come imparare le tabelline mammeup

Il vostro bambino è alle prese con le tabelline? Allora rilassatevi: è perfettamente normale che abbia qualche difficoltà nell’apprenderle. Magari aggravate dal fatto che la voglia non sia proprio delle migliori. Ma i giochi con le tabelline possono essere un buon viatico per risolvere il problema, peraltro divertendosi.

Imparare le tabelline

I metodi per imparare le tabelline, in linea di massima, possono essere tutti giusti. Non esiste, infatti, una “legge” su come imparare le tabelline, come insegnarle, o più prosaicamente come far imparare le tabelline ai piccoli studenti. Va da sé che bisogni trovare la chiave di volta per stimolare il lavoro mnemonico. Gioco, goliardia, sorrisi e buon umore di solito funzionano molto di più di rimproveri e scarsa pazienza. Cominciamo partendo da due modalità più didattiche, per così dire. La prima, cioè la sequenza ordinata come per esempio 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20. Poi le operazioni con il risultato, per esempio 2 x 3 = 6, 2 x 4 = 8 e così via. Trucchetti sparsi: intanto la moltiplicazione non è altro che un’addizione ripetuta, laddove ad esempio 3 x 3 è 3 + 3 + 3. Secondo, scrivere tutto su un foglio aiuta. Ma oltre queste semplici regole c’è tutto un mondo da scoprire.

Tabelline canterine

Quella della tabelline canterine in più di un’occasione si è rivelata un’ottima idea. La musica, del resto, è una delle attività didattiche più coinvolgenti. Il ritmo, in poche parole, può essere la chiave per decidere di metterci l’impegno. Ogni tabellina è abbinata a una canzone in rima per farla memorizzare più facilmente. L’apprendimento, in sostanza, va a braccetto col gioco, meglio se tra compagni di scuola.

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Filastrocche per imparare le tabelline

Seguendo il solito copione, i trucchetti goliardici possono essere la svolta, a volte anche ben oltre la musica. Facciamo riferimento alle filastrocche, manco a dirlo. Siate voi stessi i primi inventori e non preoccupatevi: non risulterete ridicoli! Giocate anche con delle semplici rime: “6 x 6 = 36, asino che sei!”; “6 x 8 = 48, mangia tu il risotto!”; “5 x 4 = 20, dimmi se davvero te le inventi”. Ma tornando alle filastrocche, qui di seguito ve ne proponiamo una molto carina.

Tre, sei, nove,
sono bianco di terrore.
Dodici, quindici, diciotto,
mi nascondo nel cappotto.
Ventuno, ventiquattro, ventisette,
sono messo alle strette.
Ecco il trenta vicino all’uscita,
Finalmente la fatica è finita!

I puzzle

E i puzzle? Si può fare, e senza nemmeno troppi sforzi. Il procedimento da seguire è molto semplice. Bisogna creare una cartella con una griglia a quadri. Il quadrato è composto da 100 caselle bianche, circondato da una riga e una colonna, in orizzontale e verticale (a forma di “L” capovolta) con i numeri dall’uno al 10. Nell’incrocio tra i due bracci, si trova il simbolo matematico della moltiplicazione (x). Esatto, avete capito bene: è uguale a quella della battaglia navale, con i numeri solo lungo i due lati. Dopodiché si passa alla preparazione delle tessere, della stessa misura delle caselle quadrate e robuste, che corrispondano ai numeri della tavola pitagorica: la prima riga in orizzontale è la tabellina dell’1, la seconda quella del 2 e via dicendo. Adesso va deciso un colore per ogni numero che compare più volte: per esempio, le tessere per il 4 sono blu, quelle per il 9 gialle ecc.. Un lato delle tessera è colorato e sull’altro c’è il numero. Adesso si può giocare invitando il bambino (o la bambina) a mettere al posto giusto tutte le tessere. Ognuno può inventare sul momento delle varianti – partendo dalla moltiplicazione o dalla tessera o dal colore – anche in base alle reazioni del bambino e alla sua conoscenza della tavola pitagorica.

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