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Endometriosi: sintomi, cause e cure

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L’endometriosi è una malattia cronica e complessa, in grado di colpire le donne a partire dalla prima mestruazione o, in casi eccezionali, anche prima del menarca. Si tratta della presenza di endometrio (cioè di quel tessuto che riveste la parete interna dell’utero) al di fuori della cavità uterina, in organi quali ovaie, tube, peritoneo, vagina e intestino. Questo può provocare sanguinamenti interni, infiammazioni croniche e tessuto cicatriziale, dolore ovaie, aderenze e infertilità.

Endometriosi cos’è: ogni mese, sotto l’effetto degli ormoni del ciclo mestruale, il tessuto endometriale che si trova in sedi anomale va incontro a sanguinamento, come accade all’endometrio normalmente presente in utero. Questo comporta un’irritazione dei tessuti circostanti. Si stima che il numero di donne affette da endometriosi sia vicino al 10% di quelle in età riproduttiva: ovviamente si tratta solo di stime e statistiche che possono variare, che tuttavia rendono bene l’idea della portata del problema.

Si tratta di un argomento molto delicato, che preoccupa molte donne: cerchiamo di capire insieme qualcosa di più (precisando che le seguenti informazioni hanno semplicemente uno scopo illustrativo e non sostituiscono in alcun caso il parere del medico).

Endometriosi, sintomi

I sintomi endometriosi sono molto caratteristici. Si tratta di una malattia spesso dolorosa – nel 60% dei casi circa – che può anche diventare invalidante.

Endometriosi sintomi:

  • dolore pelvico cronico
  • dolore ovarico intermestruale
  • dolore all’evacuazione
  • dolore durante l’atto sessuale o post coitale
  • affaticamento cronico
  • periodi di stitichezza alternati a diarrea
  • aumento di infiammazione a carico delle mucose
  • colite

In alcuni casi, l’endometriosi è riscontrabile anche in sede intestinale e vescicale, con sintomi tipici di infiammazione e cistite o anche di incontinenza. Le donne affette possono anche manifestare menorraggia, metorragia o dismenorrea.

Endometriosi, diagnosi

Ecco cosa c’è da sapere a proposito di endometriosi diagnosi. Per avere un riscontro certo è necessario sottoporsi a visita ginecologica e rettale e ad alcuni esami ematici specifici alla ricerca dei marcatori della malattia, come CA-125 e CA-19.9. In alcuni casi possono essere necessarie la laparoscopia o la laparotomia, esami molto delicati che offrono la possibilità di prelevare porzioni di tessuto sospetto da analizzare in laboratorio. Entrambe sono molto importanti, non solo per fare una diagnosi, ma anche per studiare l’endometriosi e trattare terapeuticamente la malattia e le sue complicanze, ripristinando la normale anatomia.

Un altro esame molto importante è l’ecografia transvaginale: si tratta di un normale esame ecografico, nel corso del quale il medico introduce una sonda a ultrasuoni all’interno della vagina, per osservare in modo dettagliata gli organi pelvici. L’accuratezza dell’ecografia transvaginale è molto elevata e fornisce immagini chiare dello stato di salute.

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Endometriosi, cause

Passiamo a un altro argomento molto delicato: endometriosi cause. Esistono molte teorie in tal senso, che non si escludono necessariamente a vicenda. La prima ipotesi è quella metastatica, che vede la diffusione di isole endometriali per via linfatica o ematica. Strettamente connessa è la teoria della mestruazione retrografda: durante la mestruazione, piccole parti di tessuto endometriale si muoverebbero in senso inverso nelle tube per poi impiantarsi nell’addome o comunque al di fuori della cavità uterina. Un’altra teoria ricerca le cause nel viaggio metaplastico dei tessuto celomatici.

Endometriosi e gravidanza

Endometriosi gravidanza: si tratta indubbiamente di un altro argomento molto delicato. Bisogna, in tal senso, premettere che la malattia si sviluppa indipendentemente dal fatto di aver avuto o meno delle gravidanze, anche se, dopo una gravidanza, qualora presente già prima, sembrerebbe avere una crescita più accelerata. Qualora si soffra di endometriosi, dunque, non è esclusa la possibilità di rimanere incinta.

Ovviamente i casi vanno valutati singolarmente, in relazione alla gravità e all’estensione della malattia. Qualora non ci fossero cisti ovariche voluminose e la funzionalità delle tube non risulti compromessa, le premesse per una gravidanza ci sono. Una volta che la gestazione inizia, il percorso non risente della condizione patologica precente non richiede precauzioni particolari (esclusa l’eventuale sospensione della terapia di cura che si segue).

Endometriosi, cura endometriosi cura

È dunque giunto il momento di parlare di endometriosi cura. Non esistono, a oggi, terapie definitive per la cura dell’endometriosi, ma si può procedere in diversi modi. In relazione a casi, età, grado di dolore, desiderio di maternità e gravità delle lesioni, si può procedere nei seguenti modi:

  • terapia del dolore (FANS)
  • riduzione della presenza degli estrogeni per frenare lo sviluppo dell’endometriosi provocando, quindi, una menopausa artificiale tramite gli antagonisti del GnRH i quali simulano una menopausa artificiale e temporanea.
    estroprogestinici combinati (pillola anticoncezionale, anello vaginale, spirale al progesterone, progesterone I.M. depot)
  • terapia con androgeni, per la capacità di antagonizzare l’azione degli estrogeni e del progesterone.
    Trattamento con Dienogest
  • terapia chirurgica che può essere di tipo esplorativo e/o diagnostico (laparoscopia esplorativa) e di tipo interventistico (laparoscopia o laparotomia).

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