. Con il termine “ritenzione idrica”, indica un accumulo di liquidi negli spazi presenti tra cellula e cellula: sono questi accumuli a causare edemi, ovvero dei gonfiori anomali in determinate parti del corpo predisposte. Ci sono numerose cause […]

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Molte donne soffrono di ritenzione idrica. Un inestetismo molto comune che coinvolge generalmente l’addome, i glutei e le cosce, ma non solo.

Con il termine “ritenzione idrica”, indica un accumulo di liquidi negli spazi presenti tra cellula e cellula: sono questi accumuli a causare edemi, ovvero dei gonfiori anomali in determinate parti del corpo predisposte. Ci sono numerose cause dietro alla tendenza dell’organismo di trattenere liquidi. Generalmente la ritenzione idrica è determinata da uno stile di vita sbagliato e da un tipo di alimentazione scorretta, ma ci possono essere anche alcune patologie sottostanti come, ad esempio, la disfunzione cardiaca o renale, infiammazioni o qualche forma allergica.

I sintomi

La ritenzione idrica ha un sintomo evidente che è il gonfiore anomalo generalmente, localizzato in alcune parti del corpo, come cosce, addome, caviglie e glutei. A sua volta, la ritenzione idrica è un sintomo della sindrome premestruale ed è, dunque, associata anche a una sensazione di pesantezza, in alcuni casi, abbastanza importante.

Le cause

Ci sono varie cause che creano ritenzione idrica. Le più gravi sono legate  a disfunzioni cardiovascolari o renali – come insufficienza renale o insufficienza cardiaca – reazioni allergiche, patologie del fegato o della vescica. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, questa condizione è provocata da alcuni squilibri dovuti a cattive abitudini alimentari e ad uno scorretto stile di vita: sedentarietà, abuso di alcol o caffè, fumo e una dieta ricca di sale possono essere alcuni dei fattori causa della ritenzione idrica. Anche una cattiva circolazione sanguigna, cambiamenti ormonali, l’intolleranza al lattosio l’ereditarietà, il sovrappeso e l’assunzione di alcuni farmaci possono dare ritenzione di liquidi.

La cura

Ci sono più di una cura, tutto dipende da fattori scatenanti e la gravità della condizione. Potrebbe essere necessario assumere dei farmaci  o anche degli  integratori alimentari di vitamine e sali minerali, o soltanto cambiare il proprio stile di vita per eliminare o ridurre la ritenzione idrica.

I rimedi naturali

La ritenzione idrica , inoltre, pur essere sconfitta con diversi rimedi naturali: per rendere più veloce il metabolismo, il mirtillo, il quale svolge un’azione antinfiammatoria; la cumarina, in grado di riattivare il sistema linfatico; la pilosella, per stimolare la diuresi e le tisane a base di pungitopo, di ippocastano e di carciofo per stimolare il funzionamento corretto del fegato. Possono, inoltre, essere utili l’uva ursina, il tarassaco, il fucus, la centella asiatica, la vite rossa, l’edera e il rusco.

L’alimentazione

Per la prevenzione delle ritenzione idrica, è fondamentale bere molta acqua. Anche se  apparentemente può essere visto come un controsenso, bisogna tenere presente che la ritenzione idrica si configura come un meccanismo che il nostro organismo mette in atto come processo di difesa, quando riscontra una scarsità di liquidi o un eccesso di sostanze che potrebbero rivelarsi dannose. Per questo, sarebbe fondamentale bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno o anche due litri. Si deve trattare di acqua o di tisane ed è meglio evitare, invece, le bibite zuccherate e i succhi industriali a causa degli zuccheri o delle sostanze chimiche che contengono. Contro la ritenzione idrica, occorre apportare all’organismo la giusta quantità di fibre, contenute nella frutta e nella verdura: fra i vegetali, è importante privilegiare quelli ricchi di vitamina C – abbondanti di vitamina C sono alcune verdure in particolare, come la lattuga, i peperoni, i broccoli, il cavolo e il cavolfiore – in modo che quest’ultima possa svolgere la sua rilevante funzione di protezione dei capillari e dei vasi sanguigni. Oltre a un’alimentazione sana – dunque, ricca di frutta, verdura, noci, cereali integrali e semi – sono da evitare l’alcol, la caffeina, i prodotti alimentari trasformati e il sale, di cui è necessario ridurre o evitare il consumo.

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Alloro: scoprite tutte le sue proprietà e i benefici https://www.mammeup.it/alloro-scoprite-tutte-le-sue-proprieta-e-i-benefici/ https://www.mammeup.it/alloro-scoprite-tutte-le-sue-proprieta-e-i-benefici/#respond Wed, 10 Jan 2018 11:00:11 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34341 L’alloro (Laurus nobilis L., 1753) è una pianta aromatica e pianta officinale appartenente alla famiglia Lauraceae e al genere laurus. Si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma di arbusto di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m, con rami sottili e glabri che formano una densa corona piramidale. Il legno della pianta è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie. Il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra. Le foglie, […]

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L’alloro (Laurus nobilis L.1753) è una pianta aromatica e pianta officinale appartenente alla famiglia Lauraceae e al genere laurus. Si presenta, poiché spesso sottoposto a potatura, in forma di arbusto di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10 m, con rami sottili e glabri che formano una densa corona piramidale. Il legno della pianta è aromatico ed emana il tipico profumo delle foglie. Il fusto è eretto, la corteccia verde nerastra. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella pagina superiore e opache in quella inferiore, sono inoltre molto profumate.

L’alloro è una pianta dioica, cioè porta fiori, unisessuali, in due piante diverse, una con i fiori maschili e una con i fiori femminili (che portano poi i frutti).  Questa pianta,molto utilizzata in cucina, non serve solo ad aromatizzare i nostri piatti: è un pianta dalle numerose proprietà per la salute.

Ecco quali sono:

  •  Allevia gli stati d’ansia

Le sostanze contenute nel fumo che si crea bruciando le foglie di alloro, hanno un effetto calmante, sul corpo e sulla menteNonostante ciò bisogna essere cauti perchè: inalare il fumo di alloro regolarmente, potrebbe addirittura provocare allucinazioni. Se invece viene fatto con moderazione, aiuta ad alleviare la sensazione di stanchezza e ad approfondire l’auto-conoscenza.

  • Riduce l’infiammazione

Le foglie di alloro contengono eugenolo, una sostanza che agisce come rimedio anti-infiammatorio. Utilizzando le foglie, si può ridurre l’infiammazione in tutto il corpo, soprattutto a livello articolare.

  • Rafforza il sistema immunitario

Per il nostro corpo le  vitamine e sali minerali sono fondamentali per funzionare bene. L’eugenolo presente nell’alloro agisce anche come antiossidante. Ecco perché dovrete condire le vostre ricette con delle foglie di alloro, sia polverizzate che intere, soprattutto quando siete raffreddati.

  • Tiene sotto controllo il diabete

Una recente ricerca, condotta negli Stati Uniti, ha scoperto che il consumo di 1-3 grammi di foglie di alloro al giorno potrebbe alleviare alcuni sintomi del diabete di tipo II.

  • Facilita il buon funzionamento delle vie aeree

Con le foglie dell’alloro si può preparare un buon rimedio espettorante, utile per liberare le vie aeree. Per ottenere questo effetto, occorre inalare i vapori dell’olio essenziale di alloro.

  • Favorisce la digestione e il buon funzionamento dell’intestino

Le foglie e le bacche di alloro contengono in diversa percentuale un olio essenziale, (le prime contengono dall’1 al 3% di olio essenziale, mentre le seconde fino al 10%), costituito da geraniolocineoloeugenoloterpineolofellandreneeucaliptolopinene, dalle proprietà aperitive, cioè stimolanti dell’appetito, digestive carminative. Per questa ragione l’alloro viene comunemente impiegato per alleviare le coliche, i disturbi dello stomaco; favorire la digestione; e per aiutare ad espellere i gas dall’apparato gastro-intestinale, in presenza di meteorismo o aerogfagia. 

  • Cura l’influenza

Le foglie che le bacche di alloro esercitano azione diaforetica, utile per stimolare la sudorazione, in caso di febbre e stati influenzali; ed espettorante, indicata per eliminare il catarro bronchiale e in caso di tosse.

Infuso di alloro, come prepararlo

Occorrente:

  • un cucchiaino di foglie di alloro (5 g)
  • una tazza di olio di mandorle dolci (200 g)
  • un barattolo di vetro da 200 ml

Preparazione:

  • Per prima cosa, lavate accuratamente il barattolo. Sistemate quindi le foglie, assicurandovi che siano perfettamente pulite.
  • Ricopritele con l’olio di mandorle dolci.
  • Chiudete ermeticamente il barattolo e lasciate macerare per 40 giorni.

Alloro e Cannella per dimagrire

Una tisana che può essere un ottimo alleato affinché il vostro organismo combatta il grasso più resistente che, a volte, è difficile da eliminare.

Questa tisana naturale contiene due ingredienti fantastici per il nostro benessere. Si tratta di una bevanda aromatica, digestiva e, inoltre, riparatrice. Fa bene e vale la pena scoprirla. Di seguito vi spieghiamo tutto ciò che può fare per voi.

Unire la cannella con l’alloro è un ottimo modo per regolare il metabolismo.   L’alloro non solo ci permette di eliminare le tossine, grazie alla sua azione, riduciamo l’acido urico del nostro organismo, così come gli elevati livelli di zuccheri nel sangue.

L’alloro e la cannella migliorano la circolazione, si prendono cura del nostro fegato e, a loro volta, accelerano il metabolismo in modo da poter bruciare i grassi più facilmente.

Come prepararlo

Ingredienti

  • 1 litro d’acqua
  • 2 stecche di cannella
  • 5 foglie di alloro

L’alloro dev’essere essiccato e la cannella a stecche, non in polvere. In questo modo, i benefici saranno maggiori.Il procedimento è molto semplice. Dovete solo mettere un litro d’acqua in una pentola e scaldarla. Una volta che arriverà ad ebollizione, aggiungete la cannella e l’alloro.Lasciate in infusione per 20 minuti. Trascorso il tempo necessario, lasciate risposare, almeno, per altri 30 minuti. Dopodiché, colate il liquido. Potete versarlo in una bottiglia di vetro per conservarlo in maniera ottimale.  Dovrete bere la tisana durante la giornata. La prima tazza andrà assunta a digiuno e le successive dopo i pasti principali. Potete assumere questo rimedio due o tre volte alla settimana, per vedere che effetto ha su di voi.

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Le 10 diete più efficaci per dimagrire: ecco come rimettersi in forma dopo le feste https://www.mammeup.it/le-10-diete-piu-efficaci-per-dimagrire-ecco-come-rimettersi-in-forma-dopo-le-feste/ https://www.mammeup.it/le-10-diete-piu-efficaci-per-dimagrire-ecco-come-rimettersi-in-forma-dopo-le-feste/#respond Tue, 09 Jan 2018 16:56:34 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34329 Le feste natalizie si sono appena concluse dando il via alla corsa a rimettersi in forma e smaltire i chili di troppo presi in questo periodo. Pranzi luculliani, cene, aperitivi, brindisi hanno messo a dura prova la vostra linea e adesso siete pronti a mettervi a regime. Al contrario di tutti quelli che pensano che […]

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Le feste natalizie si sono appena concluse dando il via alla corsa a rimettersi in forma e smaltire i chili di troppo presi in questo periodo.

