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Vaccino esavalente: tutto quello che c’è da sapere

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La definizione di vaccino in termini medici dice che: preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria). Il vaccino esavalente è infatti la combinazione in un solo vaccino di più vaccinazioni.

Il Vaccino Esavalente è stato ideato e viene tutt’ora usato per prevenire le seguenti malattie: difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus Influenzae tipo b (Hib), pertosse, poliomielite e tetano. Questo è entrato in uso ed è consigliato dai pediatri europei dal 2001 in seguito alla valutazione effettuata dalle Autorità Sanitarie Nazionali dei diversi Paesi coordinate dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMEA).

Vaccino esavalente, dove e quando?

Il vaccino esavalente viene somministrato ai bambini entro il primo anno di vitae viene somministrato con un iniezione in un’unica soluzione. La soluzione di accorpare in un unico vaccino la prevenzione di ben sei malattie, è nata dalla necessità di ridurre le iniezioni a cui sottoporre i bambini in tenera età.

Tutti i genitori, per avere maggiori informazioni, possono recarsi all’ ASL di riferimento per ricevere tutte le informazioni dettagliate per capire i tempi e le modalità di somministrazione del vaccino a i propri figli. Ecco i dettagli:

  • i nati dal 2001 al 2004 devono sottoporsi alle quattro vaccinazioni già imposte per legge  che sono: anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite e l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, raccomandate dal Piano Nazionale Vaccini 1999-2000;
  • quelli nati dal 2005 al 2011 devono essere somministrate, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previsti dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Vaccini 2005- 2007;
  • i nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, previste dal Calendario vaccinale incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014;
  • i nati dal 2017 devono eseguire, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-varicella, previste nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

Vaccino esavalente, cosa comprende?

Il vaccino esavalente contiene:

    • tossoide difterico
    • antigene di superficie ricombinante del virus dell’epatite B
    • polisaccaride del Haemophilus influenzae tipo b
    • antigeni della pertosse: tossoide pertossico, emoagglutinina filamentosa, pertactina
    • virus inattivati della poliomielite tipo 1, 2, 3
    • tossoide tetanico

Per combinare i vari componenti, inoltre, si aggiunge alla composizione chimica iniettabile: lattosio anidro, sodio cloruro, medium 199. E’ adsorbito su composti di alluminio che migliorano la capacità di stimolare la risposta immune. Può inoltre contenere tracce di neomicina o polimixina B.

 Vaccino esavalente, effetti collaterali

Tutti i soggetti che potranno essere esonerati dall’obbligo del vaccino sono quelli  immunizzati per effetto della malattia naturale. Cioè tutti quelli  che, per esempio, hanno già contratto il morbillo, non dovranno vaccinarsi per tale malattia. Saranno esclusi anche tutti quelli che a causa di specifiche condizioni cliniche, opportunamente documentate ed attestate dal medico, non possono effettuare il vaccino; quest’ultimo potrà essere posticipato ed eseguito quando il medico certificherà la condizione del paziente come idonea alla somministrazione del vaccino.

E’ importante sapere che la somministrazione di un vaccino non comporta alcun rischio per il soggetto già immunizzato, può solo rafforzare le difese immunitarie e svolgere la funzione di richiamo vaccinale.

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