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Logopedia per bambini: quando c’è bisogno di andare dal logopedista?

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La logopedia (dalle parole greche logos “discorso” e paideia “educazione”) è una branca della medicina che si occupa dello studio, della prevenzione, della valutazione e della cura delle patologie e dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dei disturbi cognitivi connessi (relativi, ad esempio, alla memoria e all’apprendimento).

La logopedia è una disciplina che mira alla diagnosi e alla cura dei disturbi della comunicazione.  La comunicazione non è fatta solo di  parole, ma anche di gesti, tempi di conversazione, intonazione della voce, costruzione della frase, scelta di alcune parole piuttosto che di altre. Un logopedista è il professionista che effettua la diagnosi e prende in carico un paziente con disturbi di linguaggio.

Quando andare dal logopedista?

La logopedia è una scienza molto affascinante e utile per tutti i i genitori che si preoccupa del linguaggio del proprio  figlio. Molti genitori su chiedono spesso come procede la crescita del proprio bambino e se stanno facendo abbastanza per farlo crescere e imparare.  Molto spesso, infatti, alcuni bambini hanno bisogno dell’aiuto di una figura competente, come il logopedista, che li possa aiutare a comunicare in maniera indipendente. Cerchiamo quindi di capire la logopedia per bambini quando serve. L’intervento del logopedista è richiesto già nelle prime fasi dell’apprendimento del  linguaggio: dalla lallazione, il primo approccio al parlato da parte del neonato, all’ampliamento della frase, passando per la lettura, la scrittura, la deglutizione, etc.

Ci sono alcune condizioni che richiedono l’intervento di un logopedista, sono divise in due macro-categorie:

  • Disturbo del linguaggio espressivo (parole, frasi, lettura e scrittura) o Ritardo semplice del linguaggio o Disturbo specifico del linguaggio o Balbuzie o Disturbi dell’apprendimento o Sordità
  • Disturbo del linguaggio recettivo (comprensione) o Deficit della comprensione verbale o Sordità centrale

Condizioni che riguardano entrambi i disturbi, di espressione e di comprensione, possono essere:

  • Malocclusione dentale e deglutizione infantile
  • Disturbi del linguaggio di origine neurologica
  • Autismo
  • Ritardo cognitivo
  • Iperattività

E’ fondamentale consultare un logopedista se il vostro bambino: aa due anni non ha ancora cominciato a parlare; non comprende le parole e gli ordini, anche i più semplici; dai 3 anni in poi non si esprime in maniera comprensibile ; parla usando solo due sillabe; non pronuncia bene alcune lettere o scambia le lettere all’interno delle parole; non deglutisce bene; balbetta; non si concentra; non ha una buona coordinazione motoria, scrive e disegna male; ha difficoltà a scrivere e leggere, compie errori ortografici, ad eseguire i calcoli matematici e ad imparare le tabelline; non riesce ad imparare a memoria; non riesce a socializzare con i coetanei; non sta fermo un attimo. E ancora ha un linguaggio limitato, un vocabolario ristretto; mostra  difficoltà ad imparare parole nuove o compie errori nel trovare le parole da utilizzare.

Il ritardo semplice del linguaggio nei bambini è “innocuo”, ma non va  sottovalutato. Denominato ritardo semplice perché non è una vera e propria patologia, ma un semplice ritardo nell’apprendimento dei suoni della lingua. I

Esercizi di logopedia

Il bambino che viene sottoposto ad una terapia per migliorare il suo modo di comunicare svolgerà i cosiddetti giochi logopedici. Questi sono dei veri e propri giochi divertenti ed accattivanti che hanno due scopi principali: attirare l’attenzione del bambino e fare in modo che collabori e, motivo principe, stimolare la competenza in esame.

I giochi logopedici  sono diversi tutto dipende dal bambino e della condizione da trattare.  Ogni logopedista  ha dei metodi propri e non esistono vere e proprie linee guida per l’impostazione di una terapia logopedica, ma ci sono alcuni giochi molto utili utilizzati da tutti che stimolano la comprensione.

Ecco alcuni  di giochi logopedici:

  • Esercizi di respirazione: insegnano il modo più corretto di respirare, un attività non così banale come sembra!
  • Giochi con le tessere: servono tutti a stimolare memoria, memory, trova le differenze, trova le coppie.
  • Giochi di costruzioni: le costruzioni, come anche i puzzle, sono giochi molto completi e stimolano tutta la sfera cognitiva del bambino.
  • Libri illustrati: con la lettura i bambini imparano nuove parole e imparano la giusta costruzione delle frasi. I racconti stimolano la creatività e l’attenzione.
  •  Giochi con le figure: che siano figure ritagliate o disegnate o schede logopediche pre-impostate è molto importante sfruttare le immagini per attirare l’attenzione dei bambini che con le sole parole si annoierebbero.
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