Pranzi luculliani, cene, aperitivi, brindisi hanno messo a dura prova la vostra linea e adesso siete pronti a mettervi a regime. Al contrario di tutti quelli che pensano che con una dieta più che ferrea possano dimagrire, il segreto per tornare in carreggiata e seguire una equilibrata che non vi faccia “morire di fame”, ma che riesca a bilanciare il giusto apporto di proteine, carboidrati, grassi e fibre.

E’ chiaro che affinché una dieta possa dare i risultati promessi ci sono alcune cose che sono tassativamente vietate come: le bevande alcoliche (di qualsiasi tipo, per i primi tempi anche il vino è bandito dalla vostra tavola), gli zuccheri, le bevande gasate, le fritture, i cibi troppo grassi, le fritture, i dolci ( come biscotti, merendine e tutto quello che è confezionato).

Per sgonfiarsi e perdere peso alcuni cibi in particolare saranno i vostri maggiori alleati: le verdure, il pesce, la frutta (sia fresca che secca), i legumi e i carboidrati purché siano fatti con farine integrali. Inoltre, ci sono dei piccoli trucchi, come bere almeno 1/5 lt. e mezzo d’acqua al giorno e fare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica, che possono aiutarvi nel tornare in forma.

Se non sapete da dove iniziare e stare cercando una dieta che fa al caso vostro sappiate che non sono tutte uguali, ma che bisogna trovare lo schema alimentare che meglio si adatta al vostro metabolismo. Non basta soltanto fare sacrifici per avere un dimagrimento immediato, ma è necessario capire quale fa al caso vostro. Di diete ce n’è sono tantissime: quelle metaboliche, quelle sgonfia pancia, quelle depurative, quelle fast e così via.

Ecco quali sono le dieci migliori diete del momento:

  1. Dieta del supermetabolismo: questa ha lo scopo di riattivare il metabolismo sopito. Basta rispettare alcune semplici regole per perdere almeno dieci chili in pochi mesi.
  2. Dukan: la dieta settimanale iperproteica ideata da Pierre Dukan che si basa sull’assunzione di alcuni alimenti rispetto ad altri che sono vietati. Questo tipo di dieta prevede la perdita di circa 800 kg a settimana.
  3. La dieta Total 10: ideata dal dotto Oz medico americano che ha pensato una dieta con pochi carboidrati per perdere velocemente peso.
  4. Dieta dell’intestino sano, pancia piatta in 4 settimane: pensata dalla nutrizionista americana Kathie Madonna Swift che spiega come si possano regolare molte funzioni dell’organismo e anche dimagrire.
  5. La dieta Sirt: adottata anche dalla cantante Adele ha fatto perdere ben 30 chili in un anno. È un regime alimentare messo a punto dai medici nutrizionisti Aiden Goggins e Glen Matten che prevede l’introduzione di determinati alimenti in grado di attivare gli stessi geni della magrezza
  6. Dieta dell’indice glicemico: non prevede l’eliminazione dei carboidrati né dei grassi, l’importante è sapere quali scegliere.
  7. La dieta del limone. Questo frutto ha un effetto drenante immediato e regola il metabolismo. In più attenua il senso di fame e elimina la cellulite. Grazie a questa dieta è possibile perdere sino a 5 kg in un mese.
  8. Low Fodmap: la dieta che sgonfia la pancia: prevede l’eliminazione di tutti quei cibi che fermentano nello stomaco che sono i carboidrati a catena corta.
  9. La dieta «intelligente» del dottor Calabrese: una dieta mediterranea con un regime alimentare da seguire per quattro settimane. In più consente di perdere peso senza riacquistarlo.
  10. Dieta del digiuno:5 giorni ogni 3-6 mesi con una riduzione calorica complessiva compresa tra il 34% e il 54% rispetto al normale. Ne beneficiano il girovita e la longevità.

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Come sgonfiare la pancia con 10 buone abitudini https://www.mammeup.it/sgonfiare-la-pancia-10-buone-abitudini/ https://www.mammeup.it/sgonfiare-la-pancia-10-buone-abitudini/#respond Fri, 05 Jan 2018 15:20:57 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34188 Finite le festività natalizie, per molti è arrivato il momento di correre ai ripari. Tra una fetta di panettone, un arrosto farcito e tanti bicchieri di vino, pranzi, cene e abbuffate hanno sicuramente soddisfatto il nostro palato e la nostra voglia di socialità ma, se non si è stati previdenti e ci si è lasciati […]

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Finite le festività natalizie, per molti è arrivato il momento di correre ai ripari. Tra una fetta di panettone, un arrosto farcito e tanti bicchieri di vino, pranzi, cene e abbuffate hanno sicuramente soddisfatto il nostro palato e la nostra voglia di socialità ma, se non si è stati previdenti e ci si è lasciati andare, ci si ritrova con qualche “conseguenza spiacevole”.

Oggi vedremo dunque insieme come sgonfiare la pancia. La pancia gonfia, in realtà, è un fastidio che affligge anche al di là dei periodi di stravizi alimentari. C’è chi, di fatto, si trova spesso a disagio per via del gonfiore e questo può dipendere da abitudini alimentari e non che sono sbagliate, che causano un disequilibrio della flora batterica intestinale, con conseguente gonfiore, pesantezza e cattiva digestione. Oltre ai cibi sgonfia pancia, dunque, giocano un ruolo fondamentale anche alcuni accorgimenti nel modo in cui si vivono le giornate.

Ecco dunque come sgonfiare la pancia

  1. Dedica ai tuoi pasti il tempo necessario
    È vero, non sempre si ha il tempo per sedersi a tavola con calma, ma quando si va di fretta si corre il rischio di mangiare cibi poco salutari e seguire, dunque, una dieta sbilanciata e priva di alcuni nutrienti essenziali. I cibi pratici, già pronti, spesso sono anche molto calorici e, di sicuro, non sono lo stesso di un’insalata preparata in casa o della verdura fresca. In più hanno in molti casi troppo sale. Meglio, quindi, rallentare i ritmi, cucinare in casa e aumentare la qualità di ciò che si porta in tavola.
  2. Mastica bene e mangia lentamente
    Gonfiore e pesantezza sono spesso legati al fatto che si mangia troppo di fretta: in questo caso, infatti, si rischia di deglutire troppa aria, andando incontro a difficoltà digestive e pancia dura. Masticare quanto serve, fa sì che il boccone possa essere aggredito con più facilità dai succhi gastrici, che possono demolire meglio gli alimenti digeriti. Mangiando piano, inoltre, si assimilano meglio i nutrienti e si dà al cervello il tempo di ricevere il segnale di sazietà dallo stomaco. In linea di massima, andrebbero dedicati a ogni pasto almeno 20 minuti, ben seduti a tavola, ricordando di appoggiare la forchetta sul piatto tra un boccone e l’altro, senza riprenderla in mano fino a quando non si è masticato tutto per bene.
  3. Fai 5 pasti al giorno
    Per colpa della fretta, spesso si finisce per saltare i pasti. Questa è un’abitudine sbagliata, perché sottopone l’organismo a stress e lo priva dell’energia, ma non solo: si rischia di arrivare affamati al pasto seguente, ingurgitando i cibi troppo velocemente e in quantità eccessive. Per questo motivo è importante ripartire l’alimentazione quotidiana in pasti e spuntini, a cominciare dalla colazione.
  4. Puoi farti aiutare dai probiotici
    Un’alterazione della flora intestinale si traduce in gonfiore, pesantezza e digestione lenta. Le naturali difese della flora intestinale sono i probiotici, cioè microrganismi che, grazie alla loro capacità di resistere all’acido gastrico e alla bile e di aderire alle cellule di produrre sostanze battericide e di colonizzare l’intestino, ne possono modulare l’equilibrio e potenziare le difese immunitarie. Una cattiva alimentazione, uno stile di vita poco sano e lo stress possono fare diminuire i probiotici, esponendo l’organismo a un maggiore rischio di aggressioni esterne. Può essere dunque utile consumare uno yogurt al giorno, preservando così l’equilibrio della flora intestinale.
  5. Puoi farti aiutare dalle fibre
    Dietro gonfiore e malessere può esserci anche un intestino pigro. Le fibre favoriscono la digestione e il transito intestinale e ti danno una mano a ritrovare la regolarità. Per questo motivo, puoi consumare cereali, verdure come carciofi, cavoli e carote, la frutta e i legumi come ceci, lenticchie, piselli e fagioli.
  6. Mangia più legumi
    I legumi contrastano la pigrizia intestinale poiché favoriscono l’eliminazione delle scorie attraverso le feci. Se fai fatica a digerirli è perché sono composti da carboidrati che tendono a fermentare nell’intestino e che quindi, in alcune persone, possono favorire la produzione di gas: in questi casi è consigliabile introdurli gradualmente nella propria dieta e consumarli in quantità moderate.
  7. Bevi più acqua
    Spesso siamo talmente presi dagli impegni, da non avere il tempo per bere. L’acqua, però, permette alle fibre solubili di svolgere la loro funzione: assorbendola, infatti, si gonfiano, premono sulle pareti intestinali e favoriscono la velocità di transito. Se non si beve abbastanza, si rallentano le funzioni intestinali e l’assimilazione dei nutrienti. L’acqua, inoltre, ha un effetto drenante e depurativo.
  8. Evita chewing gum e bibite gassate
    Le gomme da masticare causano una maggiore deglutizione d’aria, mentre le bibite frizzanti, inclusa l’acqua, sono addizionate di anidride carbonica. Il risultato, in entrambi casi, è identico: pancia gonfia e sensazione di fastidio.
  9. Consuma più tisane
    Esistono davvero molti tipi di tisane, quindi non è difficile trovarne una che faccia al caso nostro. Bevendole, non solo ci si mantiene idratati, ma in più si possono scegliere formule dall’effetto digestivo e depurativo, che aiutano a sgonfiare la pancia.
  10. Muoviti di più!
    Una vita troppo sedentaria non fa bene alla salute e nemmeno alla linea, pancia inclusa. Fare sport contribuisce al benessere generale, rende tonici, scioglie i muscoli e le articolazioni e aiuta a digerire meglio. Quando si è pigri, anche l’intestino si impigrisce e possono fare capolino stitichezza e gonfiore.

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Cosa sono le ragadi alle mani: tutte le cause, i rimedi e le cure https://www.mammeup.it/ragadi-mani-cause-rimedi-cura/ https://www.mammeup.it/ragadi-mani-cause-rimedi-cura/#respond Thu, 04 Jan 2018 09:24:20 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34206 Le ragadi sono dei piccoli tagli  lineari molto fastidiosi, a volte sanguinanti, sulla cute generalmente delle mani. Solitamente queste lesioni possono manifestarsi sulle nocche, negli spazi interdigitali (cioè tra le dita), sui polpastrelli e nelle zone intorno alle unghie. Le ragadi delle mani si formano quando la pelle è disidratata, secca, sottile e meno elastica, soprattutto nei […]

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Le ragadi sono dei piccoli tagli  lineari molto fastidiosi, a volte sanguinanti, sulla cute generalmente delle mani. Solitamente queste lesioni possono manifestarsi sulle nocche, negli spazi interdigitali (cioè tra le dita), sui polpastrelli e nelle zone intorno alle unghie.
Le ragadi delle mani si formano quando la pelle è disidratata, secca, sottile e meno elastica,
soprattutto nei mesi freddi, causando fastidio e dolore ai soggetti che ne soffrono, ma possono essere causate anche da dermatiti da contatto.

Ragadi alle mani, cause

La causa più comune delle ragadi è la pelle secca: un disturbo molto diffuso a tutte le età che nonostante non sia grave rappresenta un grosso fastidio.

