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Depressione post-partum: cosa c’è da sapere

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depressione post-partum
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La depressione post-partum, chiamata anche depressione post-natale o depressione puerperale è un disturbo dell’umore che colpisce tra il 10 e il 20 percento delle donne subito dopo il parto. Può avere una durata di diversi giorni: in alcuni  la depressione in gravidanza può essere accompagnata da forme di psicosi. Nel periodo immediatamente seguente il parto, si preferisce parlare di baby blyes, un disturbo piuttosto diffuso, che non si trasforma necessariamente in depressione post-partum.

La depressione post-partum si riscontra in circa il 10 percento delle donne che hanno appena partorito, con un incremento del 30 percento se sono state colpite dalla stessa depressione in occasione di un parto precedente. La percentuale sale sensibilmente in relazione a donne che hanno già avuto disturbi mentali di varia natura.

Depressione post-partum, sintomi

I sintomi della depressione post-partum, che possono durare anche per un intero anno, sono numerosi. Vediamo insieme quali sono.

Depressione post-partum sintomi:

  • indolenza
  • affaticamento
  • esaurimento
  • disperazione
  • inappetenza
  • insonnia o sonno eccessivo
  • confusione
  • pianto inconsulto
  • disinteresse per il bambino
  • paura di far male al bambino o a se stessa
  • improvvisi cambiamenti di umore

Ben più grave è la psicosi post-partum, forma più pesante di depressione, che richiede misure mediche tempestive. I sintomi, in questo caso, comprendono anche stati di agitazione, confusione, pessimismo, disagio sociale, insonnia, paranoia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino. La casistica delle psicosi post-partum è di una neomamma ogni mille e in alcuni casi si rende necessario il ricovero in ospedale e una serie di cure adeguate alle forme di psicosi riscontrate.

Se i sintomi sono di un’entità allarmante o comunque superano le due settimane, se si ha la sensazione di poter fare del male a se stesse o al bimbo, se ansietà paura e panico si manifestano con grande frequenza nell’arco della giornata, è meglio chiede aiuto a uno specialista. La depressione post-partum può essere affrontata in ambito medico e in modi diversi a seconda del tipo e della gravità dei sintomi. Le cure possono includere l’assunzione di ansiolitici e antidepressivi, sempre sotto controllo medico e sospendendo l’eventuale allattamento, oltre che psicoterapia o terapie di gruppo.

Depressione post-partum, cause

Parlare di depressione post-partum cause non è semplice, poiché la scienza medica non ha ancora fornito delle spiegazioni definitive. Alcuni studi hanno legato l’apparizione del disturbo a cambiamenti ormonali, in particolare al calo del livello degli estrogeni e del progesterone, con un’alta statistica di casi tra donne che accusano forti fastidi nella fase premestruale.

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Ci sono molti fattori in grado di influire sulla comparsa della depressione post-partum, soprattutto di origine psicologica e legati ad alcuni eventi immediatamente successivi al parto, come il cambiamento ruolo della donna in ambito sociale, il timore per le sue imminenti responsabilità, il proprio aspetto fisico. La sintomatologia si può manifestare in forma lieve e scomparire nel giro di pochi giorni, ma se dovesse perdurare richiede l’intervento di uno specialista, a maggior ragione se nella sua patologia più grave, denominata “psicosi post-partum”.

Pur essendoci delle cause legate alla fisiologia della donna, è possibile cercare di prevenire o attenuare le manifestazioni di questo disturbo, agendo a livello psicologico. Può essere utile, ad esempio, limitare le visite nei giorni del rientro a casa, seguire una dieta adeguata che limiti l’assunzione di eccitanti come alcool e caffè, mantenere contatti frequenti con amcii e familiari, chiedere aiuto se se ne sente il bisogno, rendere ancora più forte il rapporto con il partner e cercare, per quanto possibile, di mantenere un atteggiamento realistico nei confronti della propria persona, del bimbo e del nuovo stato di cose, che implicherà naturalmente alti e bassi. Si tratta di un significativo cambiamento nella vita, che va preso tuttavia con serenità.

Dal canto loro, amici e famigliari possono offrire aiuto nei lavori domestici e nella cura del bimbo, possono dimostrare affetto e non fare sentire la neomamma da sola, possono ascoltare e offrire sostegno, ovviamente se tutto questo non incontra resiste.

Baby Blues e depressione post-partum non sono la stessa cosa

Oltre il 70 percento delle neomamme, nei giorni seguenti il parto, manifesta sintomi leggeri di depressione: il perdiuatra e psicoanalista inglese Donald Winnicot ha coniato il termine baby blues per descrivere lo stato di malinconia (in inglese “blues”), che caratterizza il fenomeno. Depressione post-partum e baby blues non vanno confuse: non è detto, infatti, che quest’ultima diventi una forma di depressione post-partum, che presenta sintomi ben più gravi e duraturi. La baby blues include tra i sintomi come crisi di pianto senza motivi apparenti, irritabilità, inquietudine e ansietà, che tuttavia spariscono nel giro di pochi giorni (circa quindici). Non richiede, dunque, particolari cure che non siano affidate a buonsenso, pazienza e affetto di chi sta accando alla donna che ne è colpita.

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