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Rosolia: contagio sintomi e cura

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La rosolia è una malattia infettiva causata da un virus del genere rubivirus, della famiglia dei Togaviridae. Anche la rosolia come morbillovaricellapertosse e parotite, è una malattia più comune nell’età infantile e si trasmette solo nell’uomo. Esternamente, si manifesta con un’eruzione cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina. Di solito benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza perché può portare gravi conseguenze al feto. Una volta contratta, la rosolia dà un’immunizzazione teoricamente definitiva.

Rosolia, sintomi

La rosolia la si può contrarre  una sola volta nella vita, come per il morbillo o la varicella e, al quel punto, si diventa immuni.

I primi segnali sono solitamente: una lieve febbre, rigonfiamento doloroso delle linfoghiandole  dietro il collo,  eruzione cutanea rossastra diffusa sulla tutta pelle che dura poco tempo. L’esantema è molto simile a quello del morbillo, ma è decisamente meno evidente.  La sua diffusione parte dal viso, poi interessa il collo sino ad invadere anche il tronco, braccia e gambe. Anche la lingua rimane interessata dalla presenza dell’esantema che dapprima comincia a svilupparsi con macchioline rosse che poi si fondono sino diventare un’unica macchia intera. In generale rispetto al morbillo è una malattia che comporta uno stato di malessere molto più lieve e, a fare la differenza, è anche l’assenza di tosse o rinite. Potrebbe comparire anche la febbre, ma lieve.

Rosolia in gravidanza

La rosolia è una malattia che preoccupa molto le mamme specie quando il bambino è troppo piccolo.
Solitamente si contrae in età infantile, tra i 5 e i 14 anni, ma è possibile anche esserne colpiti durante l’età adulta.  Tutto cambia quando a contrarla è una donne in dolce attesa. In questo caso la malattia potrebbe comportare gravi danni al feto – in particolare  nelle prime settimane, aborto spontaneo e morte intrauterina, oppure causare la nascita di feti privi di vita o con difetti congeniti. 
È  possibile valutare l’immunità della mamma con il rubeotest che verifica la presenza o meno della stessa.

Rosolia, contagio

La rosolia si contagia tramite le goccioline respiratorie presenti nell’aria e che si disperdono attraverso uno starnuto o venendo a contatto con le secrezioni provenienti da naso e bocca del soggetto infetto.Il periodo di incubazione dura due – tre settimane prima della comparsa dei primi sintomi ed il soggetto è da ritenersi capace di trasmettere la malattia, dalla settimana precedente la comparsa dell’eruzione rossastra sulla pelle, sino a circa 4 giorni successivi al verificarsi del fenomeno.Se è  un neonato affetto da sindrome congenita – che ha contratto la malattia in gravidanza – lui  diventa un soggetto infetto per lunghi periodi. Il virus, infatti, può essere trasmesso anche due mesi dopo la nascita o, addirittura, anche dopo più di un anno.

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Rosolia come si cura

Anche la rosolia non presenta una cura specifica, come le altre malattie esantematiche e non esistono farmaci mirati al problema. Bisogna aspettare che la malattia faccia il suo decorso, al massimo, qualora si verificasse la presenza di febbre alta – caso eccezionale perché la rosolia comporta solo febbre lieve – abbassarla con l’utilizzo del paracetamolo.

Il vaccino contro la rosolia

Esiste il vaccino trivalente contro morbillo-rosolia-paraotite che serve come cura preventiva per combattere la malattia. Le dosi consigliate sono: una tra i 12 e i 15 mesi e l’altra dose di richiamo verso i 5-6 anni

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