Le cause più comuni delle ragadi vanno ricercate in fattori ambientali che, almeno in parte, possono essere controllati, tra cui: temperatura, umidità, frequente immersione in acqua,utilizzo di saponi e altre sostanze irritanti.

Il freddo e l’inverno, momento nel quale  la pelle è più disidratata e meno irrorata, può far sorgere le ragadi. Così come  il caldo estremo, all’opposto, tende a disidratare la pelle. L’umidità, che tende a seccare la pelle, i bagni e le docce prolungati in acqua calda, che seccano la pelle rimuovendo lo strato lipidico protettivo (il sebo) che ha la funzione di trattenere le molecole d’acqua sulla pelle.Lavare le mani frequentemente  può provocare le ragadi. Anche l’etàin quanto la pelle diventa più sottile e disidratata; inoltre, venendo a diminuire il grasso sottocutaneo, la pelle diventa più suscettibile agli insulti meccanici. Un’ altra causa sono le malattie dermatologiche, quali dermatite atopica, dermatite da contatto, psoriasi, disidrosi, tutte condizioni in cui la pelle “soffre”, divenendo più esposta alle lacerazioni. Gli eczemi cronici propri della dermatite da contatto si possono complicare con ragadi e sovrainfezioni. E ancora artrosi delle mani, a causa della ridotta vascolarizzazione; il diabete mellito, a causa della conseguente angiopatia diabetica,

Ragadi alle mani, rimedi

Nei casi più lievi basterà applicare con costanza una crema idratante. Qualora questa non apportasse risultati, il medico potrà prescrivere una pomata idratante a base di urea, vitamina E o acido lattico, oppure una crema specifica per pelli con tendenza atopica. Se invece si tratta di dermatite atopica o  psoriasi, è necessario trattare la patologia di base con una cura specifica (che in genere consiste nell’applicazione di pomate cortisoniche). Se la pelle si spacca, il medico può prescrivere medicazioni umide per aiutare a prevenire le infezioni e rimedi specifici (smalti medicati, cerotto spray, creme medicate, …).Talvolta la pelle secca porta a dermatiti, che causano arrossamento e prurito della pelle. In questi casi, il trattamento può includere preparazioni semisolide contenenti leggeri cortisonici.

Ragadi alle mani, rimedi naturali

Esistono alcuni rimedi naturali o cosiddetti della nonna per curare le ragadi. Il più conosciuto è quello dell’olio di oliva: ci si spalma sulle mani l’olio e poi si indossano dei guanti per qualche ora. Qualcuno a volte applica anche la buccia della banana, per qualche minuto questa volta.Un altro rimedio è il bicarbonato: mescolatelo con acqua tiepida fino ad ottenere una crema da spalmare sulle ragadi. Se preferite un rimedio più variegato, potete mescolare 10 gocce di essenza di lavanda, 20 gocce di olio essenziale di avocado e 50 cc di olio di calendula. Anche in questo caso dovete lasciar agire per ore, coperte dai guanti.

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La dieta dopo le feste: ecco tutti gli accorgimenti per tornare in forma https://www.mammeup.it/la-dieta-dopo-le-feste-ecco-tutti-gli-accorgimenti-per-tornare-in-forma/ https://www.mammeup.it/la-dieta-dopo-le-feste-ecco-tutti-gli-accorgimenti-per-tornare-in-forma/#respond Wed, 03 Jan 2018 14:41:46 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34200 Il periodo delle feste natalizie oltre ad essere un momento di riposo, svago e di ritrovo con i propri familiari e amici e anche il momento delle grandi “abbuffate”. Pranzi e cene luculliane sono all’ordine del giorno e tra un brindisi, e un altro, dolci e panettoni, i chili sulla bilancia aumentano…. Finito il Natale […]

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Il periodo delle feste natalizie oltre ad essere un momento di riposo, svago e di ritrovo con i propri familiari e amici e anche il momento delle grandi “abbuffate”. Pranzi e cene luculliane sono all’ordine del giorno e tra un brindisi, e un altro, dolci e panettoni, i chili sulla bilancia aumentano…. Finito il Natale e anche il Capodanno inizia la ricerca della dieta perfetta e “miracolosa” in grado di farci tornare in forma.

Al via centrifuganti, tisane drenanti, frutta, verdura, yogurt e tutti i cibi light perfetti per tornare disintossicarsi. Ma si sa, aldilà delle diete detox, il vero segreto è quello di avere 365 giorni un’alimentazione varia ed equilibrata, che ogni tanto ammette qualche eccesso come quelli delle feste Natalizie.

Per perdere i chili di troppo che molti di voi  tra Natale e l’Epifania, o comunque rimettersi in riga, non è necessario ricorrere a diete drastiche, ma agire su più fronti con tanti piccoli accorgimenti.

La cosa da fare  è iniziare o riprendere una regolare attività fisica. Se è aumentato l’introito calorico, bisogna aumentare il dispendio energetico. Il modo migliore per farlo è attraverso l’attività fisica, dalla semplice passeggiata, adatta a tutti, ai vari sport.

Frutta e verdura a volontà. Dopo aver fatto incetta di cotechino, panettone, torrone e via dicendo la frutta e la verdura dovranno essere i vostri prediletti. I vegetali, oltre a essere poco calorici, sono ricchi di vitamine e sali minerali, elementi fondamentali per un buon funzionamento del nostro organismo, a maggior ragione in inverno.

Per “depurarsi” dall’eccesso di carne e grassi animali, i più dannosi per la salute, il consiglio è quello di dare più spazio al pesce. Questo è più digeribile e contiene acidi grassi omega 3 e omega 6, dotati di numerose proprietà benefiche.

Legumi per tutti i gusti rappresentano una valida alternativa alla carne, soprattutto a quella rossa, che andrebbe consumata non più di una volta a settimana, è rappresentata dai legumi. Fagioli, fave, lenticchie, ceci, da mangiare da soli o abbinare ai cereali, meglio se integrali costituiscono un pasto perfetto.

Non esagerare con i condimenti. Panna, burro, mascarpone, maionese e altre salse dovranno finire nel dimenticatoio, almeno per un bel po’ di tempo.  Per condire preferire i grassi di origine vegetale, soprattutto olio extravergine di oliva a crudo.  

Variare  la dieta. L’organismo ha bisogno di tanti nutrienti diversi per stare bene e non esiste un singolo cibo in grado di fornirli tutti. Per questo motivo, è necessario consumare alimenti appartenenti a tutti i diversi gruppi, alternandoli nei vari pasti della giornata.

Stop alcool e bere tanta acqua. Inutile dire che durante le feste con i mille brindisi ognuno di noi  ha bevuto qualche bicchiere in più. Per “depurarsi” occorre eliminare tutti gli alcolici e bere  mediamente 1,5-2 litri al giorno, per mantenere il giusto equilibrio idrico del corpo. Evitare i succhi di frutta o altre bevande contenenti sostanze caloriche o attive come la caffeina.

Ridurre il sale. In genere i piatti natalizi, oltre ad essere calorici, sono in genere anche molto saporiti. Ragione per cui bisogna ridurre il consumo di sale. Elevati apporti di sodio aumentano il rischio di malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Il consiglio è quello di ridurre progressivamente l’uso di sale a tavola e in cucina, limitare l’ uso di condimenti contenenti sodio come dadi, ketchup, salsa di soia, senape.

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Fumare in gravidanza: i rischi per il piccolo https://www.mammeup.it/fumare-gravidanza-rischi-piccolo/ https://www.mammeup.it/fumare-gravidanza-rischi-piccolo/#respond Fri, 22 Dec 2017 15:50:16 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34127 Che il vizio del fumo abbia conseguenze negative per la salute è ormai ben noto, ma per molti rinunciare alle sigarette è praticamente impossibile. L’argomento, già abbastanza delicato poiché legato al benessere dell’individuo, lo è ancora di più quando si parla del fumo in gravidanza. In questo caso, infatti, i rischi riguardano anche una piccola […]

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Che il vizio del fumo abbia conseguenze negative per la salute è ormai ben noto, ma per molti rinunciare alle sigarette è praticamente impossibile. L’argomento, già abbastanza delicato poiché legato al benessere dell’individuo, lo è ancora di più quando si parla del fumo in gravidanza. In questo caso, infatti, i rischi riguardano anche una piccola vita che si sta formando. Come abbiamo anticipato, smettere di fumare può non essere un’impresa facile, ma fumare in gravidanza comporta davvero molti pericoli per il feto.

L’uso del tabacco è anzitutto un fattore significativo negli aborti spontanei e tra le donne che fumano in gravidanza e contribuisce a una serie di altre minacce per la salute del feto, come parti prematuri e basso peso alla nascita. Aumenta, inoltre, da 1,4 a 3 volte la possibilità di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). L’esposizione al fumo di sigaretta nel grembo materno, inoltre, può ridurre la capacità del cervello del feto di riconoscere condizioni di ipossia, aumentando così il rischio di asfissia accidentale (questo è stato evidenziato in via sperimentale).

Fumare in gravidanza cosa comporta?

Dalla prima introduzione, appare già evidente che si tratta di un argomento molto serio. Per questo motivo, oggi vedremo meglio fumare in gravidanza cosa comporta. Da uno studio compiuto su 1.050 bambini, effettuato presso l’Università di Nottingham, è risultato che i bambini le cui mamme fumano durante la gravidanza corrono un rischio del 30% maggiore di ammalarsi di asma e di allergie in gioventù. In generale, poi, se i genitori fumano, contribuiscono ad aumentare il rischio per i loro figli di ammalarsi di cancro: particolarmente frequenti sono i tumori del naso e i figli delle mamme che hanno fumato in gravidanza sono esposti anche a un rischio elevato di cancro alla vescica e ai reni.

Un bambino su sette di mamma fumatrice nasce prematuro: il fumo aumenta del 6,7% il rischio di parto anticipato e il 15% delle nascite premature è riconducibile al consumo di sigarette in gravidanza. Qualora una donna incinta fumi più di 20 sigarette al giorno, il rischio di un distacco della placenta, con conseguente morte del feto, è doppio rispetto a quello che corrono le madri non fumatrici. Secondo le stime dell’Istituto tedesco per la ricerca sul cancro di Heidelberg circa il 25% delle morti fetali e il 20% delle morti bianche potrebbero essere evitate se le donne fumatrici riuscissero a sottrarsi alla dipendenza del fumo entro la sedicesima settimana di gestazione.

Se vi state dunque chiedendo quante sigarette si possono fumare in gravidanza, la risposta più logica sembrerebbe nessuna: per le future mamme che eliminano le sigarette durante le prime 13 settimane il rischio di morte fetale o di morte bianca è all’incirca uguale a quello delle madri che non hanno mai fumato. Ciò non significa comunque che il fumo nel primo trimestre di gravidanza non sia pericoloso, poiché soprattutto in queste settimane la nicotina e i molti additivi danneggiano lo sviluppo degli organi.

Il feto è, naturalmente, molto più sensibile dell’adulto agli effetti nocivi del fumo, perché gli organi si stanno ancora sviluppando. Questo implica che anche la disintossicazione dalle sostanze nocive è più difficoltosa, perché nel feto i sistemi enzimatici necessari non sono ancora del tutto sviluppati. Un feto esposto a fumo passivo può avere malformazioni: il rischio di labbro leporino raddoppia se una donna incinta fuma da una a dieci sigarette al giorno.

Fumare in gravidanza ha effetti negativi anche sullo sviluppo del feto, perché la nicotina riduce il flusso sanguigno nella placenta. Lo sviluppo in altezza nei figli delle fumatrici è limitato, la circonferenza del cranio ridotta e il peso alla nascita in media 200 grammi in meno del normale. Purtroppo, non è finita qui: il fumo di tabacco disturba lo sviluppo polmonare del feto e se la mamma fuma, la funzionalità dei polmoni diminuisce.

