Camminare in Gravidanza

Chi ha detto che una donna in dolce attesa non può praticare sport? Se la gravidanza procede tranquillamente senza eventuali complicazioni, camminare in gravidanza fa bene sia al fisico alla mente. 

Condurre uno stile di vita sano durante la gravidanza, ma ancora meglio a partire dal momento in cui si decide di avere un bambino, è fondamentale sia per il  nostro organismo che al bambino  che nascerà.

Camminare in gravidanza: i benefici

Una nuova ricerca  condotta presso l’Università di Dublino, ha dimostrato che camminare  in gravidanza con un buon passo per almeno 30 minuti al giorno favorisce il benessere di mamma e bambino, e migliora, dato assolutamente non trascurabile, l’umore della gestante. 

La camminata è un esercizio a basso impatto e non traumatica, attiva la circolazione periferica, allevia il gonfiore degli arti inferiori, tipica durante la gravidanza, e allevia la sensazione di pesantezza. Oltretutto aiuta a mantenere il peso sotto controllo il che non guasta sia per la mamma che per il bambino. Anche la mente ne giova di una bella camminata, dal punto di vista psicologico infatti muoversi attiva il rilascio dell’endorfine che provocano una sensazione di benessere.

Camminare in gravidanza: il primo trimestre

Il primo trimestre di gravidanza bisognerà combattere la pigrizia e i vari disturbi cercando di camminare almeno 20-30 minuti al giorno. Si dovrà iniziare con un passo lento per poi accelerare l’andatura, raggiungendo un passo “svelto”.

Nonostante si è ancora all’inizio bisogna sempre tener presente che questo è un periodo molto delicato per il feto per questo motivo consigliamo di non sforzarsi troppo e di portare sempre con sé una bottiglia d’acqua per favorire l’idratazione ed escludere qualsiasi tipo di contrazione inaspettata.

Camminare in gravidanza: il secondo trimestre

Nel secondo trimestre di gravidanza il corpo della donna cambia visibilmente: il pancione è aumentato. Questo potrebbe comportare un andamento più impacciato, ne consegue che bisogna prestare particolare attenzione ad avere una corretta postura e a non sforzare troppo la schiena.

Durante la camminata bisognerà mantenere il mento alto ed eretto, le natiche strette in concomitanza delle spalle per evitare eventuali oscillazioni della schiena e respirare profondamente. Consigliamo anche di ondeggiare le braccia: vi aiuterà a mantenere l’equilibrio e farà lavorare tutto il corpo.

Camminare in gravidanza: il terzo trimestre

Nel terzo trimestre di gravidanza bisogna fare più attenzione e abbassare un po’ il ritmo della camminata per non sforzarsi troppo.

Infine è importante scegliere un terreno che non presenta grossi ostacoli in modo da evitare pericoli durante la camminata. Inoltre sarebbe più sicuro farsi accompagnare da qualcuno nella camminata così eventualmente in caso di un pericolo o un malore non si è da soli.

E’ importante mantenere il passo finché si riesce senza arrivare senza fiato o esausti. Spingersi troppo oltre obbliga il corpo a usare l’ossigeno utile destinato al bambino.

Camminare in gravidanza, consigli pratici

Camminare è un’attività sicura da continuare per tutti i nove mesi ed uno dei modi più semplici per iniziare a fare esercizio se non si è mai fatto prima. Anche se camminare è una cosa semplice e naturale bisogna seguire alcuni consigli per far sì che sia efficace e venga praticata nel migliore dei modi. 

Ecco alcuni consigli pratici:

  1. Indossare le scarpe giuste che possono ammortizzare i colpi e l’impatto sia con le caviglie che sulla schiena e le ginocchia;
  2. Vestirsi a strati in modo tale da sudare e potersi alleggerire durante la camminata;
  3. Se il fisico è abituato si può camminare tutti i giorni per trenta 40-45 minuti (considerato che servono circa 5-10 minuti per entrare nella fascia aerobica e per un buon allenamento è necessario un lavoro aerobico di 30 minuti);
  4. Portarsi sempre una bottiglietta d’acqua per idratare il corpo;
  5. Camminare con un po’ di musica aiuta a dare il ritmo e a non annoiarsi;
  6. Controllare sempre il battito cardiaco. Consultare il medico per scoprire il numero di pulsazioni da non superare.

 

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