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Babbo Natale esiste? Come affrontare la domanda

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Chiunque sia stato bambino sicuramente avrà creduto, per buona parte della sua infanzia, all’esistenza di Babbo Natale.  Quella figura fantastica panciuta, vestita di rosso con una lunga barba bianca che vola tra le nuvole del cielo a bordo di una slitta trainata da renne per portare a tutti i bambini del mondo i regali desiderati per il giorno di Natale.  Una leggenda bellissima che rende magica l’infanzia di ogni bambino che una volta cresciuto, purtroppo, perde la capacità d’immaginare e fantasticare tipica di quando si è più piccolini.Capita spesso a chi è genitore che i propri figli quando iniziano a crescere gli facciano la fatidica domanda: Babbo Natale esiste? Molti di voi si saranno chiesti come rispondere a questa domanda. Spesso sono gli amici o i compagni di scuola  a svelare che Babbo Natale non esiste, oppure capita che i genitori vengano sorpresi mentre ripongono i regali sotto l’albero. L’età in cui questo può succedere è variabile dai cinque anni sino ai sette. E’ molto importante, però, sapere come rispondere quando vostro figlio vi farà questa domanda perché è un momento cruciale che mette in gioco il rapporto genitore- figlio e la fiducia che i vostri figli ripongono in voi. Il rischio infatti è che i bambini la vivano come una delusione o tradimento.

Una delle prime cose da fare, allora, è scoprire che cosa ha spinto vostro figlio  a porvi la domanda. Se ha sentito qualcosa a scuola o magari una parte della storia non lo convince.

E’ importante capire che anche se vostro figlio vi ti sta facendo delle domande non significa necessariamente che è emotivamente pronto per conoscere la verità. Se gli chiedete “Beh, cosa ne pensi?” potrete capire se è pronto a meno a conoscere la verità.

E’ fondamentale capire qual è il modo migliore di dire la verità a vostro figlio e sopratutto capire se lui ha bisogno di credere in qualcosa di magico. 

Se volete dire la verità al vostro potreste avere diversi approcci. Anziché  dire direttamente che Babbo Natale non esiste, potreste spiegargli chi era veramente e raccontargli la storia di San Nicola che è  realmente esistito. Spiegare che San Nicola era una persona e perché è diventato “Babbo Natale”, non solo può aiutare a ridimensionare la sua delusione, ma può anche alimentare nel bambino un po’ di sano altruismo. In questo modo oltretutto, vengono mantenuti i riti piacevoli cui si aggiunge una nuova complicità con vostro figlio.

Chi era San Nicola?

 Il mito di Babbo Natale nasce dalla leggenda di San Nicola che è vissuto nel IV secolo, e si festeggia tradizionalmente il 6 dicembre. La tradizione racconta che san Nicola regalò una dote a tre fanciulle povere perché potessero andare spose invece di prostituirsi e – in un’altra occasione – salvò tre fanciulli. Durante il  Medioevo si diffuse in tutta l’Europa l’uso di commemorare questa vicenda con lo scambio di doni nel giorno del santo (6 dicembre). Questa usanza c’è ancora in auge nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Italia (nei porti dell’Adriatico, a Trieste e nell’Alto Adige) e la notte del 5 dicembre. A i bambini cattivi buoni San Nicola lascia doni, dolciumi e frutta nelle scarpe.

Nei Paesi protestanti san Nicola via via perse l’aspetto del vescovo ma mantenne il ruolo benefico col nome di SamiklausSinterclaus Santa Claus. I festeggiamenti si spostarono alla festa vicina più importante, Natale.

L’uomo la barba bianca e il sacco pieno di regali, invece, nacque in America grazie alla fantasia di Clement C. Moore, che nel 1822 scrisse una poesia in cui lo descriveva come ormai tutti lo conosciamo. Questo nuovo Santa Claus ebbe successo, e dagli anni Cinquanta conquistò anche l’Europa diventando, in Italia, Babbo Natale.

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