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Parto prematuro. Quando il piccolo arriva in anticipo

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Durante la gravidanza può succedere che il bambino nasca in anticipo. Il parto pre-termine è una vera e propria patologia che interessa il 5-10% delle donne in dolce attesa. 

Il parto prematuro, è quello in cui travaglio avviene  tra la 20esima e la 37esima settimana di gestazione, considerato che la durata della maggior parte delle gravidanze è di circa 40 settimane. Un neonato nato tra la 37esima e la 42esima settimana è considerato invece a termine.

Cause del parto prematuro

Non è facile individuare le cause del parto prematuro, ma ci sono alcuni fattori da cui può dipendere, come particolari condizioni di salute della gestante che ne aumentano il rischio. In alcune donne ciò potrebbe verificarsi a causa di forti periodi di stress, in altre potrebbero giocare a sfavore infezioni o problemi di salute, in altre ancora l’utilizzo di droghe o il fumo.

In generale, il parto prematuro può essere spontaneo o indotto per ragioni mediche.

Donne a rischio

Il parto prematuro può avvenire in qualsiasi tipologia di gravidanza, tuttavia vi sono alcune “categorie” di donne maggiormente a rischio rispetto ad altre, identificate in questi 5 punti:

  1. Le donne che hanno già avuto in passato un parto prematuro;
  2. Le donne che portano avanti una gravidanza gemellare;
  3. Le donne che hanno problemi al collo dell’utero o all’utero;
  4. Le donne di età inferiore ai 18 anni o superiori ai 35 anni.

Come anticipato altri fattori potrebbero causare un parto prematuro, legati allo stile di vita o a condizioni di salute, come:

  • Fumo;
  • Uso di droghe;
  • Violenza domestica;
  • Alcol;
  • Infezioni vaginali;
  • Malformazione del feto;
  • Gravidanze ravvicinate;
  • Sottopeso od obesità prima del concepimento

I sintomi del parto prematuro

E’ importante conoscere i sintomi di un parto prematuro perché lo si può riconoscere per tempo e richiedere le giuste cure mediche. Le avvisaglie più comuni sono: 

  • La comparsa di contrazioni regolari;
  • Perdite di sangue o liquidi dalla vagina;
  • Tensione pelvica indirizzata verso il basso;
  • Crampi addominali simili ai dolori mestruali.

Se uno di questi sintomi li si avverte tra la 20° e la 37° settimana vi consigliamo di rivolgervi immediatamente ad un medico. Infatti, la conferma di un parto prematuro in atto si potrà avere solo con l’osservazione da parte del ginecologo del collo dell’utero: nel caso in cui questo si presenti dilatato, si avrà la certezza del travaglio in corso.

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I rischi di un parto prematuro

Il parto prematuro non comporta particolari rischi per la madre mentre può determinare rischi per il feto in particolare quando nasce prima delle 34 settimane. Al contrario il parto dopo la 36a settimana è considerato abbastanza sicuro per il feto a patto che il suo sviluppo sia regolare e non esistano altre patologie concomitanti. 

Sino a qualche anno fa i feti che nascevano a 22-23 settimane di gestazione, quindi all’inizio del sesto mese di gravidanza, non avevano alcuna possibilità di vita. Con i progressi compiuti dalla medicina, adesso è possibile dire che hanno circa il 10% di possibilità di farcela, anche se è difficile che non vadano incontro a danni permanenti vista la loro forte prematurità. Molto dipende dalla maturità degli organi interni, soprattutto dei polmoni, che generalmente maturano verso la 27-28° settimana.

Inoltre non bisogna sottovalutare il peso alla nascita del piccolo e il fatto che sia esposto alle infezioni che potrebbero ulteriormente complicare il suo precario quadro clinico. Una volta nato, il bimbo prematuro non è in grado di affrontare la vita che lo aspetta fuori dall’utero materno, quindi viene subito messo in incubatrice. Sarà proprio quest’ultima a riprodurre l’ambiente del ventre materno a cui troppo precocemente è stato strappato. La sua temperatura corporea verrà pertanto sempre mantenuta costante, verrà dunque alimentato e sarà aiutato a respirare sino a che non sarà cresciuto abbastanza da essere forte e autonomo.

Si può prevenire un parto prematuro?

E’ importante capire che non è l’uomo a decidere la durata della gravidanza,  si possono però creare le condizioni per evitare la nascita prematura di un bambino. La prima cosa da fare è rispettare i consigli dei medici e fare tutti gli esami necessari durante la gravidanza. Grazie alle scoperte mediche oggi è possibile individuare subito i rischi di parti prematuri come per esempio una malformazione uterina, un’insufficienza cervicale, un fibroma, possono essere un campanello d’allarme.

Alcuni sintomi devono mettervi in allarme e spingervi a consultare un medico o in alcuni casi a recarvi in ospedale. Fra questi più di cinque contrazioni uterine nei sessanta minuti, dolore alla schiena simile a quello renale o dolori al basso ventre come quelli durante le mestruazioni, o una pressione anomala verso il basso nella pancia come se il bambino premesse per uscire. Ciò che deve invece farvi correre subito in ospedale è la presenza di liquido nella vagina che potrebbe significare la rottura delle acque. E’ fondamentale anche evitare troppi sforzi.

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