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Gravidanza biochimica: cause, sintomi e tutto quello che dovete sapere

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La gravidanza biochimica, detta anche aborto biochimico o microaborto, è un aborto molto molto precoce. L’ovulo che è stato fecondato e cerca di raggiungere l’utero s’impianta nella parete dell’utero come una normale gravidanza, ma dopo pochissimi giorni smette la sua crescita. Quindi in sostanza la gravidanza biochimica è la fine della gravidanza in un periodo estremamente precoce, pochissimo tempo dopo aver scoperto la gravidanza.

Dal punto di vista fisico questo evento non implica alcuna problematica, al contrario di quanto succede dal punto di vista psicologico che inveceha un peso importante e spesso riscopre paure. 

Gravidanza biochimica, cause

Le cause della gravidanza biochimica  sono sostanzialmente  le stesse dell’aborto spontaneo, in particolare anomalie cromosomiche fetali o anomalie anatomiche dell’utero. È  importante sottolineare che la gravidanza biochimica non ha ripercussioni sulla fertilità futura, cioè sulla possibilità di restare nuovamente incinte e di riuscire a portare a termine una gravidanza.

È un processo assolutamente fisologico di difesa, e non dipende da nessuno dei due genitori. Semplicemente la natura ha analizzato la situazione e capito che forse per questo embrione non era il caso di sopravvivere, o avrebbe avuto una vita troppo complessa e con diverse malattie.

Gravidanza biochimica, sintomi

Non esistono dei sintomi specifici da poter accreditare ad una gravidanza biochimica. I sintomi sono gli stessi di di quelli di una normale gravidanza. Può capitare, inoltre, di non avere alcun sintomo . Speso inoltre la gravidanza biochimica viene confusa con un ritardo del ciclo, proprio perché avviene nell’imminenza dell’impianto quindi circa 4-5 settimane dopo l’ultima mestruazione.

Tantissime donne quindi non sanno e non sapranno mai che in realtà quel ciclo in ritardo è stata invece una gravidanza.

Gravidanza biochimica e beta hcg

L’unico modo per sapere e capire che si è tratta di una gravidanza biochimica è l’aver fatto un test effettuato un test, un dosaggio di beta-hcg nel sangue.

Il risultato di questo test è positivo, proprio perché la fecondazione è avvenuta e la gravidanza è iniziata. La comparsa delle perdite ematiche qualche giorno dopo il test però mette in allarme, quindi si eseguirà nuovamente un dosaggio delle beta-hcg che risulteranno negative. Non esiste un reale valore di beta-hcg iniziale che possa far capire di  essere davanti ad una gravidanza biochimica.

 Cosa fare in caso di gravidanza biochimica?

Di fronte ad una gravidanza biochimica non c’è nulla da fare. Essendo così precoce solitamente non necessita di nessun tipo di intervento dall’esterno e tende a risolversi da solo in pochi giorni. Le perdite di sangue, infatti, saranno come quelle del ciclo e quindi dureranno 4-5 giorni per poi scomparire del tutto.

Ciclo mestruale dopo la gravidanza biochimica

Quando si ha una gravidanza biochimica sono stati dei mutamenti ormonali per questo è piuttosto comune che il ciclo successivo alla gravidanza biochimica sia leggermente ritardato. Solitamente si dice che mediamente ricompaia 40 giorni dopo l’aborto biochimico. 

Gravidanza biochimica: quando riprovare?

E’ importante sapere che  il caso della gravidanza biochimica non differisce dagli altri aborti. Se si vuole riprovare ad avere un figlio si può aspettare il ritorno della mestruazione successiva per poi riprovarci. 

Questo perché si è creato uno squilibrio tra estrogeni e progesterone ed è possibile che l’ovulazione nel mese immediatamente successivo all’aborto non avvenga.Una volta tornata la mestruazione invece il ciclo riprenderà esattamente come prima della gravidanza biochimica e quindi sarà molto più probabile l’ovulazione ei tempi tipici del ciclo mestruale di quella specifica donna.

La gravidanza biochimica è di sicuro un evento triste e pesante dal punto di vista psicologico soprattutto per chi da tempo sta cercando di avere un bambino.

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