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Varicella: sintomi, vaccino e cura

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La varicella è una malattia esantematica altamente contagiosa ed epidemica causata da un’infezione primaria con il Virus varicella-zosterLa varicella è estremamente contagiosa e colpisce per lo più i bambini tra i 5 e i 10 anni, in particolare tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. La condizione inizia solitamente con rash cutaneo vescicolare, principalmente esteso al corpo e alla testa o anche alle estremità. Si diffonde facilmente per via aerea attraverso colpi di tosse o starnuti di individui malati o attraverso il contatto diretto con le secrezioni del rash. Una persona con la varicella è infettiva uno o due giorni prima che appaia l’eruzione di vesciche secche senza acqua o altri liquidi al loro interno. Essa rimane contagiosa fino a quando tutte le lesioni vengono ricoperte da una crosta (circa sei giorni).

I sintomi della varicella: come si manifesta

La varicella tra tutte le malattie esantematiche che colpiscono i bambini e quella che più facilmente si riconosce.  Dopo un’incubazione piuttosto lunga (quattordici-ventun giorni) e un breve periodo (non sempre presente) di malessere diffuso come febbre variabile, compare l’esantema tipico della malattia che dà molto prurito ed è costituito da macchioline rosse al cui centro, nel corso di qualche ora, si forma una raccolta di liquido chiaro. Quando il liquido si intorbidisce, le vescicole si trasformano in pustole che nella fase conclusiva, seccandosi, diventano croste. I primi quattro giorni l’esantema si diffonde in tutto il corpo: inizialmente sul cuoio capelluto, sul volto e sul torace; poi si estende al ventre, ai genitali, alle braccia e alle gambe e dura circa sei giorni, in seguito le croste cominciano a cadere.Dopo l’eruzione si blocca e le vescicole presenti si essiccano gradualmente per staccarsi in modo spontaneo nel giro di circa sei giorni. Le croste, cadendo, potrebbero lasciare delle zone chiare sulla pelle del bambino o, nel caso si sia grattato molto, piccole cicatrici, ma sia l’uno che l’altro andranno via con un po’ di tempo. L’esantema della varicella è una macchiolina rossa, lievemente rilevata, del diametro di due-tre millimetri che si trasforma in vescicola contenente un liquido simile alla lacrima, per poi trasformarsi, quando il liquido si infetta e si intorbidsce, in pustola e, infine, in crosta.

Cura della varicella

Non esiste una cura specifica contro la varicella, ma solo, eventualmente, i farmaci in grado di attenuarne i sintomi. Quelli sopratutto per ridurre il prurito, in genere molto fastidioso, che sono degli antistaminici. Se la febbre è troppo alta si può dare al bambino un antifebbrile a base di paracetamolo. In alcuni casi viene utilizzato un farmaco antivirale specifico, l’aciclovyr. La cura va iniziata dal primo giorno di malattia, cioè alla comparsa dell’esantema: attenua i sintomi e riduce la durata della malattia. Per questo è consigliata soprattutto quando la varicella può determinare complicazioni più serie, come nei neonati e negli adulti.

 Varicella in gravidanza

La varicella è una delle malattie più comuni tra i bambini, ma può essere contratta anche in gravidanza. Questa è causata da un virus chiamato varicella-Zoster. Una volta contratta, lascia un’immunità permanente. La varicella non è una patologia importante, tanto che non dà particolari problemi al paziente. Le cose cambiano, però, quando si è in gravidanza. Innanzitutto, se la mamma si ammala, non è detto che il virus passi anche al feto: si calcola che questo avviene solo nel 17% dei casi. I problemi maggiori si possono avere se si prende la varicella in gravidanza nel primo trimestre, quando gli organi dell’embrione sono ancora in via di formazione: se anche il bambino si infetta, c’è un 7% di probabilità che alla nascita possa manifestare la cosiddetta sindrome da varicella congenita, caratterizzata da lesioni cutanee con cicatrici, atrofia muscolare, ipoplasia delle dita (cioè dita più piccole e corte rispetto alla norma) o lesioni cerebrali come encefaliti, che possono provocare ritardo mentale. Nei casi più gravi si può verificare anche l’aborto spontaneo

Prevenzione: il vaccino per la varicella

Il vaccino per la varicella va somministrato ai bambini in due diverse dosi. La prima va somministrata tra i 12 ed i 15 mesi di età, mentre la seconda molto più tardi, quando i bambini hanno 5-6 anni di età. Può anche essere somministrata prima, comunque sempre dopo almeno tre mesi dalla prima dose. Per evitare che la varicella colpisca gli adulti o i ragazzi dai 12 anni in su è possibile somministrare il vaccino anche a questi, a patto che non abbiano mai avuto la malattia, neppure in forma lieve. Anche in questo caso il vaccino è in due dosi, da inoculare ad almeno 28 giorni di distanza l’una dall’altra. Questo tipo di vaccino può essere somministrato insieme a quelli per altre patologie. Ne sono un esempio l’MPRV, che immunizza sia da varicella che da morbilloparotite e rosolia (MPR) e che va, in questo modo, a sostituire due diverse somministrazioni nei bambini e nei dodicenni.

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