Molte sostanze nocive presenti nel fumo di tabacco oltrepassano la placenta e finiscono nella circolazione sanguigna del bambino. È il caso ad esempio del monossido di carbonio, che blocca il trasporto di ossigeno nel sangue e mette così a rischio l’apporto di ossigeno al feto. Poiché l’organismo di un feto ha un metabolismo più elevato rispetto a quello di un adulto, il rischio di assuefazione alle sostanze nocive nel fumo di tabacco è maggiore.

Ancora, si pensa che il fumo posso anche determinare problemi psichici: dal “Zappelphilippstudie” di Mannheim, uno studio longitudinale prospettico su 362 bambini, condotto dai medici dell’Istituto per la salute psichica di Mannheim, è emerso che i figli di madri fumatrici, sottoposti a visite periodiche dalla nascita fino all’inizio dell’adolescenza, ottenevano risultati scolastici peggiori e mostravano disturbi caratteriali con una frequenza due-tre volte superiore ai figli di madri non fumatrici.

Come smettere di fumare in gravidanza

Appare dunque di fondamentale importanza smettere di fumare in gravidanza. Liberarsi di questo vizio può essere difficile, ma bisogna pensare alla salute propria e del bimbo che si porta in grembo. Ecco, dunque, come smettere di fumare in gravidanza. Anzitutto, è fondamentale chiedere aiuto e fissare una data precisa per dire addio alle sigarette.

Non bisogna stressarsi oltremodo: può capitare una ricaduta, ma l’importante è rimettersi in carreggiata. Cambiare abitudini e ricompensarsi per ogni giorno senza fumo (ad esempio spendendo i soldi con i quali si sarebbero comprate le sigarette per fare acquisti per sé e per il bimbo) è un’ottima idea. È utile, inoltre, bere molto, ad esempio tisane, e fare più movimento: l’attività fisico ha un effetto rilassante e solleva il morale.

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Papilloma virus: sintomi e trasmissione https://www.mammeup.it/papilloma-virus-sintomi-trasmissione/ https://www.mammeup.it/papilloma-virus-sintomi-trasmissione/#respond Wed, 20 Dec 2017 16:51:28 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34105 L’HPV o Human Papilloma Virus è un virus che infetta pelle e mucose. Nello specifico, si concentra su zone come cervice, vulva, vagina, ma anche gola e bocca. Ne esistono circa 150 tipologie differenti, che il nostro sistema immunitario riesce generalmente a combattere, e di queste 30 sono sessualmente trasmissibili. Circa 12 tipologie di HPV […]

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L’HPV o Human Papilloma Virus è un virus che infetta pelle e mucose. Nello specifico, si concentra su zone come cervice, vulva, vagina, ma anche gola e bocca. Ne esistono circa 150 tipologie differenti, che il nostro sistema immunitario riesce generalmente a combattere, e di queste 30 sono sessualmente trasmissibili.

Circa 12 tipologie di HPV vengono definite a basso rischio (e i più comuni sono HPV6 e HPV11) e spesso causano i condilomi, cioè escrescenze molli di pelle che compaiono nelle zone genitali (maschili e femminili): questi compaiono perché il nostro sistema immunitario non riesce da solo a fronteggiare il virus, quindi ci avverte tramite le escrescenze, che di solito scompaiono da sole (se non scompaiono, è necessario un trattamento adeguato.

Circa 15 tipologie di Papilloma Virus sono ritenute ad alto rischio (come HPv16 e HPV18) e possono causare cancro cervicale o della cervice uterina, che colpisce il collo dell’utero: questo è un tumore molto diffuso, che è bene combattere a partire dalla prevenzione con controlli di routine come il Pap test.

Papilloma virus uomo: gli uomini non sono immuni. Il virus può infettare le zone genitali, tra cui la pelle che ricopre il pene o l’ano, oltre che la bocca e la gola. Anche nell’uomo può causare alcuni tumori come quello del pene, del ano e anche quello dell’orofaringe. Inoltre i condilomi genitali possono aumentare il rischio di insorgenza di tumori correlati all’HPV. Ad oggi, comunque, non esistono test per individuare l’HPV negli uomini.

Papilloma herpes, non sono la stessa cosa. Il virus HPV è diverso sia dall’herpes, sia dall’HIV: ad accomunare questi virus è il fatto che sono tutti trasmissibili attraverso contatti sessuali. Di fatto, però, provocano manifestazioni e complicazioni diverse.

Papilloma virus, sintomi

Per quanto riguarda l’argomento papilloma virus sintomi, bisogna dire che la maggior parte delle persone che contrae questo virus riesce a debellarlo nel giro di un determinato periodo senza nemmeno accorgersi di averlo: il sistema immunitario, infatti, lo sconfigge da sé e l’HPV rimane asintomatico. L’assenza di sintomi, tuttavia, non permette in alcuni casi di intervenire tempestivamente. In alcuni casi il papilloma virus si manifesta tramite i condilomi mentre nei casi peggiori tramite tumore cervicale: quest’ultimo può a sua volta essere asintomatico o manifestarsi con perdite acquose e di sangue, dolori pelvici e odori poco gradevoli.

Le verruche genitali rispecchiano un’infezione virale sostenuta dal papilloma virus HPV: si tratta di lesioni altamente contagiose, la cui trasmissione avviene tramite contatto sessuale. Può capitare che, anche in caso di rapporto sessuale con persone infette, alcuni individui non contraggano l’infezione, probabilmente per merito di un sistema immunitario altamente efficace.

Papilloma virus, trasmissione

Per quanto riguarda papilloma virus trasmissione, il contagio avviene per lo più tramite rapporti sessuali completi. Per questo motivo, le donne vergini, a cui può essere somministrato il vaccino con più efficacia, sono meno soggette.

Papilloma virus come si contrae? Il papilloma virus contagio avviene generalmente per rapporti sessuali di natura genitale-genitale, ano-genitale, oro-genitali, oro-anali, manuali-genitali e per contatto dei genitali esterni. Tra questi, i rapporti più a rischio sono quelli genitali-genitali e ano-genitali. Tra i vari metodi contraccettivi, il preservativo protegge solo in parte, perché è stato studiato che la trasmissione del virus può avvenire anche dall’asta del pene, dal perineo o dall’inguine. É stata teorizzata la possibilità che il contagio avvenga anche tramite lo scambio di biancheria intima infetta e nel momento del parto, ma ad oggi non ci sono dati a supporto. Abbiamo già fatto alcune introduzioni sull’argomento HPV uomo e ribadiamo che anche gli uomini possono contrarre il papilloma virus.

Papilloma virus in gravidanza

Un argomento molto delicato, che preoccupa molte future mamme è la presenza di papilloma virus in gravidanza. Anzitutto, bisogna dire che secondo i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, CDC), la trasmissione del virus HPV da madre a figlio, alla nascita è possibile ma rara. La presenza dell’HPV, in generale, non interferisce con la capacità di una donna di rimanere incinta. Nella maggior parte dei casi, poi, è poco probabile che le donne in gravidanza affette da condilomi, o affette precedentemente, presentino complicanze correlate all’HPV durante la gestazione o il parto.

Vaccino papilloma virus

Abbiamo visto l’importanza della prevenzione e del vaccino papilloma virus. Chi vuol sapere come curare il papilloma virus ha molte domande sull’argomento: cerchiamo di fare chiarezza.

Vaccino papilloma virus quando farlo?

Il vaccino non è adatto a tutte le donne: è stato rilevato che si dimostra efficace maggiormente sulle donne che non sono estate mai esposte ad alcun rischio, quindi che non abbiano mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale. Ad oggi esistono solo due tipologie di vaccino per il papilloma virus: il Gardasil e il Cervarix, entrambi contro il tumore del collo dell’utero.

Il Gardasil è più efficace per le due tipologie di HPV ritenute a “basso rischio”, ovvero l’HPV6 e 11, mentre il Cevarix protegge dai virus HPV16 e 18, che causano il 70% dei tumori al collo dell’utero. Il problema è che non è dimostrato che questi vaccini siano efficaci sulle infezioni da HPV già contratte. In Italia le vaccinazioni per HPV sono gestite regionalmente e in linea di massima il vaccino è offerto gratuitamente alle bambine attorno agli 11-12 anni di età ma alcune regioni hanno esteso le fasce d’età anche a ragazze più adulte o ai ragazzi.

Vaccino papilloma virus pro e contro

Come accade per ogni somministrazione di farmaco, il vaccino anti HPV può avere degli effetti collaterali come febbre o arrossamento, irritazione e dolore nella zona dell’iniezione. La comunità scientifica informa che non sono stati riscontrati effetti collaterali di diversa natura.

Come curare il papilloma virus?

Di frequente il papilloma virus si cura da solo. Spesso l’infezione è asintomatica perché è il nostro sistema immunitario ad eliminarla da solo. I condilomi, invece, possono essere trattati localmente con delle creme antivirali o con delle soluzioni topiche di acido salicilico o acido tricloroacetico, anche se in alcuni casi sono necessari piccoli trattamenti chirurgici come laser terapia, crioterapia e ​diatermocoagulazione.

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Zenzero e limone: proprietà, benefici e ricette per assumerli https://www.mammeup.it/zenzero-limone-proprieta-benefici-ricette-assumerli/ https://www.mammeup.it/zenzero-limone-proprieta-benefici-ricette-assumerli/#respond Wed, 20 Dec 2017 13:51:21 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34102 Lo Zenzero e limone e insieme sono un mix che apporta numerosi po benefici per il nostro organismo: aiutano a dimagrire, sono ottimi contro i malanni di stagione e non solo. Lo zènzero è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente. Il limone incede è un frutto dal sapore aspro che contiene tantissimi vitamine che […]

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Lo Zenzero e limone e insieme sono un mix che apporta numerosi po benefici per il nostro organismo: aiutano a dimagrire, sono ottimi contro i malanni di stagione e non solo. Lo zènzero è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del cardamomo) originaria dell’Estremo Oriente. Il limone incede è un frutto dal sapore aspro che contiene tantissimi vitamine che aiutano l’organismo.

Zenzero e limone, benefici

Assunti insieme ogni giorno sono un vero e proprio toccasana per la salute: sono depurativi, antinfiammatori, rinforzano il sistema immunitario e aiutano a dimagrire, inoltre favoriscono la digestione e sono ottimi antiossidanti anche grazie alla presenza della vitamina C.

 Zenzero, proprietà

Come abbiamo detto prima  lo zenzero ha proprietà antinfiammatorie, è perfetto in casa di influenza, raffreddore e mal di gola. Ma non solo perchè funziona anche come antidolorifico in caso di dolori mestruali, articolari e contro il mal di testa. Aiuta la digestione ed evita la formazione di gas intestinali. Lo zenzero è anche indicato per tenere sotto controllo il colesterolo cattivo e la glicemia.

Benefici del limone

Il Limone è un frutto che molta  vitamina C e che aiuta a rinforzare il sistema immunitario. Il limone vanta anche qualità depurative soprattutto è in grado di depurare il fegato favorendo l’eliminazione di tutte le scorie, purificando così l’organismo.

Sconfigge la ritenzione idrica aiutando il corpo a disintossicarsi, oltre ad eliminare il gonfiore addominale. Il limone contribuisce anche a migliorare la digestione ed ha ottime proprietà antibatteriche. Assunto ogni giorno, il limone aiuta anche ad eliminare i calcoli biliari e renali.

