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Cordone ombelicale: come medicarlo? I consigli della Tata

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Il cordone ombelicale collega feto e placenta e serve a nutrire il bimbo quando è nella pancia della mamma. Al momento del parto viene tagliato di circa 8-10 centimetri e chiuso con un elastico o una molletta di plastica, quindi avvolto con una garza sterile asciutta. Con il primo respiro del piccolo e il taglio del cordone ombelicale si trasforma la circolazione sanguigna: è questo il momento in cui inizia la doppia circolazione, venosa e arteriosa, che è indispensabile per vivere: adesso il neonato respira normalmente e vive distaccato dalla mamma.

Il cordone ombelicale neonato contiene tre vasi sanguigni (una vena e due arterie): la vena serve a portare sangue ossigenato e ricco di nutrienti dalla placenta al feto, mentre le due arterie trasportano il sangue non ossigenato dal feto alla placenta. Lungo dai 50 ai 60 centimetri, ha una spessore di 2 centimetri, è resistente e ha un aspetto tortuoso. È ricco di cellule staminali.

Abbiamo detto che subito dopo il parto viene tagliato e, prima che cada, va medicato e tenuto pulito e asciutto, onde evitare che ci siano infezioni. La medicazione del cordone ombelicale, che inizia già in ospedale, è un argomento che sta molto a cuore alle neomamme: vedremo insieme oggi come farlo nel modo corretto, grazie a tanti consigli pratici. Quando ci si prende cura del cordone ombelicale bisogna anche fare attenzione alla zona intorno, quindi non soltanto del moncone, in modo da mantenerla ben pulita.

Medicazione del cordone ombelicale

Ecco come eseguire la medicazione cordone ombelicale. Anzitutto, è fondamentale sapere che va fatta ogni qualvolta la garza si sporchi di feci o urina. In generale, comunque, almeno una volta al giorno. Se il bimbo piange nel corso della medicazione, non allarmatevi: la parte in questione, infatti, non è dotata di nervi, quindi è un fastidio legato alla sensazione di freddo causata dalla soluzione disinfettante passata sulla pancia.

Vediamo dunque come disinfettare il cordone ombelicale passo dopo passo:

  1. Lavate le mani, togliete al piccolo il pannolino sporto e la medicazione precedente, quindi bagnate una garza sterile con soluzione disinfettante o alcol;
  2. Detergete la base del moncone, tenendo sopra la garza imbevuta per qualche secondo: così favorirete il processo di essiccamento;
  3. Avvolgete il moncone in un’altra garza inumidita di disinfettante, compiendo diversi giri per proteggerlo da eventuali batteri;
  4. Fissate la garza al pancino con una fascia elastica o una rete da infilare nelle gambine del bebè.
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Caduta del cordone ombelicale

Caduta cordone ombelicale cosa fare? Anche dopo la caduta cordone ombelicale è necessario continuare per alcuni giorni a medicare la ferita, utilizzando garze sterili e acqua ossigenata. Consigliamo, poi, di coprire con una garza asciutta fino a quanto la ferita non si è ben cicatrizzata, in modo da evitare un contatto diretto con il pannolino.

Quello che resta del cordone ombelicale cade abbastanza presto: i vasi ombelicali che restano nella parte recisa si trombizzano rapidamente e il cordone ancora attaccato si essicca, diventando di un colore bruno nerastro. Ci sono casi in cui il cordone ombelicale fatica a staccarsi. Di norma, si stacca tra il quinto e il decimo giorno di vita.

Ci sono, tuttavia, alcuni segnali ai quali bisonga fare molta attenzione, in modo da intervenire o segnarlarli alla pediatra:

  • tracce di sangue o pus (secrezioni di colore giallastro o verdastro) sulla garza della medicazione. Alcune piccole tracce di sangue sono considerate normali, ma se sono abbondanti e miste a pus possono segnalare un’infezione, che andrà trattata con una pomata a base di antibiotici;
  • pelle arrossata intorno all’ombelico. Potrebbe comunque trattarsi di un’irritazione e in questo caso è sufficiente usare una minore quantità di alcol per bagnare la striscia di garza che avvolge il moncone e applicare una buona crema idratante sull’addome nella zona circostante all’ombelico;
  • gonfiori, ad esempio quando il bimbo piange o compie uno sforzo. In questo caso potrebbe trattarsi di un inizio di ernia ombelicale.

In ogni caso, va sempre richiesto il parere del pediatra, per poter intervenire nel modo migliore. Per quanto riguarda il bagnetto, va evitato fino al completo distacco del moncone e della totale cicatrizzazione della ferita. È preferibile lavare il bimbo con una spugna morbida, senza immergerlo del tutto in acqua, tamponandolo con un asciugamano pulito.

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