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Utero: cosa cambia durante la gravidanza

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Nel corso dei nove mesi di gravidanza il corpo della donna subisce molte modifiche. Preparandosi ad accogliere una nuova vita, si ritrova a modificarsi sotto molti aspetti. Tra gli organi più importanti, in quei momenti, c’è sicuramente l’utero che ospita l’embrione, dando inizio alla gestazione. L’embrione si annida qui, sviluppandosi fino al parto.

Molte donne in dolce attesa hanno molte domande sul modo in cui cambia l’utero in gravidanza. Prima di capire meglio cosa accade, partiamo con una semplice introduzione. Anzitutto, possiamo distinguere due parti dell’utero: una parete muscolare, chiamata miometrio, e una cavità interna, chiamata endometrio, in cui hanno luogo i movimenti peristaltici, che variano nelle diverse fasi del ciclo.

Di norma, l’utero è inclinato in alto e in avanti verso la vagina, ma nel 20% delle donne è inclinato in basso e all’indietro e si trova vicino al retto: in questo caso si parla di utero retroverso (vedremo in seguito quali sono le differenze nello specifico). Da un punto di vista anatomico, distinguiamo una porzione superiore arrotondata, dove c’è l’imbocco delle tube, una porzione principale (corpo), un breve segmento di passaggio (istmo) e un collo.

Come cambia l’utero in gravidanza

L‘utero in gravidanza subisce profonde modifiche. Originariamente lungo circa 8 centimetri, al termine della gravidanza arriva a dimensioni che corrispondono a un aumento di volume della sua cavità di 500-1000 volte. Può, dunque, raggiungere una lunghezza di 35 centimetri e una profondità di 20. A questo, bisogna aggiugnere che se in condizioni normali pesa tra i 50 e gli 80 chili, in gravidanza si sviluppa fino a pesare anche un chilo, un chilo e mezzo. L’aumento è dovuto a molti fattori, tra cui ritenzione idrica che si verifica nei tessuti, aumento del calibro dei vasi sanguigni e linfatici e la formaizone di nuovi fasci di fibre. Si verificano,poi, processi di iperplasia e ipertrofia delle fibre muscolari, a causa dei quali c’è – rispettivamente – un aumento del numero e del volume delle cellule interessate.

Continuando a parlare dell’utero in gravidanza, bisogna aggiungere che, oltre al feto, ospita anche la placenta e gli annessi ovulari, strutture dell’uovo che non fanno parte del corpo fetale. In gravidanza, l’utero deve sopportare un peso di oltre 5 chili, quindi è fissato tramite diverse connessioni connettivali.

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Cosa accade nell’utero quando giunge l’ovulo?

Dopo cinque giorni dalla fecondazione, l’ovulo arriva nell’utero, ma ciò non basta ancora perché si inneschi una gravidanza. Se la fecondazione non è avvenuta, l’ovulo viene espulso attraverso il sangue mestruale. In caso contrario, cioè se se cioè l’ovulo viene riconosciuto come qualitativamente adeguato per proseguire la sua crescita, il corpo luteo, cioè quel che rimane del follicolo una volta avvenuta la fecondazione, comincia a produrre delle sostanze ormonali che modificano le pareti dell’endometrio rendendolo idoneo ad accogliere l’embrione.

Utero retroverso in gravidanza

L’utero retroverso è una normale condizione anatomica, una variante molto frequente, che non deve preoccupare. In 1 donna su 5 capita che l’utero sia rivolto verso la parte posteriore, cioè verso il retto. Questo non impedisce di avere un figlio. Per quanto riguarda l’utero retroverso in gravidanza, non ci sono da segnalare particolari problemi, a meno che non esistano altre condizioni che possono essere di impedimento.

Esistono due tipologie di retroversione:

  • retroversione primaria: in questo caso, l’organo ha assunto naturalmente questa posizione durante lo sviluppo e in questi casi la scoperta avviene durante le regolari visite ginecologiche. Si tratta, dunque, di una variante anatomica che si ha naturalmente;
  • retroversione secondaria o acquisita: quando accade, l’utero cambia posizione secondariamente a causa di un’anomalia nella zona pelvica (come ad esempio un fibroma) o a causa di patologie legate alla fertilità (come l’endometriosi). Si tratta di una condizione che può essere transitoria, può comparire spesso dopo il parto.

A questi bisogna aggiungere un altro caso. L’utero può diventare retroverso anche durante la menopausa, periodo in cui il livello degli estrogeni cambia rapidamente e proprio come in gravidanza i legamenti che reggono l’organo si fanno molli causando il suo scivolamento verso il retro.

Utero in gravidanza quando si gira? In genere, tra la quattordicesima e la quindicesima settimana l’utero si sposta da solo in avanti, diventando anteroverso e rimane così al termine della gestazione. Trascorso circa un mese dal parto, l’utero riacquisisce le sue dimensioni normali e ritorna retroverso: questo accade perché i legamenti lo riportano nella sua posizione originale.

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