Zenzero e limone per dimagrire

Lo Zenzero e il limone insieme sono fantastici per perdere peso: aumentano il senso di sazietà e, bevuti sotto forma di bevanda calda, rendono più attivo il metabolismo aiutando a bruciare i grassi.

Specie il limone che  favorendo la diuresi, aiuta a disintossicare l’organismo. Lo zenzero, invece, favoriscela perdita di peso grazie alle sue componenti piccanti e riscaldanti, come il gingerolo, che lo rendono un alimento termogenico, un vero e proprio brucia grassi naturale. È però importante sottolineare che, per usufruire degli effetti dimagranti di zenzero e limone, è importante seguire un’alimentazione sana, fare regolare attività fisica e bere almeno due litri di acqua al giorno.

Come assumere zenzero e limone

Tisana depurativa e dimagrante

Al mattino  preparare una tisana a base di zenzero e limone che oltre ad essere un energetico per affrontare la giornata è anche dimagrante. Per prepararla fate bollire un pezzo di zenzero di 5 centimetri per alcuni minuti, poi fate intiepidire e aggiungete il succo di mezzo limone. Bevete la tisana 10 o 15 minuti prima di colazione. Questa bevanda ha anche un effetto alcalinizzante utile a mantenere in equilibrio il pH fisiologico.

Decotto per nausea e mal di stomaco

Chi invece non riesce a digerire, potrà preparare un ottimo decotto: un rimedio della nonna detto “canarino”, a causa del suo colore giallo. Questo decotto  amarognolo  è indicato in caso di mal di stomaco o nausea.

Bevanda digestiva

Con zenzero e limone potete anche preparare una vera e propria bevanda digestiva, magari dopo un pasto abbondante. Preparala è semplice sbucciate mezza radice di zenzero, aggiungete poi il succo di mezzo limone e un po’ di zenzero in succo, aggiungete poi del miele per equilibrare il sapore con il giusto mix di dolce e piccante. Questa bevanda va bevuta dopo i pasti: favorisce la digestione e previene la formazione di gas intestinali evitando flatulenza e gonfiore addominale.

Tè contro raffreddore e l’influenza

Zenzero e limone insieme sono un ottimo antibiotico naturale, utile a combattere i sintomi di raffreddore, mal di gola e influenza. In questo caso potete preparare un tè: fate bollire una radice di zenzero di 4 centimetri in mezzo litro di acqua per almeno 10 minuti. Una volta tiepido aggiungete il succo di mezzo limone così da favorire gli effetti benefici della vitamina C. Prendetene una tazza al mattino e una alla sera aggiungendo un cucchiaino di miele, meglio se di eucalipto perché aiuta non solo a dolcificare ma funge anche da espettorante.

Infuso freddo come bevanda dissetante

Fate bollire una radice di zenzero di 4 centimetri per circa 5 minuti, fatela raffreddare prima a temperatura ambiente e poi mettetela in frigo. Prima di bere l’infuso aggiungete il succo di un limone: potete poi dolcificare con succo di acero. Un’ottima bevanda da bere durante la giornata per rinfrescarsi. Inoltre, bevuto tra i pasti, questo infuso è un ottimo spuntino e riesce a regolare il metabolismo.

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Pancia gonfia e dura: tutti i rimedi e le cause https://www.mammeup.it/pancia-gonfia-dura-tutti-rimedi-le-cause/ https://www.mammeup.it/pancia-gonfia-dura-tutti-rimedi-le-cause/#respond Wed, 20 Dec 2017 09:44:00 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34099 Non è una cosa rara soffrire di pancia gonfia e dura. Un disturbo fastidioso che spesso fa sentire a disagio chi ne soffre. Capita spesso di averla gonfia e dolorante sia prima del ciclo, che dopo aver mangiato. Molteplici possono essere le causa, così come molteplici sono i rimedi. La pancia gonfia è provocato da […]

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Non è una cosa rara soffrire di pancia gonfia e dura. Un disturbo fastidioso che spesso fa sentire a disagio chi ne soffre. Capita spesso di averla gonfia e dolorante sia prima del ciclo, che dopo aver mangiato. Molteplici possono essere le causa, così come molteplici sono i rimedi. La pancia gonfia è provocato da un accumulo di gas nello stomaco e nell’intestino e si manifesta con fenomeni di meteorismo, crampi addominali e flatulenza.

Pancia gonfia, cause

Le cause che portano ad avere la pancia gonfia sono tantissime. Spesso capita che la pancia diventi dura e gonfia dopo aver mangiato, in particolare se si è consumato un pasto abbondante e velocemente. A volte, invece, può essere legata al ciclo, oppure all’arrivo della menopausa.

E’ molto raro, invece, che  le cause della pancia gonfia si legano a malattie più gravi, come l’appendicite, il tumore al colon, la fibrosi cistica, la gastroenterite, l’intestino irritabile e il morbo di Crohn.

Ma a causare il gonfiore e dolore addominale, sono anche determinate intolleranze alimentari, prima fra tutte la celiaca. E’ possibile che siano comunque determinati alimenti a procurarci questo accumulo di gas, anche in questo caso è fondamentale rivolgersi a uno specialista per una dieta equilibrata e specifica che aiuti a sgonfiare.

Pancia gonfia in gravidanza

Avere la pancia gonfia capita spesso pure alle donne in gravidanza. E’ una cosa normale sopratutto nei primi mesi di gestazione. Si tratta infatti di uno dei sintomi più comuni della gravidanza, che provoca di frequente un fastidioso meteorismo e gonfiori addominali dovuti alla necessità dell’apparato gastro-intestinale di adattarsi alle alterazioni ormonali in corso.

A causarla è anche il progesterone che rallenta le funzioni intestinali. Anche gli estrogeni, che causano la dilatazione dell’utero, gonfiano gli addominali.

Pancia gonfia, rimedi

Ci sono tanti rimedi efficaci contro la pancia gonfia e dura, il primo fra tutti è  l’attenzione a un’alimentazione sana e corretta. E’ importante innanzitutto accertarsi di non soffrire di intolleranze alimentari, specie a quella al lattosio e quella al glutine, fra le cause principali di gonfiore addominale e meteorismo.

Altrettanto importante è mangiare lentamente, masticando bene il cibo, per evitare di inghiottire troppa aria che andrà poi ad accumularsi nello stomaco e nell’intestino.

Assumere fermenti lattici, probiotici e fibre, può aiutare a regolarizzare l’attività intestinale.

Fondamentale bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno eD evitare tutte le bevande gasate, che andrebbero solo a peggiorare ulteriormente il problema della pancia gonfia.

L’attività fisica, poi, sarà assolutamente necessaria e va praticata in modo costante. Sono ottime le pratiche di rilassamento come yoga e pilates: lo stress psico-fisico può infatti aumentare il gonfiore.

Dieta per pancia gonfia

Gli alimenti da evitare se si soffre di pancia gonfia e dura sono: i cibi, industriali o meno, difficili da digerire, come fritture e piatti ricchi di grassi.

I legumi: fagioli, piselli, lenticchie, ceci, noti per provocare meteorismo e flatulenza. Alla stessa maniera andranno evitati cavoli, cipolle, melanzane e carote.

Quando potete scegliete prodotti senza lievito e limitate il consumo di latte e derivati, anche se non siete propriamente intolleranti al lattosio.

Causano la pancia gonfia anche i dolcificanti artificiali, contenuti nelle bibite come in buona parte dei prodotti industriali.

Cosa mangiare allora? Verdura, prima di tutto; frutta, ma lontano dai pasti perché non fermenti assieme ai cibi ingeriti, e altri alimenti che contengano fibra, come quelli integrali.

Favoriscono l’espulsione di gas: il finocchio (da consumarsi anche sotto forma di tisana), la menta e frutti come mela e mirtillo. Da non dimenticare, infine, lo zenzero, digestivo e antiossidante.

Pancia gonfia rimedi naturali

Il rimedio naturale più conosciuto per ridurre la pancia dura e gonfia è il carbone vegetale. Questa sostanza 100% naturale e di facile reperibilità (la trovate al supermercato come in erboristeria) ha la capacità di assorbire i gas nella pancia.

Una funzione simile l’hanno anche alcune piante carminative che, a differenza del carbone, non assorbono i gas, ma li eliminano. Fra queste ricordiamo: il cumino, l’anice, il finocchio, la melissa, la menta, l’angelica e la camomilla. Queste piante hanno proprietà antinfiammatorie e antispasmiche, oltre che digestive.

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Cervicale: tutti i sintomi e i rimedi più efficaci https://www.mammeup.it/cervicale-sintomi-rimedi/ https://www.mammeup.it/cervicale-sintomi-rimedi/#respond Tue, 19 Dec 2017 15:48:12 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34084 Il dolore cervicale (o cervicalgia) è molto comune e diffuso ed è localizzato   in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle. Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo.  La zona cervicale della nostra colonna vertebrale, comunemente chiamata “collo” è molto  forte e flessibile grazie alla struttura di cui è composta. […]

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Il dolore cervicale (o cervicalgia) è molto comune e diffuso ed è localizzato   in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle. Può dipendere da colpi di freddo o posture sbagliate, ma anche da stress eccessivo. 

La zona cervicale della nostra colonna vertebrale, comunemente chiamata “collo” è molto  forte e flessibile grazie alla struttura di cui è composta. L’anatomia del collo è infatti costituita da una combinazione di ossa, nervi, muscoli, legamenti e tendini che permette il movimento in tutte le direzioni.

 Cervicale, sintomi

Il dolore cervicale  si manifesta con tantissimi sintomi: e ogni sintomo può avere diverse entità

La cervicalgia come detto in precedenza è uno dei disturbi più comuni che affligge ogni giorno migliaia di adulti. Ecco i sintomi più diffusi di questo disturbo :

  •  i dolori a livello delle prime sette vertebre della colonna,
  • la cefalea,
  • i disturbi della vista,
  • le vertigini,
  • il torcicollo
  • irrigidimento di collo e spalle
  • giramenti di testa
  • nausea
  • mal di testa
  • formicolio degli arti superiori

Cervicale cause

Le cause di questo comunissimo disturbo possono essere molteplici:

  • colpi di frusta (traumi pregressi)
  • spondilosi (osteroartrite delle vertebre cervicali)
  • torcicollo (dovuto a colpi di feddo)
  • posture errate (posizione scorretta assunta nel quotidiano)
  • eccessivo affaticamento dei muscoli del collo (contratture muscolari)
  • stress (irrigidimento di collo e spalle dovuto alle tensioni quotidiane)
  • assenza o carenza di attività fisica
  • ernia
  • cattivo riposo notturno dovuto alla bassa qualità del sonno causato da cuscino o materasso inadatti

 Cervicale, rimedi

Salvo  problemi di natura ossea o cartilaginea è possibile prevenire la cervicalgia attraverso la pratica costante di alcuni accorgimenti che sono:

– Indossare un collare cervicale morbido per tutelare il rachide cervicale. Questo rimedio è indicato per il dolore cervicale dipendente da un colpo di frusta o da strappi muscolari cervicali

– Durante il riposo notturno appoggiare il capo su un cuscino ortopedico specifico per il dolore cervicale

– Assumere e mantenere sempre una postura corretta. Questo rimedio può alleviare o prevenire il dolore cervicale

– Regolare perfettamente la posizione dello schermo del computer: così facendo, si evita di girare il capo o di spostare continuamente lo sguardo verso l’alto o verso il basso del monitor

– Per ridurre il dolore cervicale dipendente da traumi, si consiglia di eseguire impacchi freddi a livello cervicale. La crioterapia risulta particolarmente indicata per creare una sorta di analgesia sulla sede interessata dal dolore. Dopo 2-3 giorni dal trauma, sostituire gli impacchi freddi con docce calde ed impacchi di acqua calda sul collo

– Sottoporsi a massaggi fisioterapici mirati per alleviare il dolore cervicale

  Eseguire regolarmente gli esercizi specifici per alleggerire il dolore cervicale. Si raccomanda di praticare la ginnastica quotidianamente e lentamente, evitando movimenti veloci e scatti bruschi che potrebbero esacerbare il problema

 Esercizi per la cervicale

Nel collo si concentrano vertebre, legamenti, muscoli, nervi e ghiandole (la tiroide) con funzioni e interattività sbalorditive.  La cervicalgia semplice è una disfunzione che risponde pefettamente alle cure manipolative. Ci sono degli esercizi che possono sciogliere le tensioni a livello cervicale:  

In piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente. Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l’energia quando inspirate. Poi alzate un braccio, e abbassate l’altro; spingete entrambi indietro e invertite.

Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici. Per questo può essere utile seguire lezioni di Chi kung (Qi gong) tenute da maestri esperti che sappiano guidare l’immaginazione volta a veicolare il respiro e l’attenzione tra le diverse parti del corpo. 

Ecco intanto semplici esercizi di ginnastica isometrica che potete svolgere ovunque:

  1. Con le mani dietro la nuca forzare in avanti ed in basso la testa, focalizzando l’attenzione sulla sensazione di tensione a livello dei muscoli posteriori del collo.
  2. Con una mano sulla testa esercitare una trazione laterale verso destra e ripetere poi a sinistra, sempre mantenendo ben ferme le spalle.
  3. Volgere molto lentamente il viso verso l’alto fino da avere la testa rovesciata all’indietro.  

 Riflessologia plantare cervicale

La riflessologia podalica olistica riflette sul piede ogni segmento del corpo umano, dando indicazioni di diagnosi e trattamento, sia dal punto di vista strettamente fisico, che dal punto di vista analogico ed energetico. Nella riflessologia plantare il segmento del collo, comprensivo della parte muscolare e della parte ossea, si riflette sulle dita dei piedi sia sulla pianta che sul dorso. L’area si trova sulla parte laterale interna di ogni alluce, sia destro che sinistro, orientato verso il secondo dito, mentre gli epicentri si reperiscono sulla prima falange delle altre dita dei piedi.Le aree danno indicazioni sull’equilibrio fisico di questa zona, mentre gli epicentri si occupano di parlarci della dimensione più sottile legata alle funzioni che questa porzione del nostro corpo riveste.

Cervicale come dormire

Per chi soffre di cervicale è fondamentale capire qual è la postura migliore per dormire. . La posizione eretta aumenta la rigidità e quella orizzontale, da sdraiati, può risultare insopportabile è  necessario, per riposare adeguatamente e accelerare il processo di autoguarigione, adottare una postura ottimale: la posizione è quella che mantiene la linea del collo naturalmente curva e in asse con il resto della colonna.

La postura consigliata è quella supina, con un cuscino basso o, meglio ancora, senza cuscino, qualora il materasso sia in grado di modellarsi sulle forme della colonna.

Il cuscino è molto importante: deve sostenere il collo senza essere troppo morbido, accompagnare la naturale curvatura del collo e delle spalle senza forzarne la rigidità.

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Il latte di soia fa male? Benefici, proprietà e quello che c’è da sapere https://www.mammeup.it/latte-soia-male-benefici-proprieta-quello-ce-sapere/ https://www.mammeup.it/latte-soia-male-benefici-proprieta-quello-ce-sapere/#respond Tue, 19 Dec 2017 15:32:17 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34083 Viene comunemente chiamato latte di soia, ma di fatto è una bevanda alimentare vegetale a base di soia. Utilizzato come sostituto del latte vaccino in diversi tipi di diete e in caso di particolari intolleranze, è originario della Cina: si tratta di una emulsione di grassi, acqua e proteine, contenente all’incirca il 3% di proteine, […]

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Viene comunemente chiamato latte di soia, ma di fatto è una bevanda alimentare vegetale a base di soia. Utilizzato come sostituto del latte vaccino in diversi tipi di diete e in caso di particolari intolleranze, è originario della Cina: si tratta di una emulsione di grassi, acqua e proteine, contenente all’incirca il 3% di proteine, il 2% di grassi e carboidrati, e lo 0,3% di minerali. Generalmente, ci si riferisce a questa bevanda con il termine latte vegetale e, ai sensi della normativa europea, viene commercializzata come “bevanda di soia”, poiché non si tratta effettivamente di latte.

Negli ultimi anni è notevolmente cresciuto il consumo di latte di soia, così come in generale dei prodotti a base di soia, come tofu, crocchette e altri preparati a base di questo legume. Vedremo oggi di capire meglio quali sono le proprietà di questa bevanda e se esistono alcune controindicazioni legate al suo consumo.

Latte di soia, benefici e proprietà

Parliamo adesso in modo più approfondito di latte di soia benefici: a rendere molto popolare il latte di soia è sicuramente stato il fatto che si tratta di una bevanda adatta anche a chi è intollerante al lattosio o a chi, per motivi di dieta ed etici, ha scelto di eliminare il latte vaccino dalla propria alimentazione.

Il latte di soia è ricco di amminoacidi ed è povero di calorie e di grassi, quindi viene utilizzato anche da chi segue un regime alimentare mirato alla perdita di peso. Non contiene colesterolo, ma ha invece alcune sostanze, chiamate isoflavoni, che sono in grado di abbassare il cosiddetto colesterolo cattivo (LDL). Per quanto riguarda l’apporto di zuccheri, il latte di soia ha un basso indice glicemico. Stimola, inoltre, la diuresi, quindi favorisce l’eliminazione delle scorie dal corpo.

Il capitolo dedicato a latte di soia proprietà non finisce qui: a livello nutrizionale la bevanda contiene vitamine A, B, E, fibre e minerali. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato che apporta alcuni benefici all’equilibrio della flora batterica intestinale e al miglioramento dei sintomi di gastrite e reflusso gastroesofageo. La soia, inoltre, sarebbe un’ottima alleata contro l’osteoporosi.

Latte di soia, proprietà nutrizionali

Per quanto riguarda l’argomento latte di soia proprietà nutrizionali, è molto ricco e sembra non invidiare nulla al latte vaccino. Come abbiamo anticipato, contiene isoflavoni, che non solo evitano l’accumulo di colesterolo cattivo, ma anche lo rendono un buon alleato per contrastare le vampate di calore tipiche della menopausa. Le proteine vegetali, inoltre, puliscono le arterie abbassando i trigliceridi e alzando i livelli di colesterolo buono (HDL). Sempre gli isoflavoni, poi, insieme alle vitamine rendono la pelle più luminosa, poiché stimolano la produzione di nuove cellule, rivelandosi utili anche per combattere acne e brufoli, soprattutto quando sono legati a problemi ormonali.

Il latte di soia fa male?

Dopo aver visto insieme quali sono le proprietà benefiche del latte di soia, è arrivato il momento di rispondere a una domanda che preoccupa molti consumatori: ma il latte di soia fa male? In merito all’argomento, il dibattito è sempre aperto, soprattutto perché la bevanda contiene fitoestrogeni, cioè ormoni di tipo vegetale che potrebbero entrare in conflitto con la tiroide e alcuni organi.

Latte di soia controindicazioni:

  • Contiene ossalati, è quindi controindicato a chi soffre di calcoli renali.
  • Chi assume farmaci per la tiroide in quanto deve sapere che alcune proteine potrebbero interferire con l’assorbimento dei farmaci. La bevanda contiene anche goitrogeni, elementi che possono ridurre la funzione tiroidea.
  • Nel latte di soia non vi sono calcio, vitamina D e vitamina B12: questi elementi, se mancano, possono creare carenze.
  • Il consumo di latte di soia è sconsigliato a chi è allergico al nichel e in generale ai soggetti allergici.
  • La bevanda può provocare anche problemi digestivi, come diarrea, flatulenza e dolori allo stomaco.
  • Nel latte di soia c’è acido fitico, che può ridurre nel nostro organismo l’apporto di ferro e zinco e, in parte, anche di calcio e il magnesio.
  • I fitoestrogeni potrebbero causare effetti negativi su colon e fegato.
  • Gli isoflavoni, oltre certi livelli, riducono la fertilità sia nelle donne che negli uomini. Si sconsiglia il consumo di latte di soia da parte dei bambini, perché gli isoflavoni possono compromettere lo sviluppo sessuale e la fertilità da adulti.
  • Il latte di soia non è indicato per i neonati in quanto contiene alluminio che potrebbe danneggiare il sistema nervoso e i reni, inoltre l’assenza di colesterolo può essere dannosa per il neonato perché è necessario per lo sviluppo del cervello e delle pareti dell’intestino.

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Timo: proprietà, usi e benefici https://www.mammeup.it/timo-proprieta-usi-benefici/ https://www.mammeup.it/timo-proprieta-usi-benefici/#respond Tue, 19 Dec 2017 12:32:05 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34077 Il timo è una pianta appartenente alla famiglia delle Laminacee, la cui denominazione deriva da un antico nome greco che significa “forza”, “coraggio”, perché sarebbero queste le qualità che risveglierebbe in coloro che ne odorano il profumo balsamico. Il genere Thymus comprende circa 350 specie di piante, tra le quali rientra il timo comune (Thymus […]

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Il timo è una pianta appartenente alla famiglia delle Laminacee, la cui denominazione deriva da un antico nome greco che significa “forza”, “coraggio”, perché sarebbero queste le qualità che risveglierebbe in coloro che ne odorano il profumo balsamico. Il genere Thymus comprende circa 350 specie di piante, tra le quali rientra il timo comune (Thymus Vulgaris), originario del Mediterraneo Occidentale. Quest’ultimo è molto diffuso sul territorio italiano ed è presente sia in modo spontaneo che contivato: insieme al Thymus serpillum (noto come serpillo o timo cedrato), è il più utilizzato per le sue proprietà terapeutiche.

Le foglie di questa pianta sono piccole e allungate, hanno un colore grigio-verde e presentano una fitta peluria. Appartiene alla categoria delle erbe aromatiche, come rosmarino, alloro, salvia e lavanda.

Timo proprietà: la pianta di timo contiene timolo, che le dona proprietà antisettiche, antiossidanti, antispasmodiche e vermifughe. È inoltre, ricco di sali minerali tra i quali vi sono ferro, zinco, calcio, fosforo, magnesio e potassio, oltre ad avere vitamine A, B, C e K. Oggi vedremo meglio quali benefici apporta e come consumarlo in cucina.

Timo, proprietà

Parliamo nel dettaglio delle proprietà del timo. Anzitutto, questa pianta ha proprietà antiossidanti, grazie ai flavonoidi e alla vitamina K che contiene. È, dunque, un ottimo alleato per contrastare i segni del tempo e prevenire i danni causati da radicali liberi, che provocano invecchiamento precoce e tumori. Il timo, inoltre, si può utilizzare per combattere le infezioni del tratto urinario e di quello gastrointestinale. L’infuso di timo è utile anche per fare dei gargarismi che servono a disinfettare il cavo orale in caso di mal di gola, gengiviti e piccole ferite, agisce anche contro l’alito cattivo.

Le proprietà espettoranti del timo ci aiutano a combattere tosse, raffreddore, sinusite e bronchite, mentre quelle antisettiche e balsamiche aiutano in caso di asma. La pianta, inoltre, aiuta in caso di stanchezza e anemia: in caso di stress e stanchezza sia fisica che psichica, il timo è piuttosto indicato per il suo effetto tonificante che dona nuova energia all’organismo e al corpo combattendo anche il mal di testa. Dato che contiene una dose piuttosto elevata di ferro, viene anche impiegato per combattere l’anemia. Non mancano, poi, gli effetti benefici per stomaco e intestino: grazie alle sue proprietà carminative, evita la formazione di gas nell’intestino.

Timo proprietà terapeutiche: l’elenco continua! La pianta ha anche una azione antifungina, che evita la comparsa delle infezioni in caso di ferite e che combatte i batteri, e di conseguenza anche i cattivi odori, presenti nelle scarpe. I sali minerali, in particolare calcio, ferro e manganese, e la vitamina K che contiene, inoltre, apportano benefici alle ossa rendendole più forti e prevenendo l’osteoporosi. Il timo aiuta anche il cuore, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, e ci dà una mano a ridurre il colesterolo nel sangue.

Potete utilizzare il timo anche contro i dolori mestruali: le sostanze contenute nel timo riescono a calmare il dolore addominale. Chi soffre di ipertensione potrà sostituire il sale con il timo che donerà sapore ai nostri piatti e aiuterà a tenere sotto controllo la pressione. Non è ancora finita, perché il timo ha anche proprietà cosmetiche e aiuta chi soffre di acne. In ultimo, ma non per ultimo, viene impiegato per regolarizzare la produzione di sebo e per combattere la forfora.

Timo in cucina, come consumarlo?

Abbiamo visto le tantissime proprietà benefiche del timo ed è arrivato il momento di capire meglio come utilizzare il timo in cucina. Partiamo subito dal presupposto che è molto apprezzato, grazie alle sue qualità organolettiche, quindi si sposa bene con carni arrosto o in umido, pesce, verdure, funghi, oli e aceti aromatici. Viene usato anche per preparare liquori e profumare vini, oltre che per realizzare infusi. A differenza di quanto accade ad altre spezie, il timo non perde il suo aroma dopo l’essiccazione ma, anzi, assume un profumo più intenso, proprio come accade per origano e rosmarino.

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Mal di gola: come sconfiggerlo con tutti i rimedi naturali. Ecco quali sono! https://www.mammeup.it/mal-gola-sconfiggerlo-tutti-rimedi-naturali-quali/ https://www.mammeup.it/mal-gola-sconfiggerlo-tutti-rimedi-naturali-quali/#respond Tue, 19 Dec 2017 09:41:30 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34062 Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature fredde capita spessissimo di ammalarsi: febbre e mal di gola sono dietro l’angolo. Aldilà dei farmaci più comuni, esistono tantissimi rimedi naturali altrettanto efficaci che possono sconfiggere il mal di gola e placare il rossore. Studi scientifici ne hanno dimostrato l’efficacia, soprattutto di alcuni che sono davvero potenti. Il […]

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Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature fredde capita spessissimo di ammalarsi: febbre e mal di gola sono dietro l’angolo. Aldilà dei farmaci più comuni, esistono tantissimi rimedi naturali altrettanto efficaci che possono sconfiggere il mal di gola e placare il rossore. Studi scientifici ne hanno dimostrato l’efficacia, soprattutto di alcuni che sono davvero potenti.

Il mal di gola è dovuto ad una infiammazione delle mucose che ricoprono il tratto delle vie aree superiori e può essere causato da:

  1. – sostanze irritanti come il fumo
  2.   infezioni di natura batterica o virale
  3. – eccessivo uso della gola

Rimedi naturali per il mal di gola

Il miele grezzo

L’efficacia del miele per il mal di gola è stato scientificamente testato. Studi in vitro hanno dimostrato che alcuni mieli freschi hanno una capacità anti- infiammatoria e anti- batterica. Inoltre il miele ha tante proprietà antiossidanti.  Quando si ha la gola infiammata le sue proprietà lenitive sono miracolose. Il perossido di idrogeno che viene prodotto naturalmente ha una forte attività antisettica.  Se si ha mal di gola uno dei classici rimedi delle nonna è il latte caldo con un bel cucchiaio di miele. Il migliore è quello grezzo biologico artigianale.

 

Zenzero crudo

Lo zenzero crudo è uno dei rimedi naturali più diffusi nell’antica medicina cinese e Ayurveda. La sua efficacia è stata riscontrata così come le sua capacità antinfiammatorie. Lo zenzero è uno dei rimedi più utilizzati sopratutto dalla donne in gravidanza. Evitare quello essiccato perchè potrebbe aumentare l’infiammazione, ma usare quello fresco a piccoli pezzettini. Lo si può associare anche con lo zenzero.

 

Oli essenziali

Gli oli essenziali puri sono molto efficaci e vengono utilizzati in vari modi per sedare il bruciore della gola dai gargarismi a i suffumigi. 

L’olio essenziale di eucalipto è ricavato dalle foglie della Eucaliptus globulus, una pianta della famiglia delle Mirtaceae. Incolore, ha un odore fresco e intenso.

L’olio essenziale di limone è ricavato dai frutti di Citrus Limonum (albero di limone), una pianta della famiglia delle Rutaceae. Ha un colore verde giallastro. Si caratterizza per il suo profumo dolce e agrumato.

Entrambi gli oli hanno molteplici proprietà terapeutiche, cosmetiche e aromaterapiche, ma il loro effetto sinergico è particolarmente utile nel periodo invernale e autunnale per debellare virus e batteri. Sono ideali per bonificare gli spazi chiusi dove non si ha un ricambio continuo d’aria e che rappresentano quindi un contesto fertile per i batteri.

L’ olio essenziale di eucalipto svolge azione: Anti infiammatoria: sfiamma l’irritazione delle mucose nasali. Espettorante e balsamica: fluidifica il catarro, facilitando l’espulsione del muco

L’olio essenziale di limone svolge azione: Antibiotica: molto utile fin dalla prima comparsa dei sintomi influenzali, tipo febbre, raffreddore, tosse e mal di gola

Tisana antinfiammatoria per mal di gola e tosse

Le tisane sono dei rimedi utili e veloci molto efficaci per la guarigione della costa gola. La tisana alla menta allevia il mal di gola e abbassa anche la febbre alta.

Mal di gola bambini

Circa l’89% dei bambini dai 3 agli 8 anni soffre di mal di gola almeno 5 6 volte l’anno. Questo è considerato un fattore positivo perché  indica che il sistema immunitario si sta costruendo. I rimedi naturali sono utilissimi anche nei bambini anche come terapie di supporto agli antibiotici.

Mal di gola persistente

La gola fa da filtro agli agenti patogeni esterni per evitare che entrino nel nostro organismo e l’aria che respiriamo può contenere  fattori irritanti che trasformano una semplice infiammazione in infezione.

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Onicofagia: quando mangiarsi le unghie diventa un disturbo compulsivo https://www.mammeup.it/onicofagia-mangiarsi-le-unghie-diventa-un-disturbo-compulsivo/ https://www.mammeup.it/onicofagia-mangiarsi-le-unghie-diventa-un-disturbo-compulsivo/#respond Mon, 18 Dec 2017 16:26:58 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34047 L’onicofagia è l’abitudine di rosicchiarsi in continuazione le unghie, non solo in momenti di stress o eccitazione, ma anche in periodi di noia o inattività. A scatenare il comportamento possono essere davvero molti motivi, tra i quali emergono più degli altri l’ansia e il nervosismo. Quella di mangiarsi le unghie è, nella maggior parte dei […]

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L’onicofagia è l’abitudine di rosicchiarsi in continuazione le unghie, non solo in momenti di stress o eccitazione, ma anche in periodi di noia o inattività. A scatenare il comportamento possono essere davvero molti motivi, tra i quali emergono più degli altri l’ansia e il nervosismo. Quella di mangiarsi le unghie è, nella maggior parte dei casi, un’abitudine transitoria, che non ha particolari conseguenze. Quando le conseguenze ci sono, però, possono essere molto fastidiose. Anzitutto di può avvertire dolore e il letto ungueale può sanguinare o arrossarsi. Il fatto di rosicchiare unghie e pellicine, inoltre, danneggia l’eponchio, cioè quella porzione di pelle che sta alla base e ai lati dell’unghia, meglio nota come cuticola.

Rimuovere le cuticole in modo improprio ha l’effetto collaterale di rendere suscettibili a infezioni batteriche o virali, come l’onicomicosi. Chi pratica l’onicofagia, inoltre, può trasportare in bocca quei microrganismi che si depositano sotto le unghie: in questo modo, possono presentarsi patologie dentali, lesioni gengivali, usura degli incisivi, riassorbimento radicolare apicale e malocchiusione dei denti anteriori, oltre a diffusione di infezioni nella bocca. Per quanto riguarda i denti, inoltre, l’onicofagia può causare carie, perché viene intaccata la sostanza adamantina. I problemi non finiscono qui: i residui ungueali possono provocare problemi allo stomaco e la persistenza del disturbo può interferire con la normale crescita delle unghie, causando deformazione alle dita.

In ultimo, ma non per questo meno importante, c’è dunque il fattore estetico: nei casi più seri di onicofagia, infatti, l’aspetto generale della mano è seriamente intaccato.

Mangiarsi le unghie, psicologia

Mangiarsi le unghie psicologia: l’onicofagia è considerato un “disturbo del controllo degli impulsi” e appartiene a quella sfera di tipici comportamenti nervosi e compulsivi che include abitudini come come la suzione del pollice o il mordicchiarsi le labbra. In passato la letteratura scientifica ha fornito molte spiegazioni a questo fenomeno, passando in rassegna fattori quali l’alterazione del rapporto madre-figlio, un comportamento di automutilazione, situazioni di stress e noia o la rappresentazione di un tratto di una personalità precisa e pignola.

Onicofagia cause secondo la psicologia. Stando a uno studio pubblicato sul Journal of Behaviour Therapy and Experimental Psychiatry, coloro che si mangiano le unghie o si strappano i capelli sarebbero dunque dei perfezionisti che utilizzano questi gesti per alleviare l’irritazione e il fastidio derivati da un senso di insoddisfazione.

Al di là dei fattori scatenanti, il mangiarsi le unghie è considerato un comportamento transitorio, che comunque riesce poi ad andare in via. Il problema in tal senso, però, è che proprio perché si tratta di un’abitudine in grado di dare un conforto momentaneo, è difficile da abbandonare. Questo spiega perché alcuni dei rimedi si possono rivelare inefficaci.

Come smettere di mangiarsi le unghie?

Vediamo dunque di capire meglio come smettere di mangiarsi le unghie. Un escamotage di tipo psicologico può essere quello di monitorare costantemente la lunghezza delle proprie unghie, che deve essere annotata per almeno quattro settimane. In alternativa, si può guardare la mano ogni sera, per trenta giorno consecutivi, cercando di capire se si è stati o meno “buoni” con le proprie unghie. Questo metodo prevede che ci si rivolga alle unghie proprio come si parla con un amico: in questo modo, si instaura un vero e proprio rapporto che viene richiamato ogni qualvolta si avverte la voglia di rosicchiare le unghie.

Onicofagia rimedi: tra i rimedi più diffusi c’è, ad esempio, il ricorso a smalti speciali, dal sapore amaro, che rendano quindi sgradevole in comportamento. Prendersi cura delle mani, inoltre, può aiutare, così come tagliare le unghie in modo da non lasciare angoli sporgenti o cuticole. Alle volte, chi si dedica all’onicofagia sostituisce la pratica con il masticare chewing gum o un rametto di liquirizia, tenendo la bocca comunque occupata. Anche la pratica di attività sportiva può essere utile, perché aiuta a scaricare lo stress, la rabbia e la tensione.

Nei casi più seri, si fa anche ricorso ai farmaci antidepressivi, prescritti anche nella cura della tricotillomania e del disturbo ossessivo-compulsivo. Un’altra opzione è quella del ricorso alla vitamina B inositolo, che riduce l’impulso di mordere le unghie e agisce sull’attività della serotonino, l’ormone che controlla umore e aggressitività.

Alcune persone che hanno l’abitudine di mangiarsi le unghie si sottopongono anche a terapia comportamentale, che mira a individuare un comportamento alternativo all’onicofagia, come può essere ad esempio lo scopo di avere mani belle e curate. Viene anche adottata, a volte, la terapia del controllo degli stimoli, che mira a individuare e controllare lo stimolo che scatena l’impulso di mangiarsi le unghie.

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Osteopatia: cos’è e cosa cura? Le risposte ai dubbi più frequenti https://www.mammeup.it/osteopatia-cose-e-cosa-cura-le-risposte-ai-dubbi/ https://www.mammeup.it/osteopatia-cose-e-cosa-cura-le-risposte-ai-dubbi/#respond Fri, 15 Dec 2017 16:44:58 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34033 L’osteopatia è una medicina non convenzionale, definita come una medicina che si basa sul contatto primario manuale nelle fase di diagnosi e trattamento. È riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, nel 2012, il report della Osteopathic International Alliance l’ha definita come un sistema di cura che attraverso la valutazione, la diagnosi e il trattamento, può […]

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L’osteopatia è una medicina non convenzionale, definita come una medicina che si basa sul contatto primario manuale nelle fase di diagnosi e trattamento. È riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, nel 2012, il report della Osteopathic International Alliance l’ha definita come un sistema di cura che attraverso la valutazione, la diagnosi e il trattamento, può essere applicato ad una vasta varietà di condizioni cliniche. L’osteopatia e la sua validità da un punto di vista prettamente legato alla scienza medica sono al centro di un aperto dibattito.

L’osteopatia si basa sul principio secondo cui l’essere umano è considerato unità di corpo, mente e spirito. Ogni singola parte è in grado di interagire con l’insieme attraverso il movimento, che è una cartina tornasole della qualità della vita e della salute.

Osteopata cosa fa? Attraverso una valutazione di postura e palpitazione si possono individuare gli eventuali disturbi sui quali intervenire con tecniche manuali che possono correggere i disequilibri e ripristinare le condizioni fisiologiche del movimento e quindi, secondo i principi di base dell’osteopatia, della salute.

Osteopatia, cos’è?

Vediamo di rispondere meglio alla domanda osteopatia cos’è? Si tratta di una terapia alternativa che si basa sulla manipolazione di alcune parti del corpo, come schiena, collo e testa. Secondo alcuni studi, alcune delle tecniche di manipolazione utilizzate in osteopatia porterebbero beneficio nel trattamento di pazienti con dolori lombo sacrali, sebbene non sia ancora stato chiarito del tutto il legame di tale benefici con l’effetto placebo. Vi sono anche casi in cui è controindicata.

I sostenitori dell’osteopatia affermano che giova al ripristino di un “equilibrio generale” del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere, attraverso tecniche di manipolazione. L’osteopatia si basa sul presupposto (che comunque non è scientifico) che il sistema nervoso vegetativo svolga costantemente un’autonoma azione di controllo dell’omeostasi corporea a tutti i livelli e che tale attività sia manifesta somaticamente.

L’osteopata è un medico? In Europa gli osteopati sono comunemente in possesso di due titoli: una laurea in Medicina e un diploma di Osteopatia in post-laurea. L’osteopatia, comunque, non fa ricorso a farmaci, né a rimedi naturali, strumenti medicali o elettromedicali, ma soltanto alla manipolazione dei tessuti utilizzati per innescare un processo di autoguarigione

Osteopata: cosa cura?

Cerchiamo adesso di capire meglio l’osteopata cosa cura. I disturbi su cui l’osteopatia può agire interessano l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, cranio-sacrale e viscerale. Non interviene nel recupero di mobilità persa in seguito a patologie neurologiche od ortopediche, traumi o interventi chirurgici, e non può quindi essere inserita tra gli interventi riabilitativi: è complementare ad altre professioni sanitarie, come la fisioterapia e la medicina convenzionale.

È efficace?

In merito all’efficacia dell’osteopatia il dibattito è sempre aperto. Parte della comunità scientifica rimane infatti scettica sull’argomento, affermando addirittura che in alcuni casi può essere anche dannosa e pericolosa per la salute. Secondo invece i suoi sostenitori, invece, il suo valore terapeutico, è anzitutto testimoniato dagli stessi pazienti (circa il 7-8% della popolazione ricorre all’osteopatia secondo i dati Istat ed Eurispes 2012). In Italia ci sono circa 6mila osteopati, di cui circa 2.500 iscritti al ROI.

Il trattamento osteopatico

I sette più importanti principi dell’osteopatia sono i seguenti:

  1. Il corpo è una unità.
  2. La struttura e la funzione sono reciprocamente inter-correlate.
  3. Il corpo possiede dei meccanismi di autoregolazione e autoguarigione (omeostasi).
  4. Quando la normale adattabilità è interrotta, o quando dei cambiamenti ambientali superano la capacità del corpo di ripararsi da sé, può risultarne la malattia.
  5. Il movimento dei fluidi corporei è essenziale al mantenimento della salute.
  6. Il sistema nervoso autonomo gioca una parte cruciale nel controllare i fluidi del corpo.
  7. Ci sono componenti somatiche della malattia che sono non solo manifestazioni della malattia, ma anche fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato di malattia.

Il trattamento osteopatico, partendo dai principi di base che sottendono alla disciplina, valuta postura e palpitazione per individuare gli eventuali disturbi sui quali intervenire con tecniche manuali che possono correggere i disequilibri e ripristinare le condizioni fisiologiche del movimento e quindi della salute.

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Occhi rossi: cause e rimedi. Quello che c’è da sapere https://www.mammeup.it/occhi-rossi-cause-rimedi-quello-ce-sapere/ https://www.mammeup.it/occhi-rossi-cause-rimedi-quello-ce-sapere/#respond Fri, 15 Dec 2017 16:17:37 +0000 https://www.mammeup.it/?p=34030 Capita di frequente, soprattutto quando si lavora per molte ore davanti a un computer, di ritrovarsi con gli occhi arrossati. Gli occhi rossi sono un disturbo piuttosto comune e le cause che li provocano sono davvero le più disparate. Alcune sono molto banali e facilmente rintracciabili, come l’esposizione prolungata a dispositivi elettronici, mentre altre possono […]

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Capita di frequente, soprattutto quando si lavora per molte ore davanti a un computer, di ritrovarsi con gli occhi arrossati. Gli occhi rossi sono un disturbo piuttosto comune e le cause che li provocano sono davvero le più disparate. Alcune sono molto banali e facilmente rintracciabili, come l’esposizione prolungata a dispositivi elettronici, mentre altre possono essere un po’ più difficili da comprendere con un’analisi superficiale.

Spesso, capita anche di provare bruciore agli occhi o anche prurito, così come fotofobia e dolore vero e proprio. Di norma, un arrossamento oculare è indice di un’infiammazione dell’occhio, che può essere di origine allergica, batterica, virale, traumatica o anche da corpo estraneo.

In questi casi, è molto importante prestare molta attenzione ai segnali mandati al nostro organismo. Qualora l’arrossamento duri soltanto un paio di giorni o anche meno, può essere semplicemente transitorio. Se persiste e, oltre al rossore, si presentano anche altri sintomi, è meglio ricorrere al consulto con uno specialista, evitando il ricorso a rimedi fai da te o medicinali senza il consiglio del medico. Gli occhi, infatti, sono molto delicati e come tali devono essere trattati: non è il caso di improvvisare, l’oculista saprà sicumamente cosa fare per aiutarvi a lenire il fastidio.

Occhi rossi, cause

Fatte le prime premesse generiche, vediamo insieme quali possono essere le cause che portano all’arrossamento. Quello degli occhi rossi cause è un capitolo abbastanza vasto e, come abbiamo anticipato potrebbero esserci motivazioni di origine virale, allergica, batterica, traumatica e non solo. Anzitutto, può essere utile distinguere quei casi in cui vi sono secrezioni da quelli in cui non ce ne sono. Nel primo caso è probabile che si tratti di una congiuntivite, mentre nel secondo possono essere molti i fattori scatenanti ed è quindi il caso di sottoporsi a una visita di controllo.

Per lenire il fastidio nell’immediato può essere utile fare ricorso a lacrime artificiali o gel oculari, ma è fondamentale escludere prima che ci sia una uveite anteriore, cioè un’infezione oculare che può avere gravi conseguenze se non curata come si deve. Tra le principali cause di occhi rossi, naturalmente, vi è l’esposizione a dispositivi elettronici come PC, smartphone e tablet, dotati di luce blu. Non è inusuale che, dopo una giornata al lavoro davanti lo schermo, ci si ritrovi con gli occhi arrossati.

Prolungata esposizione agli schermi

Per evitare di imbattersi nel disturbo refrattivo, quello legato all’esposizione prolungata agli schermi, esistono alcuni pratici consigli da seguire per aiutare i nostri occhi. Si può, ad esempio, fare ricordo a specifiche lenti antiriflesso o, ad esempio, mantenere una distanza di circa 70 centimetri tra occhi e schermo ed evitare che altre fonti di luce, esterne o interne, creino fastidiosi e dannosi riflessi.

C’è, poi, una piccola regola, facile da ricordare: ogni venti minuti, fate una pausa e guardate per venti secondi un punto distante almeno venti metri. In generale, cercate di fare riposare gli occhi quando possibile.

Congiuntivite

La congiuntivite, generalmente, si accompagna a secrezioni oculari evidenti, ma non è sempre così. Può presentarsi in forma batterica, virale o allergica ed è sempre importante recarsi dall’oculista, che potrà individuare la terapia più adatta. In alcuni casi, comunque, l’arrossamento è dovuto a secchezza, quindi può essere utile ricorrere a un surplus di idratazione dell’occhio, attraverso lacrime artificiali e colliri idratanti. Non bisogna, comunque, fare ricorso a terapie fai da te, ma aspettare sempre il via libera del medico.

Lenti a contatto

Anche le lenti a contatto possono provocare rossore e fastidio: per questo motivo è buona norma lasciare l’occhio libero quando possibile, sostituendole con occhiali da vista. Ovviamente, è importante anche scegliere il modello più adatto al proprio occhio e idratarlo spesso, con le lacrime artificiali.

Altre cause

Gli occhi possono diventare rossi anche per fenomeni allergici, a causa di un corpo estraneo, della polvere o anche dell’inquinamento atmosferico (o della polvere). In questi casi, i trattamenti sono diversi.

Occhi rossi, rimedi

Occhi rossi rimedi: ovviamente, a determinare il tipo di rimedio necessario sarà la diversa causa dell’arrossamento. Come abbiamo già detto, deve sempre essere l’oculista a indicare ciò che serve ed è meglio non adottare rimedi fai da te senza prima aver compreso cosa abbia provocato il problema. Se l’arrossamento è temporaneo, si può fare ricordo a colliri lenitivi o lacrime artificiali.

Occhi rossi, rimedi naturali

Occhi rossi rimedi naturali: in presenza di arrossamenti temporanei si può fare ricorso ad alcuni rimedi naturali, come sciacqui di acqua fresca, che hanno effetto decongestionante o impacchi di malva e camomilla.

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